Industria musicale, stop all’utilizzo dell’AI: la richiesta di cantanti e artisti

“Chiediamo a tutti gli sviluppatori diintelligenza artificiale, alle aziende tecnologiche, alle piattaforme e ai servizi di musica digitale di impegnarsi anon sviluppare o implementare tecnologie, contenuti o strumenti di generazione musicale basati sull’intelligenza artificiale cheminino o sostituiscano l’abilità artistica umanadi cantautori e artisti o ci neghino un giusto compenso per il nostro lavoro”. È questo l’appello di oltre200 artisti(tra cui Billie Eilish, Imagine Dragons, Nicki Minaj, Camila Cabello, Jonas Brothers, Sam Smith, Katy Perry, Zayn Malik) firmatari dellalettera aperta lanciata dallaArtist Rights Alliance.La richiesta è semplice: smettere di creare o rafforzare tutte quelle tecnologie capaci di“sostituire” e svalutare il lavoro dei musicisti. In realtà, si legge nella lettera, i firmatarinon chiedono di vietare l’utilizzo dell’intelligenza artificialenella produzione e creazione delle canzoni: credono infatti nel potenziale dell’AI che, se utilizzata correttamente e responsabilmente, potrebbe essere un valido strumento e supporto per gli artisti. “Sfortunatamente, alcune piattaforme e sviluppatori utilizzano l’intelligenza artificiale persabotare la creatività e indebolire artisti,cantautori, musicisti e titolari dei diritti (delle opere musicali,ndr).Se utilizzata in modo irresponsabile,l’intelligenza artificiale rappresenta una minaccia enorme per la nostra capacità di proteggere la privacy, le identità, la musica e i nostri mezzi di sussistenza”. Il rischio più grande, in particolare, è per tutti quegli artisti emergenti che stanno tentando di farsi strada nel mondo della musica. Il direttore esecutivo dellaArtist Rights Allianceha evidenziatocome già le condizioni di cantanti e musicisti siano precarie in un’era dominata dall’ascolto in streaming: ora, all’elenco delle preoccupazioni, c’è da aggiungere anche l’AI. Proprio qualche giorno fa,OpenAI ha presentatoVoice Engine, un nuovo tool capace di imitare le voci umane usando brevi clip di 15 secondi; tuttavia, ha spiegato l’azienda madre di ChatGPT, questo nuovo strumento non è ancora pronto per il lancio sul mercato, a causa di possibili usi impropri (soprattutto in vista delle presidenziali negli Stati Uniti). L’abuso dell’intelligenza artificialenon è un problema solo delle etichette discografiche e dei musicisti. Infatti, gliattorie glisceneggiatoriche nel 2023 hannoscioperatoper più di 100 giornichiedevano, tra le altre cose, anche dimettere un freno all’uso dell’intelligenza artificialenel mondo del cinema e della tv. Il testo della lettera Noi, sottoscritti membri della comunità di artisti e cantautori, invitiamo gli sviluppatori, le società tecnologiche, le piattaforme e i servizi digitali di musica di interrompere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per violare e svalutare i diritti degli artisti umani. Non cadiamo in errore: noi crediamo che, quando usata responsabilmente, l’AI abbia un enorme potenziale per promuovere la creatività umana in modo tale da consentire lo sviluppo e la crescita di nuove ed entusiasmanti esperienze per gli appassionati di musica di tutto il mondo. Sfortunatamente, alcune piattaforme e sviluppatori utilizzano l’intelligenza artificiale per sabotare la creatività e indebolire artisti, cantautori, musicisti e titolari dei diritti. Se utilizzata irresponsabilmente, l’intelligenza artificiale è una minaccia enorme per la nostra capacità di proteggere la nostra privacy, le nostre identità, la nostra musica e i nostri mezzi di sussistenza. Alcune delle più grandi e più potenti aziende stanno, senza permesso, utilizzando il nostro lavoro per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Questi sforzi puntano a sostituire il lavoro degli artisti umani con “suoni” e “immagini” create dall’intelligenza artificiale che diminuiscono sostanzialmente le royalties pagate agli artisti. Per molti musicisti, artisti e cantautori che cercano di affermarsi, questo sarebbe catastrofico. Senza un controllo, l’Al metterà in moto una corsa al ribasso che indebolirà il valore del nostro lavoro e ci impedirà di essere equamente ricompensati. Questo attacco alla creatività umana deve essere fermato. Dobbiamo proteggerci dall’uso predatorio dell’intelligenza artificiale per rubare voci e sembianze di artisti professionisti e violare i diritti dei creatori e distruggere l’ecosistema musicale.