Incoronazione Carlo III: il plug-in maori che oscura le news reali
Manca poco all’incoronazione di re Carlo III a Londra. MaPīkari Mai, plug-in già disponibile suFirefoxeGoogle Chromee che presto lo sarà per altri browser, punta asilenziare le notizie dedicate alla famiglia reale britannicache intaseranno i siti di informazione persostituirle con articoli riguardanti le comunità indigene dellaNuova Zelandae non solo. “Per gli indigeni, la fanfara e la copertura che circonda l’incoronazione reale sono più che fastidiose”, spiega il sito del progetto. Nasce così l’estensione scaricabile gratuitamente che permette alle persone di “staccare la spina,sostituendo i pettegolezzi realicon notizie indigene da tutto il mondo”. Come funziona? Il plug-in effettua undata scrapesu un sito, ovvero estrae dati per mezzo di programmi software, analizza una pagina web, individuando parole chiave o immagini relative alla monarchia e alla celebrazione che si svolgerà domani a Londra, nell’Abbazia di Westminster, ele censura o rimpiazza con notizie rilevanti per le comunitàindigene. “Pīkari Mai mira a ridare luce al mondo digitale, in modo che possa risplendere su di noi qui nel mondo fisico”, spiega il sito dell’iniziativa, creataper “celebrare gli scrittori indigeni di tutto il mondo, in onore di ciascuna delle nostre Nazioni, nella nostra discendenza dei quattro venti. […] Prestate attenzione, guardate, ascoltate e imparate dai giornalisti indigeni. È per noi come popolo Māori e per i nostri cugini indigeni in tutto il mondo”:un breve videopubblicato dall’emittente australianaCBAustraliamostra Carlo III, in grigio su sfondo fucsia, censurato da una barra nera che diventa uno strumento in mano a un uomo appartenente alla comunità indigena. Dunque:no alla cronaca reale, sì alle notizie relative aiMāorie non solo. Questi, infatti, rappresentano circal’1,8% degli scrittori delle testate giornalistiche, secondo l’autore Hāmiora Bailey: scambiare le notizie inerenti alla monarchia con i loro scritti è anche un modo per aumentare il profilo del loro lavoro e delle storie indigene in generale. Nonostantela distanza di oltre 18.000 km dal luogo in cui avverrà l’incoronazione, anche i titoli deinotiziari neozelandesisono stati caratterizzati da un flusso costante dipettegolezzi “reali”. Dalle ultime rivelazioni sulla presenza delprincipe Harry(senza l’attrice e moglie Meghan Markle), alle analisi approfondite riguardanti la condotta del nuovo re, fino agli scandali sulla lista degli invitati e del menù previsto per il post cerimonia. Re Carlo III, d’altronde, è il capo di Stato cerimoniale della Nuova Zelanda, mai Māori non hanno mai ceduto la sovranità alla corona.La famiglia reale ha già presentatouna serie di scuse formali per la violenta repressione perpetrata in età colonialein Nuova Zelanda: confische di terre, atrocità, guerre aggressive e arresti illegali. All’inizio della settimana, il primo ministro neozelandese Chris Hipkins, che si trova a Londra per l’incoronazione, ha dichiarato di volere che il suo Paese diventi una repubblica, ma di non considerarla una priorità politica: i sondaggi, infatti, non hanno ancora mostrato un forte sostegno a favore di questa forma di Governo. Ma l’autore del plug-in, Bailey,ha deciso dioffrire una visione ludica della situazione: una visione di «indipendenza, in cui possiamo parlare del nostro popolo e, se vogliamo, possiamo spegnerci senza dover razionalizzare e senza doverci contestualizzare come vittime o vittime» – ha spiegato,citatodalGuardian -La gente è stufa di tutto questo: non gli interessa quanto costa un diamante o chi indossa quale vestito. In tutto il mondo, gli indigeni sono stanchi di [questa] retorica sulla frivolezza e sulla classe». Il plug-in è stato realizzato in collaborazione con l’agenziaColenso BBDO.