CHIUSI TUTTI I NEGOZI, il noto marchio di abbigliamento non ha retto alla crisi | Un duro colpo all’economia italiana

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Una nota catena di abbigliamento che in Italia ha sempre riscosso un notevole successo si trova obbligato a chiudere definitivamente.
C’è stato un tempo in cui il settore della moda era simbolo di stabilità e di crescita, ma adesso sta vivendo un momento particolarmente difficile, proprio come succede a tutti i settori dell’economia che in Italia stanno affrontando poche difficoltà.la concorrenza serrata degli e-commerce, i rincari dovuti alla crisi internazionale e la ridotta capacità di spesa dei consumatori hanno reso la situazione alquanto preoccupante.
Molte aziende si trovano ora costretta a rimettere la propria strategia commerciale e in alcuni casi a chiudere quelli che sono i punti vendita storici, ridimensionando di fatto la loro presenza fisica sul territorio.
Uno dei marchi che negli ultimi anni aveva saputo conquistare una posizione rilevante tra i giovani e non solo, ora si trova a un passo da definitivo ridimensionamento. Quella che è stata presa è una decisione drastica e lascia non poca preoccupazione anche ai lavoratori.
Insomma, stando alle ultime notizie, sembra proprio che dovremmo fare a meno dei suoi capi.
Una crisi che non guarda in faccia nessuno
Purtroppo che la moda sia un settore spietato, questo lo sappiamo benissimo. Il ritmo delle collezioni e la velocità di aggiornamento dei cataloghi, contano più della tradizione e della notorietà del marchio stesso.negli ultimi anni le piattaforme online hanno avuto un’ascesa vertiginosa e poco importa se effettivamente la qualità dei prodotti è scarsa, l’importante è che i prezzi siano effettivamente convenienti. Purtroppo però il risultato di tutto questo, per alcuni brand, è stato letteralmente devastante.
Non sono pochi coloro che sono stati incapaci di mantenere il passo per via anche di un consumatore che pretende novità continue ma un budget estremamente ridotto. In questa prospettiva, quello che viene sacrificata è la qualità a discapito di un prezzo molto più basso, la trasformazione che ha inciso in maniera profonda anche in Italia e sulla presenza degli store sul territorio. Una sola strategia di rilancio potrebbe non essere sufficiente, servirebbe molto di più. Ma questa volta si decide di chiudere letteralmente i battenti.
Una decisione senza possibilità di tornare indietro
La decisione è arrivata direttamente dal colosso svedese H&M: il marchio Monki, da esso controllato, chiuderà tutti i suoi circa 60 negozi sparsi in 15 Paesi, tra cui Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, Belgio e Olanda. Una scelta che non lascia spazio alle interpretazioni, il giovane brand non ha retto alla pressione del mercato. Monki sopravvivrà soltanto in forma digitale, attraverso gli store e-commerce e in parte tramite la catena Weekday, anch’essa sotto il controllo di H&M.
Nonostante in Italia punti vendita Monki non sono presenti, H&M negli ultimi anni ha già chiuso diversi negozi storici: dal centro commerciale Megalò di Chieti a Gli Orsi di Biella, con ulteriori chiusure previste. L’ennesima vittima di un settore in continua trasformazione.