Anche nel volontariato esiste la disuguaglianza di genere
In Italia le donne impegnate nel volontariato sono più degli uomini, ma sono questi ultimiad attribuirsi maggiori “competenze manageriali”. È quello che emerge dall’indagineNoi+. Valorizza te stesso, valorizzi il volontariatopromossa daForum del Terzo settoreeCaritas Italianain collaborazione con l’Università di Roma Tre. Su quasi 9.000 intervistati,l’età mediadi coloro che svolgono regolarmente attività di volontariato si attesta attorno ai50 anni. La maggior parte ha un diploma o una laurea, e un lavoro a tempo pieno o part time (42,9%), seguono i pensionati (26,4%) e gli studenti (8,7%). Tra questi,le donne frequentano più regolarmente il mondo dell’associazionismoma in termini di competenza si autodefinisconomeno abili al comandorispetto agli uomini. Ancheuna ricerca delle Nazioni Unitemostra che nel mondo losbilanciamento nei ruoli di leadershiptra le donne e gli uomini che fanno volontariato è evidente. A livello globale,le donne svolgono il 59% delle attività di volontariato, con concentrazioni maggiori in Europa (66%) e in America Latina (64%). Hanno maggiori probabilità di fare volontariato nei settori dei servizi sociali e sanitari, in particolare per il lavoro di cura non retribuito al di fuori della famiglia, mentre i volontari di sesso maschile agiscono più spesso in ambito politico economico e scientifico. Ma è soprattutto nell’ingegneria civile e nelle missioni di pace chegli uomini dominano il campo e occupano ruoli di responsabilità. Anche se il tempo speso nell’associazionismo è più alto per le donne,i rischi e i benefici che ne derivano non sono equamente distribuiti,dice la ricerca. Gli uomini, infatti, raggiungono riconoscimenti e ruoli più elevati delle donne. Ma secondo Katrina Borromeo, specialista del programma dedicato alla sensibilizzazione presso l’UN Volunteers (l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata al coordinamento delle proprie attività di volontariato), «le disparità di genere possono ridurre le potenziali capacità di donne e uomini di contribuire agli sforzi di sviluppo attraverso il volontariato». Alcune ricerchemostrano cheesiste una significativa relazione positiva tra l’emancipazione femminile nella società di un Paese(compresa la rappresentanza delle donne nei parlamenti, nelle posizioni dirigenziali e professionali)e il volontariato femminile. Questo processo è influenzato dal fatto che “una minore accettazione dei tradizionali ruoli di genere facilita e promuove il progresso delle donne nel volontariato”, anche in quei settori generalmente a trazione maschile. Tuttavia, l’attuale disuguaglianza di generefa sìcheanche le competenze maturate attraverso il volontariato da uomini e donne siano impari: in particolare, gli uomini traggono piùbenefici spendibili nella propria carriera professionale, a differenza delle donne, che acquisiscono più competenze soprattutto in termini di consapevolezza e nell’ambito della giustizia sociale.