Futuro

Cometa verde: quando e dove vederla

Il 1° febbraio raggiungerà la distanza minima dalla Terra, ma già da oggi la “cometa di Neanderthal” potrebbe essere visibile, a occhio nudo o con l’ausilio di un binocolo. È il suo primo passaggio in 50.000 anni
Credit: Dan Bartlett
Fabrizio Papitto
Fabrizio Papitto giornalista
Tempo di lettura 3 min lettura
24 gennaio 2023 Aggiornato alle 17:00

Da oggi potrebbe essere possibile imbattersi a occhio nudo nella Cometa verde, una “cometa di lungo periodo” – come vengono definite quelle con un periodo orbitale superiore a 200 anni – che il 12 gennaio ha raggiunto il punto più vicino al sole, o perielio, mentre il 1° febbraio si troverà alla distanza minima dalla Terra a 42 milioni di chilometri.

“Potrebbe” perché «con le comete il condizionale è d’obbligo», precisa la Commissione divulgazione dell’Unione Astrofili Italiani (Uai), «ma sicuramente sarà ben visibile con l’ausilio di un semplice binocolo».

Una “carrambata” dallo spazio che arriva 50.000 anni dopo l’ultimo passaggio nei pressi della Terra ai tempi dell’uomo di Neanderthal, tanto da essere conosciuta anche come “cometa di Neanderthal”.

Non è dato sapere se e quando la cometa riapparirà. Come osserva l’astrofisico e divulgatore scientifico Gianluca Masi, fondatore del Virtual Telescope Project dell’Osservatorio Astronomico Bellatrix di Ceccano (Frosinone), c’è la possibilità che la cometa si muova «su orbita aperta (iperbolica), dunque non periodica».

Fuori dalla prospettiva antropocentrica il suo nome scientifico è C/2022 E3 (Ztf). La sua scoperta è recente e risale al 2 marzo 2022, quando è stata intercettata dall’Osservatorio di Monte Palomar, California, grazie alla camera di rilevamento della Zwicky Transient Facility, un partenariato finanziato dalla National Science Foundation statunitense insieme a un consorzio internazionale di università e istituzioni.

Inizialmente gli studiosi ritenevano si trattasse di un asteroide, ma osservazioni successive hanno rivelato che aveva una chioma molto condensata, indicando che si trattava di una cometa.

«Dalla sua scoperta ha incrementato notevolmente la sua luminosità e si trova a transitare nella costellazione della Corona Boreale», spiega l’Uai. «Dal 17 gennaio al 5 febbraio la declinazione sarà talmente elevata che la cometa diventerà circumpolare, pertanto sarà visibile in cielo durante tutta la notte».

Dunque la si potrà osservare con un binocolo «a patto di essere sotto cieli scuri» e aspettare che la luna, piena il 5 febbraio, si faccia da parte. Chi non avrà la fortuna di vederla direttamente potrà farlo online in uno degli eventi dedicati.

Il Virtual Telescope Project in partnership con la piattaforma Telescope Live sarà in diretta il 2 febbraio a partire dalle 5.00 del mattino, mentre il programma educativo dell’Istituto Nazionale di Atrofisica, EduInaf, in collaborazione con la Uai trasmetterà la sera del 30 gennaio a partire dalle 21.00.

«Fotograficamente sta già evidenziando una spettacolare coda di ioni e una coda di polveri a ventaglio, ma come sempre ripetiamo che l’osservazione visuale è totalmente differente da quella delle riprese fotografiche», avvertono i ricercatori dell’Uai.

Insomma non vi aspettate di vederla al suo meglio. Ma basta a poter esprimere un desiderio.

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