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Tutto quello che c’è da sapere sulla Lega Nord

Sai come è nato e come è organizzato il partito di Salvini? In aiuto, ecco una guida facile per conoscerlo davvero
Tempo di lettura 13 min lettura
22 settembre 2022 Aggiornato alle 20:00

Capire quale sia l’organizzazione interna più convincente ed efficace per un partito politico non è semplice, e sarebbe stato molto interessante poter analizzare lo sviluppo dello statuto del partiti più longevo tra quelli rilevanti. Purtroppo, per quel che riguarda la Lega Nord, non è stato possibile recuperare gli statuti costituenti o le prime riforme. Per questa ragione questo pezzo sarà inevitabilmente incompleto e, quindi, parzialmente impreciso.

1989 o 1991? Il resto è storia

In un giorno di uno di questi due anni, fonti diverse riportano date diverse, Umberto Bossi fondò il partito Lega Nord, figlio dell’unione di Lega Lombarda e Liga Veneta con altri partiti minori (Piemonte autonomista”, l’”Unione Ligure”, la Lega Emiliano-Romagnola” e l’”Alleanza Toscana”) accomunati, oltre che dal focus sulla prosperità del Nord, dall’ideale di un’Italia federal-autonomista, che desse più libertà alle regioni. Stando al documento “Cronologia della Lega Nord” parte seconda, nei giorni 7/8/9 dicembre 1989 si tenne a Milano il primo congresso nazionale della Lombardia, a cui parteciparono più di 500 persone e dal quale nacque la Lega Nord. Il 1991 sarebbe invece l’anno del suo primo congresso.

Le prime elezioni, le elezioni politiche per la XI legislatura del 1992, assegnarono al partito 55 deputati e 25 senatori. Fu per la prima volta al governo nel 1994 nella coalizione di centrodestra del primo governo Berlusconi, ottenendo 56 senatori e 117 deputati, quasi tutti eletti nei singoli collegi uninominali.

Prima di arrivare alle legislative del 1996 - che videro Romani Prodi vincitore - ci fu un momento di avvicinamento alla sinistra, in particolare al secondo congresso federale (1995) furono invitati Massimo dAlema, segretario del Partito dei Democratici di Sinistra, e Rocco Buttiglione, segretario del Partito Popolare Italiano. Alle elezioni, però, la Lega Nord si presentò da sola e ne uscì più forte politicamente e con 87 parlamentari.

Poco dopo, proprio tra i banchi di quest’ultimi, il partito si rinominò in “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”. Quasi come fosse un processo naturale, l’anno successivo il partito creò la Radio Padania Libera e il quotidiano La Padania.

Per questo, e per l’avvio anche della televisione di riferimento, TelePadania, l’anno dopo, il 1997 viene ricordato anche come l’anno di “padanizzazione”.

Per la prima banca “padana”, che si occupasse degli interessi e delle finanze leghiste, bisogna attendere il 1999. Un anno dopo, il neonata banca CredieuroNord aveva l’obiettivo di sostenere e privilegiare le famiglie e le piccole medie-imprese perché potessero tenere i soldi “a casa loro”.

In seguito alla elezioni del 2001, vinta dal centrodestra, di cui la Lega Nord faceva parte, e che segnarono la seconda salita di Berlusconi a Palazzo Chigi, Umberto Bossi divenne Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione. In questa posizione propose, insieme a Gianfranco Fini, la famosa “legge Bossi-Fini” sull’immigrazione clandestina, che diventa reato punibile dai sei mesi ai quattro anni di carcere. Dopo il biennio di successo 2008-2010, arrivarono gli scandali di appropriazione indebita attuata dai vertici del partito, Renzo Bossi e il padre Umberto compresi. Tranne quest’ultimo, tutti gli indagati si dimisero e furono espulsi dal partito.

