Ambiente

Che cosa c’è nel Pacchetto Natura

La Commissione europea ha presentato un ambizioso quadro di norme vincolanti con l’obiettivo di sostenere il recupero degli ecosistemi danneggiati e tutelare la biodiversità dell’Unione
Credit: Jozsef Szabo
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27 giugno 2022 Aggiornato alle 21:00

Nella giornata di mercoledì 22 giugno, la Commissione europea ha proposto l’attesa “Legge per il ripristino della natura” (Nature Restoration Law), un ambizioso pacchetto di misure vincolanti con l’obiettivo di sostenere il recupero degli ecosistemi danneggiati e tutelare la biodiversità dell’Unione.

Definita dalla stessa commissione «la prima legislazione in assoluto che mira esplicitamente al ripristino della natura in Europa», il Pacchetto Protezione della Natura prevede di coprire almeno il 20% delle aree terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 e l’estensione a tutti gli ecosistemi che necessitino di ripristino entro il 2050.

Tra gli obiettivi quello di invertire il declino degli insetti impollinatori entro il 2030, l’incremento della biodiversità negli ecosistemi agricoli e forestali, la crescita del 5% degli spazi verdi urbani entro il 2050 con un minimo del 10% di copertura arborea in ogni città, paese e periferia europea.

E ancora il ripristino e la riumidificazione delle torbiere drenate a uso agricolo e nei siti di estrazione della torba, il recupero degli habitat marini e la rimozione delle barriere fluviali in modo che almeno 25mila km di fiumi possano diventare a flusso libero entro il 2030.

Secondo il rapporto 2018 realizzato dall’Agenzia europea dell’ambiente, oggi oltre l’80% degli habitat versa in cattive condizioni, con il 36% in deterioramento e appena il 9% in miglioramento. Negli ultimi 10 anni sono diminuite il 71% delle popolazioni ittiche e il 60% delle popolazioni di anfibi, e rispetto al 1970 si sono ridotte del 50% le zone umide nell’Europa occidentale, centrale e orientale. L’84% delle torbiere, fondamentali per immagazzinare carbonio e filtrare l’acqua, si trova in uno stato di conservazione sfavorevole.

Nella stessa giornata è stata presentata anche una proposta per dimezzare l’uso e il livello di rischio dei pesticidi chimici e garantire sistemi alimentari più sostenibili entro il 2030. La Commissione intende inoltre vietare tutti i pesticidi nelle aree sensibili come parchi, giardini pubblici, scuole, campi ricreativi o sportivi e aree protette.

A questi scopi la Strategia dell’Ue sulla biodiversità prevede che oltre 20 miliardi di euro saranno sbloccati ogni anno nell’ambito del Green Deal europeo, con un valore pari al 7,5% del bilancio dell’Ue a partire dal 2024 e del 10% al 2026-2027, per uno stanziamento complessivo di 100 miliardi di euro.

«La crisi del clima e della biodiversità stanno minacciando le fondamenta stesse della nostra vita sulla Terra. Abbiamo compiuto progressi nell’affrontare la crisi climatica e oggi aggiungiamo due leggi che rappresentano un enorme passo avanti nell’affrontare l’ecocidio incombente», ha dichiarato Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo.

«Una pietra miliare enorme», secondo il WWF, che definisce la proposta «il primo importante atto legislativo dell’Ue sulla biodiversità dalla Direttiva Habitat nel 1992». Soddisfatte anche le associazioni ambientaliste italiane, che nei giorni scorsi si sono rivolte al Commissario Paolo Gentiloni per chiedere di sostenere l’iniziativa.

Entrambe le proposte saranno ora discusse dal Parlamento europeo e dal Consiglio, in linea con la procedura legislativa ordinaria. Una volta adottata, ciascuno Stato membro dovrà sviluppare un piano nazionale dedicato in collaborazione con gli attori del settore e presentare alla Commissione relazioni annuali sullo stato di avanzamento e sull’attuazione delle norme.

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