Ambiente

Vernice riflettente per tetti e… piccole grandi idee per il Pianeta

Non solo raccolta differenziata e prodotti biodegradabili. Se vuoi prenderti cura della Terra in modo geniale e green, ecco la rubrica che fa per te
Credit: freepik
Tempo di lettura 5 min lettura
31 luglio 2023 Aggiornato alle 16:00

Tra gli slogan più ricorrenti delle manifestazioni per il cambiamento climatico e contro l’inquinamento ambientale, ricordiamo tuttə il famoso “There is no planet B”. Già, non esiste un Pianeta B, ma un piano B c’è. Anzi, più di uno.

Ogni giorno c’è qualcunə che ne sa una più del diavolo e lancia idee geniali e invenzioni eccezionali ed ecosostenibili. Come? Dando una nuova vita a oggetti quotidiani che regolarmente gettiamo senza riflettere sulle possibilità di riutilizzo, o ingegnandosi per trasformare il banale in straordinario.

Se ti sei chiestə almeno una volta cosa puoi fare per salvare il Pianeta, ma le risposte che hai trovato erano sempre le solite e banali raccomandazioni che segui già da una vita, allora questa è la rubrica che fa per te. Abbiamo raccolto le migliori invenzioni che possono aiutare la Terra che abitiamo. Tu sei dei nostri?

COOL ROOF

Sai cos’è un’“isola di calore”? È una sorta di effetto cappa, tipico dei centri delle grandi città, dove la temperatura percepita è più alta rispetto alle zone periferiche (anche fino a 5°C).

Spesso questo accade perché le superfici che ricoprono i tetti degli edifici sono di colore scuro, un fattore che causa un maggiore assorbimento del calore del sole, con conseguente aumento della temperatura, sia all’esterno che all’interno delle abitazioni.

Così, per rinfrescare le nostre case, ricorriamo all’aria condizionata e a impianti di raffreddamento, in un circolo vizioso che fa consumare più energia elettrica e fa disperdere ancora più calore all’esterno.

A partire da queste considerazioni nasce Cool Roof, un sistema di coperture per i tetti di colore chiaro e in grado di riflettere i raggi del sole, che garantisce il mantenimento di una giusta temperatura interna degli edifici.

Cool Roof, infatti, utilizza manti impermeabili sintetici e vernici liquide “SR” (Solar Reflective) a alta riflettività solare e elevata emissività infrarosso, cioè in grado di disperdere rapidamente il calore accumulato), riconosciute dal programma di certificazione Leed del Green Building Council (GBC).

Quali sono i vantaggi? La quantità di calore trasmesso all’interno delle abitazioni diminuisce considerevolmente e aumenta il comfort interno. Di conseguenza diminuiscono i costi per la climatizzazione e, inevitabilmente, anche i consumi di energia elettrica subiscono una diminuzione che oscilla tra il 20% e il 40%, con un conseguente calo dell’impatto ambientale degli edifici e un miglioramento dell’impatto sul clima esterno e sulle temperature delle aree circostanti.

SUR+

Si tratta di uno strumento di “triage” per banchetti delle grandi organizzazioni di aiuto alimentare, composto da fogli informativi che aiutano a controllare le eccedenze alimentari e limitare lo spreco, valorizzando frutta e verdura che non rispettano più gli standard di consumo del mercato, ma sono ancora perfettamente commestibili.

Gli addetti al controllo alimentare ispezionano frutta e verdura confrontando le caratteristiche fisiche e le fasi di maturazione con immagini e testi visualizzati su schede informative: ogni scheda ha uno schema predefinito e le informazioni sono chiare, semplici e inequivocabili.

Così, grazie a Sur+ i dipendenti possono selezionare frutta e verdura che, seppur non più adatte al consumo nel mercato, possono ancora essere trasformate in nuovi prodotti alimentari, evitando che finiscano nel flusso dei rifiuti e dello spreco. Un sistema, questo, che consente di risparmiare fino a circa 2.000 tonnellate di CO2 ogni anno, derivanti dal processo di smaltimento degli alimenti.

BANANA BIOCELL

Banana Biocell è un sistema utile per ricavare energia elettrica dalle banane e inventato da un ragazzo indiano, Gopal Jee, nel distretto di Bhagalpur (nei pressi di Bihar), una delle zone più povere del mondo, in cui la corrente elettrica è quasi totalmente assente e sono, invece, grandissime le quantità di piante di banano, con oltre 37.000 ettari dedicati alla coltura.

Lavorando a contatto con le piante, il ragazzo ha presto iniziato a interessarsi alle proprietà che possedeva, arrivando a comprendere che grazie alle banane era possibile produrre energia elettrica.

Infatti, prendendo 2 elettrodi - uno di zinco e l’altro di rame – e infilandoli poi nel gambo della pianta a distanza di circa 20 cm l’uno dall’altro, è riuscito a produrre ben 3 volt di energia, capaci di far illuminare una lampadina per circa 3 ore.

Aggiungendo altri steli in sequenza, è riuscito poi ad aumentare ulteriormente la durata della luce.

Una trovata, quella del giovane, che consente di produrre energia da una materia prima presente in enormi quantità nella zona e a un costo irrisorio (servono solo elettrodi e filo elettrico, per un totale che non va oltre i 3 euro). Inoltre, la fonte di energia scoperta non produce problemi di scarti da smaltire e, anzi, permette di produrre elettricità riciclando quelli che già sono materiali di scarto, come i lembi delle piante, che finirebbero inevitabilmente nel ciclo di smaltimento.

Leggi anche
Sostenibilità
di Alexandra Suraj 3 min lettura
Sostenibilità
di Alexandra Suraj 3 min lettura