Di conseguenza alla sconfitta alle amministrative del 2012, in aprile Bossi si dimise da Segretario federale, dopo essere rimasto in carica per quali ventitré anni. Il congresso a giugno elesse come suo successore Roberto Maroni. A dicembre vince le primarie Matteo Salvini, che verrà riconfermato segretario federale nel 2017. Oggi mantiene la carica di segretario, ma di un partito parallelo alla Lega Nord, la “Lega per Salvini Premier”, che lui ha fondato nel dicembre del 2017 in seguito a delle problematiche di bilancio (leggasi il famoso debito di 49 milioni di euro).

Uno statuto matematico

L’archivio del senato conserva uno statuto approvato nel 1997 dal congresso federale di Milano.

Secondo questo, la Lega si suddivide in 14 sezioni nazionali, che corrispondono alle regioni settentrionali italiane.

Ognuna di queste “ha sede principale nella capitale storica della rispettiva nazione, salvo deroga dell consiglio federale” (art. 5).

Queste sezioni nazionali, per cui si una il termine “nazione”, al loro interno si compongono di sezioni provinciali, circoscrizioni e sezioni comunali. Le sezioni nazionali si strutturano riflettendo il schema del sistema generale a livello di sezione.

Una figura particolare he si delinea all’articolo 6 è quella dei padri fondatori della Padania: “coloro che il 15 settembre dal palco di Venezia hanno proclamato l’indipendenza della Padania dando lettura della dichiarazione di indipendenza e sovranità, della Costituzione transitoria e della Carta dei diritti dei cittadini padani, nonché dei soci fondatori della Lega Nord intesi come le persone fisiche che hanno sottoscritto l’atto costitutivo del movimento del 4.12.89”.

Questo titolo dà accesso di diritto al congresso federale e, qualora la situazione lo richieda, consigliano il segretario federale e il consiglio federale.

Il congresso federale rappresenta tutti gli associati, può modificare lo statuto, deve stabilire la linea politica del partito e assicurarsi che sia rispettata dalle attività delle sezioni nazionali.

Inoltre, elegge il segretario e il presidente federale da due sezioni nazionali diverse, i cinquanta membri elettivi dell’assemblea federale e parte del consiglio federale. La sua composizione è complessa poiché dipende in parte dal numero di abitanti - uno ogni trecento mila abitanti o frazioni con un minimo di tre basati sull’ultimo censimento ufficiale - e in parte dai risultati delle ultime elezioni in cui è stata coinvolta la sezione nazionale- due delegati ogni punto percentuale o un numero uguale di delegati rispetto ai punti percentuali con un massimo di 25 per le sezioni con popolazione inferiore al milione di abitanti. Viene convocato ogni tre anni dal presidente, stesso lasso di tempo in cui rimane in carica l’assemblea ma i 50 membri possono essere rieletti. Questi hanno il compito di eleggere un segretario un nuovo segretario generale nel momento in cui quello precedente decede, è impedito perennemente o si dimette.

Il consiglio federale ha una funzione organizzativa rispetto al programma elaborato dal congresso. I suoi membri sono il segretario federale, il presidente federale, il presidente amministrativo, i segretari di ciascuna sezione nazionale e i membri eletti dal congresso su base regionale (quattro per la Lombardia, due per il Veneto e il Piemonte, uno per le sezioni con più di un milione di abitanti e che abbiamo superato la soglia dell’8% alle ultime elezioni o con meno di un milioni di abitanti ma che abbiano ottenuto almeno il 25% alle ultime elezioni). Questo organo approva il bilancio, stabilisce le quote associative e come vengono ripartite, elegge il presidente federale, consultando i segretari delle sezioni compone le liste elettorali, verifica che le sezioni nazionali sino allineate con le sue delibere e lo statuto. Interessante è che un membro che sia assente ingiustificatamente per più di due volte, anche non consecutive, venga considerato decaduto e che nel processo di approvazione delle delibere sia previsto in caso di parità di voti che quello del segretario federale valga doppio.

Il segretario nei tre anni del suo mandato è il rappresentante politico e legale della Lega Nord e in quanto tale riscuote i finanziamenti pubblici e i rimborsi elettorali per la Lega Nord, coordina e sovrintende a tutti gli altri organi. Il ruolo di mediatore tra i vari enti del partito spetta però al presidente, che è anche colui che convoca il congresso e presiede l’assembla.

