Ambiente

Roma: l’impianto per bruciare i rifiuti si farà in 4 anni

La prima pietra verrà deposta nell’area industriale di Santa Palomba entro la primavera del 2024. Il termovalorizzatore «dovrà essere operativo nell’estate del 2026, forse anche prima», spiega Gualtieri
Credit: ANSA/FABIO FRUSTACI
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5 dicembre 2022 Aggiornato alle 21:00

Nella sezione “attualità”, tematica “ambiente – gestione dei rifiuti – Sindaco”, del Comune di Roma si legge tra le notizie: “ok definitivo a piano rifiuti. Termovalorizzatore, pubblicata manifestazione d’interesse”.

Il sindaco Roberto Gualtieri, in qualità di Commissario Straordinario di Governo per il Giubileo 2025, ha firmato l’ordinanza che prende atto della chiusa della procedura VAS – Valutazione Ambientale Strategica – e approva definitivamente il Piano di gestione dei rifiuti Roma Capitale.

Gualtieri già da questa estate aveva annunciato che il termovalorizzatore si sarebbe fatto, e ora pare che si faccia anche velocemente: la posa della prima pietra del termovalorizzatore è prevista per la primavera del 2024, e l’impianto sarà completato nel 2026, anzi, come ha precisato lo stesso Sindaco, «L’impianto dovrà essere operativo nell’estate del 2026, forse anche prima».

In un’altra ordinanza, firmata lo stesso giorno, si stabilisce anche l’apertura della manifestazione d’interesse per la realizzazione del termovalorizzatore individuandone la localizzazione, che fino a 2 mesi fa era ignota: l’area industriale di Santa Palomba; confermata solo il 18 ottobre, dopo che nel Cda di Ama, la municipalizzata che si occupa di gestione rifiuti nella Capitale, il Presidente della Commissione di Valutazione aveva chiesto di avvalersi di ulteriori documenti tecnici.

Il Sindaco della Capitale sottolinea che, senza il termovalorizzatore, Roma avrebbe avuto bisogno di una discarica da un milione di tonnellate, ma rassicura che non ci saranno discariche collegate all’impianto.

Il bando avrà una durata di 90 giorni e “chiede l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione e quindi che tutelano l’ambiente”. Il termovalorizzatore sarà realizzato senza uso di soldi pubblici, interamente finanziato da chi vincerà l’appalto con un sistema di project financing. La manifestazione d’interesse, continua Gualtieri, «è aperta ai soggetti pubblici, non è riservata a soggetti privati e la maggioranza delle multiutility è pubblico-privata».

Ma oltre al termovalorizzatore, per risolvere la questione rifiuti a Roma, tra i progetti c’erano altri 4 impianti: 2 per la selezione della carta e della plastica, e 2 biodigestori. Erano in attesa dei fondi previsti dal Pnrr ma il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha risposto: plafond esaurito.

Il finanziamento richiesto era di 100 milioni, 80 per i biodigestori e 20 per gli altri due impianti, e lo stop arriva insieme all’accelerazione data sul termovalorizzatore. La reazione di Gualtieri non è tardata ad arrivare, visto che i progetti di Roma sono stati «dichiarati ammissibili ricevendo un’ottima valutazione, classificandosi al ventesimo posto della graduatoria su 453 progetti presentati nell’area centro-sud».

Il Sindaco si dice pronto ad agire in tutte le sedi istituzionali affinché venga rivista quella che definisce «una scelta incomprensibile». Tra le ipotesi, per recuperare i fondi, c’è il decreto Aiuti quater dove pare siano stati individuati già 40 milioni per il cofinanziamento di un impianto a corredo del termovalorizzatore.

Insomma, la strada per risolvere la lunga storia dei rifiuti nella Capitale pare essere ancora in salita, del resto sui corsi e ricorsi storici Giambattista Vico docet.

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