Bambini

Inghilterra: misure più rigide contro gli abusi sessuali su minori

Dopo un’inchiesta che ha portato alla luce la diffusione del fenomeno, il Governo ha deciso di introdurre l’obbligo di denuncia delle violenze per chi lavora con i bambini e un piano per colpire le bande di adescamento
Credit: Cottonbro Studio
Tempo di lettura 4 min lettura
8 aprile 2023 Aggiornato alle 19:00

Gli abusi sessuali su minori sono una epidemia che colpisce decine di migliaia di vittime in Inghilterra. Questo è emerso dall’inchiesta The Independent Inquiry into Child Sexual Abuse (Iicsa) che si è conclusa a ottobre 2022.

Tra i casi più noti degli ultimi anni c’è lo scandalo che ha coinvolto Jimmy Savile, l’ex dj e conduttore televisivo della Bbc che abusò sessualmente di centinaia di minorenni, diventando uno dei più prolifici colpevoli di reati sessuali del Regno Unito. Proprio sulla scia delle terribili vicende legate a Savile è stata avviata l’inchiesta Iicsa che nel corso di 7 anni ha raccolto circa 7000 testimonianze di bambini abusati.

Di fronte a questa emergenza, la ministra dell’Interno britannica Suella Braverman ha deciso di introdurre una legislazione più rigida per contrastare gli abusi commessi a danno di bambini e adolescenti e correggere quello che lei stessa definisce uno dei «più grandi scandali nazionali».

In particolare, il Governo intende stabilire l’obbligo di denunciare gli abusi sessuali su minori per le persone che lavorano con i bambini e che hanno il compito di proteggerli, come gli insegnanti e gli assistenti all’infanzia. Se non denunceranno, saranno colpevoli di reato.

Come spiegato al Mail on Sunday da Braverman, questa misura rispecchia una delle raccomandazioni principali incluse nel report finale dell’inchiesta, che esorta il Governo a introdurre l’obbligo per tali professionisti di «denunciare qualsiasi indizio o sospetto di abusi» su minori. Una soluzione ritenuta necessaria per superare il problema diffuso a livello sistemico delle mancate denunce non solo da parte delle vittime, ma anche di chi è a conoscenza della situazione di abuso.

La protezione dei bambini deve essere uno «sforzo collettivo», ha detto la ministra annunciando le nuove norme che, prima della definitiva approvazione, saranno soggette a consultazioni governative. Per supportare nell’immediato i professionisti che sospettano della presenza di abusi all’interno della propria organizzazione sono state stanziate 600.000 sterline volte a garantire il servizio di consulenza telefonica della National Society for the Prevention of Cruelty to Children (Nspcc).

Come riportato dal Guardian, il Governo britannico sta elaborando diversi programmi per garantire una migliore protezione dei bambini. Un piano per contrastare le grooming gang (cioè le bande organizzate per l’adescamento di minori), a esempio, è già stato annunciato dal Premier Rishi Sunak il 3 aprile.

Questo progetto prevede il lancio di una nuova taskforce di agenti specializzati che andrà ad affiancare la polizia locale nello svolgimento delle indagini, e l’utilizzo di data analyst che avranno il compito di individuare le caratteristiche dei criminali che compiono questi reati. Una tipologia di dati da raccogliere sarebbe l’etnia delle gang, perché – secondo Sunak – le denunce contro alcune minoranze etniche tenderebbero a essere ignorate per ragioni di «sensibilità culturale» e political correctness.

Il riferimento all’etnia degli adescatori la stessa Braverman ha fatto alcune controverse dichiarazioni riguardo la «prevalenza di certi gruppi etnici» nelle grooming gang, citando esplicitamente gli uomini pakistani. La sua visione e quella di Sunak sono state criticate da diversi esponenti politici ed enti per la protezione dei bambini. Il leader del Partito laburista britannico Sir Keir Starmer ha ricordato che la «grande maggioranza dei casi di abusi sessuali non coinvolge minoranze etniche» ma riguarda uomini bianchi. E l’Nspcc ha fatto sapere tramite Twitter che non bisogna concentrarsi solo sulla razza per non creare punti ciechi che impediscono ad alcune vittime di essere individuate.

Alexis Jay, presidente dell’Iicsa, ha sottolineato infine che le misure annunciate sono opportune, ma non bastano e che il Governo dovrebbe adottare tutte le 20 raccomandazioni del report per garantire che i bambini in futuro abbiano una protezione migliore.

Leggi anche
violenza
di Andrea Giuli 3 min lettura