Ambiente

Calce al grafene assorbi CO2 e… piccole grandi idee per il Pianeta

Non solo raccolta differenziata e prodotti biodegradabili. Se vuoi prenderti cura della Terra in modo geniale e green, ecco la rubrica che fa per te
Credit: Wilhelm Gunkel
Tempo di lettura 5 min lettura
7 agosto 2023 Aggiornato alle 14:00

Tra gli slogan più ricorrenti delle manifestazioni per il cambiamento climatico e contro l’inquinamento ambientale, ricordiamo tuttə il famoso “There is no planet B”. Già, non esiste un Pianeta B, ma un piano B c’è. Anzi, più di uno.

Ogni giorno c’è qualcunə che ne sa una più del diavolo e lancia idee geniali e invenzioni eccezionali ed ecosostenibili. Come? Dando una nuova vita a oggetti quotidiani che regolarmente gettiamo senza riflettere sulle possibilità di riutilizzo, o ingegnandosi per trasformare il banale in straordinario.

Se ti sei chiestə almeno una volta cosa puoi fare per salvare il Pianeta, ma le risposte che hai trovato erano sempre le solite e banali raccomandazioni che segui già da una vita, allora questa è la rubrica che fa per te. Abbiamo raccolto le migliori invenzioni che possono aiutare la Terra che abitiamo. Tu sei dei nostri?

Calcene: la calce a base di grafene

Si tratta di un prodotto a base di grafene e calce, nato dalla collaborazione tra la Sandtex, azienda triestina specializzata in rivestimenti e vernici per edifici, la spagnola GraphenStone e l’Università di Trieste.

Seguendo il concetto del cemento armato e inglobando nel grassello di calce la sottile e robustissima rete di grafene, le 2 aziende e i ricercatori dell’università hanno dato vita a questo innovativo materiale: una calce armata al grafene dalle caratteristiche straordinarie.

Si tratta di un film di pittura con una resistenza meccanica e un’adesione mai vista prima, un’alta flessibilità e lavabilità e un’elevata resistenza all’abrasione, alle intemperie e alle piogge acide.

Ma la straordinarietà di Calcene risiede soprattutto nella sua sostenibilità: a differenza di tanti altri, infatti, questo materiale non perde la sua naturalità, la sua origine minerale e la sua capacità di assorbire la CO2 mentre asciuga in parete!

Tutte queste sue caratteristiche stanno avendo già un impatto straordinario sulle nostre città, che stanno ritrovando lo splendore dei loro colori, spenti da decenni di inquinanti e piogge acide.

I primi interventi sono già stati effettuati a Barcellona, ad Alicante, in alcuni palazzi di Auckland, in Nuova Zelanda, e a Kyiv prima dell’inizio della guerra. Ma non solo. Calcene è stato utilizzato in diverse tipologie di edifici: alberghi, negozi, ospedali e chiese come la Cattedrale di Panama, una costruzione del 1688 che ha ritrovato gli antichi colori e la straordinaria bellezza che, nel tempo, era stata offuscata.

Anche in Italia, ha dato grandi risultati: a Napoli, infatti, Torre Caselli, una villa di campagna dei marchesi Caselli ai Colli Aminei, era stata abbandonata e risultava in rovina. Con la ristrutturazione e l’applicazione di Calcene in facciata, la costruzione è tornata a splendere nel rispetto del progetto originario.

A Torino, invece, l’intervento ha riguardato gli interni di un palazzo storico che si trova in via Peyron. In particolare, sono state interessate scale dell’edificio cancellando decenni di incuria e degrado.

Ocean

Ocean è un sistema di lavaggio ergonomico che filtra le microplastiche che derivano dal lavaggio dei vestiti, elimina l’uso di saponi e permette di riutilizzare l’acqua grazie alla presenza di un ozonizzatore.

Come funziona? Dopo aver riempito il cestello con i vestiti da lavare, è necessario semplicemente avviare il lavaggio tramite il display sul pannello. A questo punto, Ocean fa tutto da solo: l’acqua presente nel dispositivo viene convogliata all’interno del cestello mediante una pompa centrifuga e procede al lavaggio dei capi come una comune lavatrice. Dopo l’operazione, l’acqua viene spinta prima verso una griglia d’acciaio, poi attraverso una spugna filtrante in poliestere e infine contro una membrana a fibra cava per fare sì che le microplastiche siano filtrate e completamente eliminate.

A questo punto, l’acqua viene pompata nel serbatoio, dove è ulteriormente depurata e pulita attraverso un ozonizzatore, per poi essere rimessa in circolo.

All’interno dell’impianto di lavaggio è presente anche un tubo di scarico, mediante il quale è possibile sostituire l’acqua qualora si reputasse opportuno dopo una serie di lavaggi. Inoltre, quando il filtro delle microplastiche è saturo, è possibile sostituirlo facilmente con uno nuovo, mentre il vecchio può essere riconsegnato all’azienda che si occuperà di dividere le microplastiche e riutilizzarle per dare loro nuova vita.

Grazie a Ocean è possibile risparmiare non solo considerevoli quantità di acqua, ma anche centinaia di tonnellate di microplastiche che ogni anno dagli abiti finiscono nell’oceano.

CornPak

CornPak è un imballaggio sostenibile realizzato con pannocchie di mais: un’alternativa ecologica e biodegradabile ai tradizionali materiali che riduce l’impatto ambientale.

Per produrre i contenitori sostenibili di CornPak, gli scarti agricoli delle pannocchie vengono raccolti, puliti e preparati per la lavorazione: durante questa fase vengono lavorati meccanicamente e trasformati in un materiale fibroso e ad alte proprietà leganti naturali, per poi essere modellati in forme di imballaggio, come scatole o vassoi.

Solo in ultima fase è possibile trattare il prodotto finale con materiali capaci di migliorarne la durata, la resistenza all’umidità o l’estetica.

In un’ottica circolare, CornPak riduce la dipendenza da materiali non rinnovabili e combustibili fossili e, anzi, ricicla scarti organici agricoli per creare confezioni e imballaggi 100% naturali.

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