Futuro

Non si svapa più come una volta

Dopo il picco del 2019, l’epidemia di svapo tra gli adolescenti si è drasticamente ridotta. Secondo un’analisi compiuta dall’Università di Catania, assieme a quella della Florida e all’Ucla Health Sciences di Los Angeles, il vaping non causerebbe il “getaway effect”
Credit: Nathan Salt/pexels
Caterina Tarquini
Caterina Tarquini giornalista
Tempo di lettura 4 min lettura
28 giugno 2022 Aggiornato alle 11:30

L’uso tra ə giovani della sigaretta elettronica, dopo il picco del 2019, sta registrando un’inversione di tendenza. La curva discendente, a ben vedere, interessa il numero di fumatori e fumatrici in generale (quindi anche di sigarette e drum) in tutti i Paesi industrializzati.

Specialmente negli Stati Uniti, inoltre, il consumo di prodotti senza combustione è considerato uno dei problemi più importanti in tema di salute pubblica, ma gli studi attendibili sul tema scarseggiano e offrono dati discordanti.

Risale ad aprile 2021 il parere finale del Comitato scientifico della Commissione europea sugli effetti della sigaretta elettronica: l’esame ha riconosciuto rischi classificati come moderati per il sistema cardiovascolare e per la predisposizione cancerogena, mentre ha riscontrato forti rischi di avvelenamento per lesioni o ustioni. Di contro, vi sarebbero prove limitate a sostegno dell’efficacia degli svapo nel contrasto alla dipendenza dal fumo.

Secondo un articolo recentemente pubblicato sul “The Journal of Allergy and Clinical Immunology: In Practice” dal titolo A close look at vaping in adolescents and young adults in the USA”, invece i pericoli legati al vaping non sarebbero così elevati come alcuni studi farebbero intendere.

A condurre l’analisi il Professor Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR dell’Università degli Studi di Catania e oltreoceano, il Professor Thomas B. Casale dell’Università della Florida e Donald P. Tashkin della UCLA Health Sciences di Los Angeles.

«Non sappiamo se l’uso di ecig nei giovani può portare a esiti negativi per la salute nell’età adulta e sono necessari studi a lungo termine di alta qualità– ha spiegato il Professor Polosa - sebbene lo svapo sia stato collegato a sintomi respiratori, questi si sono rivelati transitori e spesso incerti. Rispetto alle sigarette convenzionali, le elettroniche emettono molte meno sostanze tossiche e cancerogene e la riduzione del danno rispetto al fumo di sigaretta convenzionale è ormai certa».

Negli ultimi 10 anni, le percentuali di utilizzo degli svapo, soprattutto tra ə studenti delle superiori ma anche nella fascia d’età 18-24 (anche se meno), sono aumentate in misura considerevole, per poi diminuire progressivamente dal 2020 a oggi.

Secondo i ricercatori, i dati sembrano confutare la teoria del cosiddetto gateaway effect, in base alla quale il vaping rappresenterebbe una corsia privilegiata per iniziare a fumare. Infatti, la maggior parte di coloro che fuma le ecing, non ne fa uso regolarmente ed è quindi meno probabile che i rischi sulla salute aumentino.

«L’uso di sigarette elettroniche frequente o giornaliero tra gli adolescenti non è molto diffuso: la maggior parte dei giovani utilizzatori di prodotti elettronici a rilascio di nicotina ha dichiarato di aver utilizzato la sigaretta elettronica solo 1 o 2 volte al mese. Questi dati dimostrano che l’utilizzo giornaliero di sigarette elettroniche non è molto comune. Abbiamo bisogno di forti campagne di prevenzione destinate agli studenti che li informano dei potenziali rischi», ha spiegato il Professor Thomas B. Casale.

Inoltre, chi svapa solitamente era già un fumatore in precedenza. C’è chi poi è abituato ad alternare sigaretta/tabacco e svapo. I sondaggi federali riportano un drastico calo anche di questa tendenza: con i miglioramenti apportati nelle sigarette elettroniche, che ne hanno migliorato anche il gusto e l’esperienza sensoriale, è probabile che sempre più svapatori si ritengano soddisfatti di fumare solo in questo modo.

«È una buona notizia che l’abitudine allo svapo tra gli studenti delle scuole superiori sia in rapido declino, tanto che ‘l’epidemia da svapo’ tra adolescenti è ormai da considerarsi finita - ha affermato Polosa - E una notizia ancora migliore è quella che riporta il drastico calo dei tassi di fumo di sigaretta tra studenti delle scuole superiori, con le percentuali sul fumo che raggiungono i minimi storici. Dobbiamo rimanere vigili naturalmente per garantire che i livelli di svapo tra ə giovani rimangano bassi. Nel frattempo, le autorità devono far rispettare le norme vigenti in materia di vendite illegali aə minori per limitare l’accesso al tabacco e ai prodotti a base di nicotina».

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