Un cittadino che voglia supportare ed essere coinvolto in questo partito può essere un socio ordinario-militante o un socio sostenitore, a meno che non sia minorenne, in tal caso può essere solo socio sostenitore. La differenza sta nel fatto che i primi godono del diritto di parole e di voto e hanno il dovere di partecipare attivamente all’interno del partito. Un socio sostenitore può diventare socio ordinario militante dopo un periodo di volontaria a attiva militanza di almeno sei mesi e presentare una domanda alla sezione comunale in cui è iscritto, ma sarà poi il consiglio direttivo provinciale o circoscrizionale a esprimersi.

Le novità: 17 anni dopo

Prima di tutto, nello statuto del 2014 si può notare che non viene più dato per scontato il riferimento al 15 settembre, e viene specificato l’anno, il 1996. Due elenchi subiscono delle modifiche: tra le sezioni nazionali non si legge più “Trieste” separato da “Friuli”, ma un’unica sezione “Friuli- Venezia Giulia”, e tra gli organi di partito non si trova più l’assemblea federale.

Per quanto tempo si è fatto parte del partito diventa un fattore rilevante, per esempio perché il segretario è scelto dal consiglio tra chi ha militato nel aprite per un periodo minimo di 10 anni consecutivi.

E diventa importante una nuova formula per calcolare i delegati al congresso, determinato dal consiglio federale, proporzionalmente tra le sezioni: “Totale Voti = X : Voti Nazione, (il numero dei delegati sta al totale dei voti, come i delegati Nazionali stanno ai voti della Nazione)”. Questa distribuzione si applica anche per l’elezione del 13 membri del consiglio da parte del congresso.

I compiti del consiglio diventano più numerosi, includendo molte funzioni di amministrazione burocratica e l’approvazione di eventuali alleanze in vista di elezioni amministrative. Per preparare le proprie liste, in questi tipo di elezioni, il partito può ricorrere a una Commissione elettorale, che rimanga in carica fino alle elezioni in questione. Il congresso, invece, non si occupa più dell’elezione del presidente federale, in quanto “Umberto Bossi è il padre fondatore della Lega Nord e viene nominato Presidente Federale a vita, salvo rinuncia” (art.14).

L’Ufficio della Segreteria Politica Federale era già presente, ma viene più attentamente organizzato. È presieduto dal segretario federale, e composto dal presidente, i tre vicesegretari, il Responsabile Federale Organizzativo e del Territorio; il Responsabile dellUfficio Legislativo Federale; i Presidenti dei Gruppi Parlamentari, il Capodelegazione del Gruppo al Parlamento Europeo, i Governatori Regionali o i Capodelegazione in giunta.

Il responsabile Federale Organizzativo e del Territorio è una nuova figura nominata dal segretario perché coordini l’azione del partito e controlli che ci si attenga alle linee espresse dal consiglio.

Inizialmente non esisteva un Comitato Disciplinare e di Garanzia, o un organo di denominazione simile, ma il controllo era delegato all’organo direttamente superiore, fatta eccezione ero la Circoscrizione. In questo statuto si parla invece di questo comitato che rappresenta un organo di ultimo appello sono in alcuni casi. Si fa distinzione, infatti, in base agli anni consecutivi di partecipazione alla vita del partito: tra i dieci e i venti al Consiglio Federale, sopra i venti subentra il comitato disciplinare, sotto i dieci anni di militanza non si fa riferimento a un possibile procedimento d’appello.

Le novità: 18 anni dopo

C’è un nuovo criterio per essere Presidenti delle nazioni e/o segretari provinciale e al contempo membri di diritto del congresso federale: nel territorio che si rappresenta si devono contare più di 50 associati ordinari militanti. Lo steso vale per i segretari di nazioni nel consiglio, organo i cui compiti continuano ad aumentare (per esempio deve “redigere il Regolamento di Contabilità”, art. 13).

