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Cop27: una conferenza per salvare il pianeta

Il pianeta è in pericolo e, ogni anno, tutti i Paesi del mondo si ritrovano per cercare di salvarlo. Quest’anno, l’incontro si è svolto a Sharm el-Sheikh, in Egitto, e non è stato una passeggiata
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19 novembre 2022 Aggiornato alle 09:00

Sharm el-Sheikh è una piccola città dell’Egitto, il Paese delle piramidi e dei faraoni. A Sharm el-Sheikh c’è un mare trasparente con la barriera corallina e tanti pesciolini colorati e in estate fa davvero caldissimo. Nelle ultime due settimane, Sharm el-Sheikh brulicava di gente ma non erano turisti.

Dal 6 al 18 novembre si è tenuta la Cop27, cioè la 27esima conferenza sui cambiamenti climatici. Sono arrivate oltre 40.000 persone da 196 Paesi, più di tutti gli abitanti di Sharm el-Sheikh! C’erano presidenti e politici ma anche persone comuni il cui lavoro ha un impatto, buono o cattivo, sul clima.

Questa grossa conferenza viene organizzata ogni anno in un continente diverso, a turno, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Lo scopo è che tutti i Paesi del mondo si incontrino e scambino idee e informazioni sul clima e su come proteggerlo.

Ci sono Stati grandissimi che inquinano tantissimo - come gli Stati Uniti, la Cina, la Germania - e altri piccolissimi che inquinano pochissimo ma che pagano carissimo l’inquinamento degli altri. La Cop27 serve - o piuttosto, servirebbe - a trovare delle soluzioni tutti insieme in modo da ridurre l’inquinamento e l’ingiustizia climatica.

Da un po’ di tempo a questa parte, le conferenze sui cambiamenti climatici sono sempre più attese e importanti. Tra i ghiacciai che si sciolgono, i mari che si alzano, le temperature impazzite e tutti i disastri naturali che abbiamo provocato, bisogna trovare delle soluzioni in fretta, coraggiosamente e tutti insieme.

Queste due settimane sono state utili, ma tante sembrano anche le promesse al vento. E tu e io sappiamo che le promesse al vento puzzano come le bugie. Innanzitutto, la Cop27 si è svolta in Egitto, che è un Paese bellissimo con le piramidi e le barriere coralline ma è anche governato da un signore, Abdel Fattah al-Sisi che non rispetta chi non la pensa come lui. Imprigiona e fa molto male a chi protesta, impedisce alla stampa di scrivere liberamente. Se le cose stanno così, è difficile mettersi d’accordo se non si può parlare sinceramente.

La conferenza, poi, è stata sponsorizzata dalla Coca-Cola, che è un’azienda che inquina un sacco con tutte le sue bottiglie di plastica. I presidenti dei Paesi più grandi sono arrivati in Egitto a bordo dei loro jet privati, che sono degli aerei che inquinano tantissimo. Insomma, stiamo cercando di salvare il pianeta per davvero o solo per finta?

Per fortuna, non c’erano solo presidenti con i jet e grosse aziende plasticose ma anche tantissimi civili, cioè cittadini normali che lavorano a difesa dell’ambiente. Sono loro che, da sempre, fanno gli sforzi più grandi. È però chiaro che alle prossime conferenze - l’anno prossimo la Cop28 si terrà a Dubai, la città piena di grattacieli nel deserto - servirà anche il coraggio dei grandi. E i soldi dei più grandi.

I Paesi ricchi hanno inquinato per tutti e hanno rovinato anche i paesi che non inquinavano. Adesso bisogna che paghino per tutto quello che hanno fatto e che aiutino i Paesi in difficoltà a riprendersi perché non si sono messi nei guai da soli. I Paesi della Cop27 saranno pure 196, ma il pianeta è uno solo. E ha fretta e bisogno di stare meglio.

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