Licènziáti: chi sta perdendo il lavoro oggi a Stellantis?

Licènziáti: chi sta perdendo il lavoro oggi a Stellantis?

 

Per le grandibanche,imprese del settore techemultinazionalinon è decisamente un buon momento:incertezza finanziariae riduzioni significative degli investimenti hanno colpito le enormi aziende. Come accade per ognicrisi economica, a patire le vere conseguenze sulla propria pelle è ilmondo del lavoro: non bastano riduzioni di capitale sociale e ricorso a sovraindebitamento per salvare i titoli sui mercati, spesso sospesi per eccessivo ribasso.Bisognalicenziare,tagliare le posizioni ormai superflue. Ilsettore dell’automotivesta vivendo una fase di transizione decisamente impegnativo: tra i postumi di una pandemia che ha congelato le fabbriche di tutto l’Occidente, passando per l’aumento spropositato del costo delle materie primeacuito dalla guerra in Ucraina, fino alle difficoltà produttive legate alla scarsezza di semiconduttori eterre rarenecessarie alla costruzione di microchip, ormai il vero e proprio epicentro nel mercato della tecnologia. E in ultimo, non per importanza: l’elettrificazione delle vetture, un’esigenza la cui importanza rimbalza tra direttive europee green e una crescente sensibilità ambientalistica da parte dei consumatori, nonostante siano ancora in pochi a potersi permettere auto elettriche. Questa volta a decidere tagli al personale èStellantis, holding multinazionale nata nel 2021 dall’unione diFiat Chrysler Automobilese il gruppo francesePsa, che racchiude in sé 24 società di produzione automobilistiche e di componentistica varia. Il gruppo, guidato da Carlos Tavares, sta valutando ditagliare circa 3.500 posti negli Stati Uniti, una percentuale ridotta rispetto ai400.000 dipendentiin tutto il mondo, ma estremamente rilevante se a perdere il lavoro sono operai e lavoratori a paga oraria degli impianti manifatturieri. Ne veniamo a conoscenza grazie al sindacato statunitenseUnited Automotive Workers, che in uncomunicato stampadefinisce “disgustosa”la decisione del gruppo, reputandola uno “schiaffo in faccia ai nostri membri, alle loro famiglie, alle loro comunità e al popolo americanoche ha salvato questa azienda 15 anni fa”. In attesa che emergano più elementi e chiarimenti, rimane il fatto cheStellantisha già da tempo azionato una grossa campagna diriorganizzazione del personale.Nelfebbraiodi quest’anno, dopo un periodo di sospensione, aveva deciso di chiudere a titolo definitivo uno stabilimento di Belvidere in Illinois,licenziando oltre 1.350 lavoratoriimpiegati nella produzione del SUV Jeep Cherokee. “Un’azione difficile ma necessaria -aveva commentatoTavares in una nota dove faceva riferimento a – l’aumento dei costi legati all’elettrificazione del mercato automobilistico” come una sfida impattante e sostenibile solo ritoccando le strutture produttive nordamericane. Guardando all’Italia, la situazione appare leggermente meno problematica. Con un accordo traStellantise isindacati di categoria(meno la Fiom), il 2023 prevede che i2.000 esuberidegli stabilimenti di Cassino, Mirafiori, Pratola Serra, Termoli e Cento non avranno una forma di licenziamentovero e proprio ma diincentivi all’esodooscivoli. In generale, questo tipo di accordi tra lavoratori e impresa rappresenta un modo peresortare il lavoratore a uscire volontariamente da un’aziendache ha esigenza di ridurre il personale, attraverso ilpagamento di una somma aggiuntivae parametrata a fattori come la durata del rapporto di lavoro, lo stipendio percepito o l’età del dipendente. Nel caso in questione, per tutti coloro a cui mancano 4 anni per raggiungere lapensioneverrà riconosciuto un incentivo per i primi 2 anni, sommato alla indennità mensile di disoccupazione (NASpl), mentre per tutti gli altri sarà corrisposto un incentivo variabile in base all’età, fino a più di 30.000 euro per chi ha compiuto almeno 50 anni e con almeno 24 mensilità. Sulle orme di altri importanti player comeGeneral Motors Co. eFord, ancheStellantisha recentemente introdotto per33.500 lavoratoriimpiegati negli Stati Uniti e in Canada (in servizio da almeno 15 anni) una programma diuscita incentivata di 50.000 dollariper i dipendenti prossimi alla pensione, mentre per tutti gli altri sarà riconosciuta una somma forfettaria basata sugli anni passati in azienda. L’obiettivo diStellantisèridurre la sua forza lavoro nel modo più indolore possibile,per sé e per i dipendenti. Una riduzione dell’organico che, seppure “addolcita”,è ritenuta indispensabile dai vertici del gruppo per mantenere la promessa di arrivare nei prossimi anni avendere automobili elettriche o ibrideche coprano il70% delle vendite europee e il 40% di quelle americane, con l’obiettivo di arrivare al 2030 con 25 modelli completamente elettrici nel proprio catalogo. Tra le ambizioni e un mercato tremendamente agguerrito sul piano ecologista,Stellantisha già investito35,5 miliardi di dollari: una cifra da cui emerge l’intenzione di superare la concorrenza, ma destinata inevitabilmente,secondo lo stesso Tavares, “ad avere impatto sulla nostra presenza di business su scala globale”.