Ecco perché dobbiamo guidare la transizione ecologica

Lacrisi climatica-ambientalecostituisce uno dei temi più importanti dei nostri tempi, ma la legislazione per contrastarla spesso rimane in penombra, discussa solo nelle aule parlamentari e fra gli “addetti ai lavori”. Per rimediare a questa lacuna, il senatoreAndrea Ferrazzi(Pd) ha raccolto e riordinato i suoi interventi al Senato e le varie proposte legislative per contrastare il climate change nel suo nuovo saggioIn politica per l’ambiente. Un cammino necessario,pubblicato daEditrice Missionaria Italiana(382 pagine, 15,00 euro) con laprefazione diEdo Ronchi. Un percorso politico lungo, dedicato all’implementazione del Green Deal europeo, con al centro la transizione energetica, la rigenerazione urbana, l’economia circolare, la tutela dell’ambiente e del territorio, l’attenzione posta sulle problematiche del dissesto idrogeologico. In quanto, “laTransizione ecologicaè il nostro futuro.O la guidiamo, o la subiamo.O il nostro Paese diventa leader mondiale in questa direzione, oppurela decadenza anche economica sarà ineluttabile”. Una serie di iniziative a tutto campo che hanno portato anche a una modifica della Costituzione italiana: “Siamo in presenza di un evento storico perché, oggettivamente, nella storia pluridecennale della nostra Repubblica, è la prima volta che si va a modificare, anzi a integrare, la parte dei principi fondamentali dellaCostituzione, in particolare l’articolo 9”. Nel fare questo, Ferrazzi sottolinea nel libro che “si prenderà atto a livello costituzionale della consapevolezza emersa in tema ambientale dalla seconda metà del ‘900. Tema che non era di fatto presente prima o lo era in forme del tutto diverse rispetto a oggi. Latutela dell’ambiente, la responsabilità nei confronti delle future generazioni, derivano dalla consapevolezza cresciuta negli ultimi decenni, visto il dramma della crisi climatica in corso. […] Nell’articolo 41, relativo ‘all’Iniziativa economica privata e pubblica’, si stabilisce che essa non si può svolgere ‘in contrasto alla salute e all’ambiente’, oltre che alle già previste ‘sicurezza, libertà, dignità umana’”. Oltre alletematiche collegate alla crisi climatica,nel saggio vengono descritte specificheiniziative per una diversa politica ambientalecome le “misure urgenti per lariduzione dell’inquinamentodi sostanze poli e perfluoroalchiliche (Pfas) e per il miglioramento della qualità delle acque destinate al consumo umano” o quelle per accelerare l’economia circolare e lagestione dei rifiuti. Il senatore Ferrazzilancia l’allarmeanche riguardo il problema delleecomafie,che perseguitano la penisola italiana da decenni, con un trend negativo in crescita: “Dal punto di vista economico, vi è stato un fatturato – chiamiamolo così – che ha visto,rispetto al 2016, un incremento di oltre 10 punti percentuali.Il business, complessivamente calcolato, ammonterebbe a più di 14 miliardi di euro”. I recenti eventi in Emilia-Romagna confermano che l’impegno contro il dissesto idrogeologico è ancora debole e inefficace: continue vittime, danni per miliardi di euro e un consumo del suolo chenon conoscetregua nonostante decenni di promesse ambientali. La stessa politica energetica, volta alla diffusione delle rinnovabili, ha conosciuto per quasi un decennioun netto stallo:la crisi energetica del 2021-2022 ha portato enormi profitti a Eni che rimaneancorataalla dimensione Oil&Gas Il senatore Andrea Ferrazzi fa luce sui tentativi di arginare, per quanto debolmente, lacrisi climatica-ambientale, ma i dati rimangono drammatici e i programmi politici sono troppo lenti e insufficienti, a partire dal Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) che non è stato ancora approvato definitivamente.