Diritti

Assunzioni in Italia? Un trend in crescita

Dall’inizio dell’anno i nuovi posti di lavoro sono stati più di 5,4 milioni secondo i dati Inps (+19% rispetto al 2021). Aumentano soprattutto i contratti a tempo indeterminato (+31%)
Credit: LCBstudio
Tempo di lettura 3 min lettura
21 novembre 2022 Aggiornato alle 19:00

Dall’inizio del 2022, ci sono state più di 5,4 milioni di assunzioni lavorative, in termini percentuali un aumento del +19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia, era dal 2015 che non si registrava una crescita delle assunzioni così consistente, in particolare per quanto riguarda le assunzioni con contratto di lavoro di tipo indeterminato.

I dati Inps - pubblicati relativamente all’Osservatorio sul precariato e aggiornati ad agosto 2022 - segnalano oltre 5,4 milioni di assunzioni complessive. Nel dettaglio, per i contratti di lavoro a tempo indeterminato si contano 937.000 assunzioni, con un aumento del 31% rispetto al 2021.

Vanno bene anche gli apprendistati, con 225.000 registrazioni (20%). Infine i contratti a tempo determinato, con 321.000 assunti (+19%), 821.000 per quanto riguarda i lavoratori stagionali (+12%) e 682.000 per la categoria somministrati (+7%).

Favorevole è anche il numero di rapporti lavorativi, inizialmente stanziati sotto forma di contratto d’apprendistato e successivamente finalizzati come rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Di questi sono 77.000 i contratti trasformati, un numero che non si verificava da ben 10 anni. Per quanto riguarda le cessazioni contrattuali invece, che indica il tasso di permanenza medio di un lavoratore/lavoratrice in azienda, si contano da inizio 2022 a oggi quasi 4,6 milioni di persone dimissionarie, ovvero il 28% rispetto all’anno passato.

Dal punto di vista territoriale, nel mese di novembre sul podio della classifica ci sono: Lombardia, Lazio e Veneto con rispettivamente 85.070, 39.240 e 36.240 assunzioni. Di queste, la tipologia di contratto maggiormente diffusa è quella a tempo indeterminato, che dimostra come sia in crescita l’approccio dei datori a offrire una stabilità e certezze lavorative più solide ai dipendenti.

Dati confortanti, considerando che il mese in corso ha registrato un calo in confronto allo stesso mese del 2021. Questo calo è conseguenza della situazione di crisi internazionale, e il trend positivo che si era prospettato in questi primi 8 mesi dell’anno andrà decrescendo da qui alla fine del 2022.

Tuttavia i numeri registrati, per quanto riguarda la domanda di lavoro da parte delle imprese, si mantengono maggiori rispetto a quelli verificati nel periodo “pre-Covid. Il bollettino Excelsior (Unioncamere), infatti, dichiara in difficoltà la crescita delle imprese nel reperimento di nuove risorse, che attualmente, è di circa 8 punti superiore rispetto 12 mesi fa.

Prospettive future? Lato Ue sono stati stanziati 1,5 miliardi all’Italia per incentivare le assunzioni, soprattutto per il target giovani e donne. Oltre a mirare all’obiettivo quantitativo del numero di persone assunte, uno degli scopi prefissati da questo aiuto è quello di aumentare le competenze delle risorse, che in ottica integrata va di pari passo con il fine collettivo di sostenere la ripresa economica del Paese.

Uno degli aspetti principali, tra le azioni e i fini che persegue questa azione economica emanata dall’Ue, è favorire l’ingresso delle donne nel mondo lavorativo. Di 1,5 miliardi totali, 88,5 milioni sono destinati a diminuire i contributi previdenziali che sono a carico dei datori di lavoro che nel 2022 assumono donne nel proprio organico.

Leggi anche
gender gap
di Angelica Gabrielli 3 min lettura