Futuro

AI: come cambierà lavorare in tv?

Il rischio per i lavoratori del mondo dello spettacolo è che la loro creatività venga sostituita dall’intelligenza artificiale. Inaugurando una nuova era per il piccolo schermo: la Post Tv
Credit: KoolShooters 
Tempo di lettura 3 min lettura
6 ottobre 2023 Aggiornato alle 10:30

Mentre alcuni vorrebbero continuare in eterno la celebrazione della televisione, c’è chi sostiene che il piccolo schermo si stia avviando verso la sua fine. Non a caso, gli scioperi avvenuti a Hollywood fanno parte di una lotta esistenziale sullo sfondo di 2 cambiamenti epocali: il tanto discusso declino della tv di prestigio e lo sconvolgimento subito dei servizi di streaming, iniziato negli ultimi mesi quando le piattaforme hanno registrato un calo di redditività e di contenuti.

L’esplosione dello streaming

Nel corso dell’ultimo decennio, gli streamer hanno fatto irruzione nella platea televisiva; nel frattempo, i servizi di streaming hanno trascorso gli ultimi 10 anni cercando di persuadere i consumatori ad abbandonare la televisione via cavo trasmessa.

Con la proliferazione di questa entusiasmante boutique Tv, le trasmissioni televisive hanno infatti faticato a tenere il passo delle nuove proposte. Nel 2015 John Landgraf ha coniato il termine Peak Tv, una nozione che sottolinea un esubero di programmi televisivi presenti sul mercato: l’anno scorso, come riportato dal Washington Post, se ne sono contati 599.

In un’era dominata dai grandi network americani e dalle piattaforme di streaming (come Netflix, Hulu, Amazon Prime Video ecc.), gli utenti hanno subito a disposizione intere stagioni di serie televisive. Ma essere dipendenti dal piccolo schermo può farci diventare assuefatti della visione di un programma, tanto da non poterne fare più a meno.

Dopo aver inseguito per anni il ritmo delle trasmissioni via cavo, nel 2022 lo streaming ha ottenuto per la prima volta una quota di spettatori più alta, nonostante Netflix abbia perso più abbonati di quanti ne avesse registrati l’anno passato.

Il trend sta di nuovo per cambiare e un altro cruciale cambiamento sta per delineare la nuova identità del piccolo schermo.

La prossima ondata televisiva

Oggi il boom della televisione è esaurito e la Peak Tv è in fase di declino, come aveva fatto ancor prima la tv di prestigio. In ogni caso, la vittoria dello streaming è quasi completa, ma molti sembrano intenzionati a trasformare il servizio in un’esperienza meno piacevole per l’utente, replicando alcuni degli aspetti più “fastidiosi” della tv via cavo, come la pubblicità. C’è poi chi sta optando per una formula successiva, la Post-Tv.

Nel mondo dell’industria televisiva, infatti, è in corso un dibattito cruciale: in futuro la programmazione rimarrà una faccenda “umana”, con attori e scrittori, o diventerà “algoritmica” grazie all’intelligenza artificiale? Seppur si tratti di una formulazione estrema, alcuni stanno già piantando i primi semi: alcuni studi cinematografici hanno già testato scansioni del corpo per le comparse.

Per ora l’obiettivo di Hollywood è ridurre drasticamente i costi e, molto probabilmente, sarà necessario valutare se fare affidamento sulle nuove tecnologie dell’AI e ChatGPT per sostituire gli scrittori, per esempio.

La tv ambiziosa non è morta, anzi; ma, di questo passo, la Peak Tv potrebbe passare il testimone a un’era televisiva in cui gli algoritmi sostituiranno la libertà dei creativi.

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