Ddl affitti brevi: cosa prevede?

Ddl affitti brevi: cosa prevede?

 

In arrivo lastretta del Governo Meloni su Airbnb, una delle piattaforme principali per la ricerca e l’affitto di case o camere. È pronta la bozza del disegno di legge sul tavolo della Ministra del Turismo,Daniela Santanchè, si procederà poi con l’iter in Parlamento. Cosa prevede il Ddl?Stop agliaffitti brevi:l’affitto minimo, infatti, sarà di 2 notti nei centri storici delle grandi città e nei Comuni turistici (per un totale di 14 Comuni metropolitani, ovvero Roma, Napoli, Milano, Torino, Bari, Palermo, Catania, Firenze, Venezia, Bologna, Genova, Cagliari, Messina e Reggio Calabria, e circa 950 Comuni turistici). Non sono coinvolti i Comuni a bassa densità turistica con un numero di abitanti inferiore a 5.000 e le famiglie numerose, con almeno 1 genitore e 3 figli. Il secondo punto del Ddl riguarda l’obbligo di assegnare un Codice Identificativo Nazionale(Cin) per ogni appartamento e da esporre pubblicamente sui siti di annunci online, al fine di incrementare latrasparenzaed evitare gli affitti in nero. Pena: multa fino ai 5.000 euro per chi non possiede il codice. L’ultimo punto riguarda, invece, ladichiarazione di inizio attività:deve essere presentata obbligatoriamente da coloro che affittano più di 4 appartamenti e, quindi, svolge l’affitto in forma imprenditoriale. A ciascun affitto turistico sarà, poi, assegnato uno specifico codice Ateco (codice attività economiche) così da monitorare il tutto. L’obiettivo del disegno di legge è chiaro:cercare di combattere il rischio di unturismosovradimensionatoe, al tempo stesso, salvaguardare i centri storici ed evitarne lo spopolamento. Se, da un lato, il Ddl va incontro alle richieste degli albergatori (Federalberghichiedeva a gran voce una limitazione sui soggiorni inferiori a 3 giorni consecutivi), dall’altro si scontra con lerichieste deisindaci. Nonostante questo, ancheFederalberghimanifesta l’insoddisfazione per il Ddl.Il Presidente Giuseppe Roscioli, infatti, lo ritiene«incapace di incidere concretamente sul problema della concorrenza sleale e dell’abusivismo che inquinano il mercato» obbligando, di fatto, i turisti a recarsi in albergo o a cercare altre soluzioni. Dall’altra parte abbiamo i sindaci delle grandi città che avevano chiesto dei provvedimenti, come per esempio la riduzione a 120 giorni all’anno per gli affitti brevi, al fine di affrontare l’emergenza abitativa che tra studenti fuori sede,caro affittie un numero sempre più alto di persone che fafatica a comprare casanei centri delle città, sta diventando un problema insostenibile. Così facendo, però,non si pone alcun limite alle proprietà poste in affitto. Critiche anche per la questione economica: secondo Marco Celani, Presidentedell’Associazione italiana gestori e affitti brevi(Aigab), il peso dei soggiorni di una sola notte è di circa il 5% del totale. Quindi,spiega aIl Sole 24 Ore,«l’impatto economico di questa misura è sicuramente depressivo ipotizzando che solo una parte verrà recuperata dal mondo alberghiero e una parte si trasformerà in allungamento di pernotti altrove o in nero». A tutto ciò, si aggiunge anche un’altra questione: «anche per le famiglie numerose sarà difficile pernottare una notte – aggiunge Celani – dal momento che, chi si adeguerà alla normativaapplicherà unminimum staydi 2 nottie sul mercato non si dovrebbero più trovare la possibilità di soggiornare 2 notti perché nessuno potrà, anche per motivi di privacy, verificare la consistenza dei nuclei familiari».