Emissioni climalteranti: crescita ridotta (grazie alle rinnovabili)
La nostra rabbia è energia rinnovabileè il motto scelto da milioni di giovani nel mondo che, sotto la bandiera diFridays For Future, sonoscesi in corteo e nelle piazzeper protestare contro l’inazione climatica e l’incapacità dei governi nell’affrontare realmente il collasso del clima. Rabbia, quella dei ragazzi, che ha permesso davvero di spingere nella direzione diun Pianeta che sta pian piano iniziando- e ora lo si comincia a osservare anche in Italia con nuovi decreti e iniziative -a puntare sulle energie pulite per il futuro. Quelle stesse energie, lerinnovabili, che ci permettono di dire che nonostante la costante crescita delle emissioni climalterantiuna speranza per invertire la rotta c’è. Come racconta il nuovo rapporto sulleemissioni diCO2diffuso dall’Agenzia Internazionale per l’energia, laIEA, nel 2022 a livello globale le emissioni di anidride carbonica derivate da usi energetici- ovvero produzione elettrica, trasporti, industria, riscaldamento e raffrescamento -sono cresciute dello 0,9%: se è vero che continuano a salire, è anche vero però cheproprio grazie alle rinnovabili il dato è migliore di quanto inizialmente temuto. Senzasolareedeolico, ma ancheauto elettriche, case in cui vengono installatepompe di caloreo altri sistemi di efficienza energetica, probabilmente il dato delle emissioni sarebbe stato ancora più alto visto cheavremmo dovuto bruciare più combustibili fossiliper soddisfare la domanda di energia elettrica. Al netto di questa parziale buona notizia, la IEA spiega chele emissioni dagli usi energetici lo scorso anno sono aumentate di 321 milioni di tonnellate, raggiungendo un nuovo record di 36,8 miliardi di tonnellate. Di questo aumento,60 milioni sono attribuibili alla maggior domanda di riscaldamento e raffrescamentoa causa delle condizioni meteo estreme che porta la crisi del clima, mentre altri 55 milioni allo stop dellecentrali nucleari, a causa della carenza d’acqua e di esigenze di manutenzione. Inoltre, il report spiega chele emissioni da combustione per energia sono aumentate di 423 milioni di tonnellate, mentrequelle dai processi industriali sono scese di 102 milioni di tonnellateper via della riduzione della produzione in Cina ed Europa. L’invasione della Russia in Ucraina ha invece portato alle riduzioni delle esportazioni di gas da Mosca e di conseguenzala CO2 da gas naturale è scesa di 118 milioni di tonnellate (-1,6%). Purtroppo però a compensare c’è stato l’aumento delle emissioni dal carbone (243 milioni di tonnellate, +1,6%).Se si osserva poi l’altro combustibile fossile, ilpetrolio, in questo casol’anidride carbonica è aumentataancora di più,268 milioni di tonnellate (+2,5%). Più in generale, in un contesto in cui il maggior aumento delle emissioni nel 2022 è venuto dalla generazione di elettricità e di calore, 261 milioni di tonnellate (+1,8%) soprattutto nelle economie emergenti dell’Asia,le note positive arrivano dalla crescita dell’uso dei veicoli elettrici(oltre 10 milioni di auto vendute, più del 14% delle vendite globali) e da unaforte espansione delle rinnovabili(che nel 2022 rappresentavano il 90% della crescita globale nella generazione elettrica). Seppur siano innegabili i primi risultati positivi legati alle energie pulite, la IEA avverte però che a oggi “le emissioni rimangono ancora su una traiettoria di crescita insostenibile”. Per invertire la rotta della crisi climatica gli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Changeci dicono chiaramente chele emissioni globali devono essere ridotte di oltre il 40% entro il 2030, unico modo per allinearsi all’obiettivo di un aumento della temperatura globale non superiore a 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Nonostante gli sforzi, è chiaro che se però le emissioni continuano a crescere anziché iniziare a mostrare il segno meno davanti alle percentuali,difficilmente raggiungeremo gli obiettiviindicati dalla scienza.