Aumentano anche gli organi del partito, e in particolare tre sono interessanti:

Dagli uno ai tre membri con più di dieci anni di esperienza nel partito vanno a costituire un comitato amministrativo federale a cui spetta “la gestione amministrativa economico-finanziaria e del patrimonio”;

L’organo federale di controllo sull’amministrazione è composto da cinque persone nominate del consiglio, tre “membri effettivi”, tra cui il presidente, e due supplenti. Tutti sono rieleggibili alla fine demandato di tre anni e tutti devono dimostrare di possedere la professionalità per avere il ruolo. In aggiunta, va mantenuta la presenza in entrambi i gruppi di almeno un iscritto nel registro dei revisori contabili;

Viene istituita la commissione statuto e regolamenti, nominata dal segretario su proposta del consiglio e preseduta dal responsabile Federale Organizzativo e del Territorio, perché avanzi delle possibile modifiche alla statuto federale e esprima pacerei sugli statuti delle nazioni.

Le novità: 22 anni dopo

Per la maggiore rilevanza elettorale, essendo giunti al 2018 ed essendo scesa in campo la Lega per Salvini Premier, da qui in avanti si analizzerà lo statuto di questo partito.

Ci si basa sempre sulle sezioni nazionali, che corrispondono alle tutte le regioni italiane, e anche qualcosa di più visto che Emilia e Romagna rimangono, come da tradizione, separate.

Gli organi suonano oramai familiari: il congresso federale, il consiglio federale, il segretario federale, il comitato amministrativo federale, l’organo federale di controllo sull’amministrazione, il comitato disciplinare e di garanzia, il responsabile federale organizzativo e del territorio. In tutti questi organi la verità dei sessi è garantita dal farro che nelle candidature nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi.

Il congresso è l’organo rappresentativo di tutti i soci stabilisce la linea del partito, ne valuta l’applicazione ai livello inferiori, è competente per le modifiche allo statuto ed elegge il segretario tra i militanti da almeno dieci anni. Il numero dei delegati è stabilito dal consiglio e poi suddiviso tra gli organi territoriali “seguendo le modalità previste da apposita norma regolamentare. “ (art.10).

Il consiglio ha le stesse funzioni del consiglio della Lega Nord, eccezione fatta per l’approvazione del codice etico, e anche gli stessi componenti, cambia solo il numero dei membri eletti dal congresso federale, 22, per i quali si introduce anche una soglia minima di 5 anni di militanza per poter essere presi in considerazione.

Una novità la si trova nel suo ruolo d’organo di ultimo appello, che adesso ricopre per tutti i soci ordinari militanti. Inoltre, l’organo federale di controllo sull’amministrazione non richiede più che tra i suoi membri ci sia né degli iscritti nel registro dei revisori contabili né il presidente federale, figura che, come forse si è già notato, scompare.

Nuovo è poi l’ufficio di coordinamento territoriale e legislativo territoriale, che “coordina l’azione generale della Lega per Salvini premier sotto il profilo organizzativo e, organizzandosi in dipartimenti e consulte, elabora le proposte per la concreta applicazione delle linee politiche della Lega per Salvini Premier, secondo le direttive del consiglio federale” (art.18).

Le novità: 23- 24 anni dopo

Da fonti ufficiali si viene a conoscenza del fatto che il 21 dicembre 2019 vi è stata una modifica allo statuto, ma il contenuto si legge su diversi articoli di giornale. Ciò che fece notizia sul momento fu la nuova policy di “doppio tesseramento”, ovvero il non limitare soci ordinari militanti a essere iscritti solo e unicamente al partito Lega per Salvini Premier, ma permettere che siano contemporaneamente anche iscritti alla Lega Nord.

Nel documento “Regolamento Lega per Salvini premier”, approvato nel 2020 ritorna però la filastrocca dell’incompatibilità della qualifica di soci ordinari militanti con altre adesioni. A questo si aggiunga che entrando nel sito legapersalvinipremier.it cliccando sulla voce “statuto” si viene immediatamente re-indirizzati al numero 272 dell’anno 159 della gazzetta ufficiale, datato 22 novembre 2018.

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