Roma: via alla caccia urbana ai cinghiali?
Lungo laCassia, ieri, si sono svoltescorribande di cinghiali, nei pressi dellatomba di Nerone. Davanti allasede della Rai, un grosso esemplare appare in un filmato, intento a rovistare tra i bidoni della spazzatura. Poche ore fa, Matteo Salvini ha postato sul proprioprofilo Twitterun video di dueungulati che grufolanoallegramente nei giardini dell’ospedale Villa San Pietro: «Qualcuno sa dov’è finito il sindaco del Pd?», chiede sardonicamente il leader della Lega. Storie di ordinaria amministrazione (o follia?) ormai nellacapitale. Solo un paio di mesi fa una spensierata famigliola dicinghialibanchettava nell’immondiziadi fronte aun parco giochi, vicino la parrocchia di Sant’Ambrogio. Sotto gli occhi spaventati e sbigottiti dei bambini e dei loro genitori. Per non parlare poi deicasi dipeste suinache tolgono il sonno agli allevatori. Secondo unrecente censimento, sarebbero 3 milioni gli esemplari in circolazione, soprattutto nei quartieri a nord della città:depredano culture e allevamenti, spaventano gli altri animali, mettono a rischio lacircolazione stradale. A loro si aggiungono anchei lupi– individuati in alcune riserve, anche a sud,vicino Castel di Decima e Castel di Guido- che dovrebbero cacciare gliungulatie cibarsene, ma sono così pochi da terrorizzare quasi esclusivamente i bipedi. A prescindere dalla situazione tragicomica, ha suscitato qualche sorriso divertito loschema di decreto leggeproposto dal governo in merito a “misure urgenti in materia di fauna selvatica” e presentato ai partiti di maggioranza. Il testo introduce una serie di novità importanti data la situazione d’emergenza: per esempio, consentela caccia urbana. Nella premessa della bozza del decreto si sottolinea “la straordinaria necessità e urgenza di adottare misure per il contenimento dellafauna selvatica”, e poi si prosegue così: “Le regioni, per la tutela della biodiversità, per la migliore gestione del patrimonio zootecnico, per la tutela del suolo, per motivi sanitari, per la selezione biologica, per la tutela del patrimonio storico-artistico, per la tutela delle produzioni zoo-agro-forestali e ittiche e per la sicurezza e l’incolumità pubblica, provvedono al controllo delle specie di fauna selvaticaanche nelle aree o ambiti vietati alla caccia e in contesti urbani”. Controllo, si legge nel documento, basato su unparere elaborato dall’Ispra. Ipiani di abbattimento, eventualmente approvati dalle singole regioni, dovranno essere eseguiti dalle forze di Polizia, le quali “potranno avvalersi dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, ivi compresi i loro dipendenti o incaricati, degli agenti delle Polizie municipali, di operatori abilitati dalle regioni, anche afferenti a società private e cooperative, previa frequenza di appositi corsi validati da Ispra. Tutte le figure delle quali è previsto l’avvalimento devono essere – si spiega -munite di licenza per l’esercizio venatorionel caso diabbattimenti con armi da fuoco”. L’altra importante novità è rappresentata dalla modifica della durata deicalendari venatoriper quanto riguarda lacaccia al cinghiale:non più dal 1° ottobre al 31 dicembre o dal 1° novembre al 31 gennaio, ma verrebbe aperta una finestra temporale più ampia, dal 15 settembre al 15 febbraio. Ovviamente le associazioni ambientaliste sono insorte contro le misure disposte dal governo. Dal libro della giungla per ora è tutto.