Gender gap: le donne latine sono le più colpite
Sappiamo che ledonneguadagnano meno degli uomini. E che lepersone Bipocguadagnano meno delle persone bianche. Cosa accade, quindi, quando queste 2 discriminazioni si intersecano? Secondo i dati delcensimentoUsa più recente, lelatineaffrontano ildivario retributivo di genere più ampiorispetto a qualsiasi altro gruppo, ottenendo solo57 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini bianchi non ispanici.Una cifra che scende a52 centesimiquando nei dati vengono incluse le lavoratricipart-timee che non lavorano per tutto l’anno. Basta dare uno sguardo aidatiper rendersi conto dell’enormegap retributivoche colpisce queste donne e che si traduce in unaperdita di 1.218.000 dollari in 40 anni di carriera. Le latine perdono30.450 dollari di salario l’anno,pari a 2.538 dollari al mese, rispetto al gruppo dominante. Gran parte di questo divario è dovuto allasovra-rappresentanza delle latine nei lavori meno retribuiti e precari:il 15,9%, quasi il doppio della loro quota complessiva della forza lavoro (8%). Circa un terzo del settore dei servizi è occupato da loro, lo stesso settore che ha dovuto affrontare la maggiore perdita di posti di lavoro all’inizio della pandemia: la disoccupazione ha raggiunto il 20,2% nell’aprile 2020 in questa fascia di popolazione, il terzo tasso più alto mai registrato in un solo mese e il più alto mai registrato da un gruppo di donne. Quasi 2 donne latine su 5(39,1%) oggi sono impiegate a tempo pieno in una delle10 occupazioni a bassa retribuzione,tra cui lavoro comegovernanti,cuoche,infermieree insegnanti. In tutte e 10 le occupazioni, le donne che lavorano a tempo pieno sono pagate meno degli uomini bianchi e non ispanici. Ma la situazione non è migliore per chi ha una laurea professionale, anzi: queste donne, infatti, rischiano di perdere quasi 2,5 milioni di dollari in 40 anni di carriera rispetto agli uomini bianchi e non ispanici con un livello di istruzione simile, secondola nuova analisidelNational Women’s Law Center (Nwlc).Serve almeno un master per essere pagate più degli uomini bianchi e non ispanici che hanno solo una laurea,spiega lo studio. Le latine hanno una probabilità più alta di averefigli piccoli e parenti anzianisotto la loro cura, e questo le porta a cercare modalità di lavoro più flessibili. Non solo: sono anche tra le persone che più facilmente subisconodiscriminazioni,micro-aggressioni e ostacoli all’avanzamento di carriera. Forse l’aspetto peggiore di questa drastica disparità è la suapersistenza. Il gap, infatti, non si è quasi attenuato negli ultimi 34 anni: nel1989, le latine che lavoravano a tempo pieno venivano pagate solo52 centesimi per ogni dollaro pagato agli uomini bianchi,il che significa che da allora il divario retributivo si è ridotto solo di pochi centesimi ogni decennio. Un cambio di passo, però, potrebbe arrivare dall’imprenditorialità: dopo la pandemia, le donne latine hanno recuperato la perdita di posti di lavoro in un periodo di tempo straordinariamente breve, e gli economisti hanno attribuito parte di quella ripresa all’imprenditoria. Isabella Casillas Guzman, amministratrice dellaSmall Business Administration,ha affermatoche secondo la Casa Bianca ci sono circa il20% in più di persone latine che aprono attivitàrispetto al periodo pre-pandemia. Tra queste, una quota consistente è costituita da donne, che possiedono già circa il 30% delle attività latine con dipendenti. Per fare un confronto, le cittadine bianche possiedono il 16% delle imprese, secondo un’analisi dei dati del censimento del 2019 condotta dallaStanford Latino Entrepreneurship Initiative. Nonostante questo, gli ostacoli sono notevoli: storicamente le donne latine hanno avutomeno accesso alle risorsenecessarie per la costruzione di un business, dai rapporti bancari ai tipi di prestiti che ottengono, fino ai tipi di contratti federali a cui hanno accesso. Secondo l’analisi diMcKinsey & Company, leimprenditrici latinesono quelle meno propensi a utilizzare prestiti bancari per avviare la propria attività rispetto ad altri gruppi: il 12% rispetto al 17% delle imprese “bianche”. E quando ottengono prestiti, hanno meno probabilità delle persone bianche di ottenere l’intero importo.