Italia e Francia: cosa (non) ci lega?
Da un punto di vista economico e politico, sono numerose le questioni che hanno infiammato lediscussioni italo – francesinell’ultimo periodo. Oltre la gestione dei migranti, centro di un acceso dibattito tra Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, c’è ora un nuovo rapporto diffuso dall’ambasciata francese (in collaborazione con il ministero francese dell’economia e delle finanze e il servizio economico romano dellaDirection général du Trésor) sulle relazioni economiche intrattenute tra i due Stati. L’obiettivo – forse – sottolineare lareciprocità di interessi delle 2 nazioni. In effetti, ilRapporto Economico Italia Francia 2022evidenzia una certacomplementaritàtra le stesse: una relazione dal valore di quasi 104 miliardi di euro.I rapporti commerciali sono cresciuti del 18% rispetto al 2020identificando un plus sia nelle importazioni dall’Italia sia nelle esportazioni verso l’Italia: le prime per 45,9 miliardi di euro, le seconde per quasi 39 miliardi di euro. Ad avere subito una crescita notevole sono, poi, gli investimenti italiani all’estero con un +17,5% nell’ultimo anno e un +133% negli ultimi 5, arrivando a uno stock di 54 miliardi di euro. Eppure, questa crescita non raggiunge il valore francese che si attesta ai 74,3 miliardi di euro, classificandola al secondo posto tra gli investitori nella penisola.K-way, Roger Viviersono solo alcuni dei celebrimarchi francesioggidi proprietà di aziende italiane. Diversi, poi, gliinvestimentistrategici nelleinfrastrutture francesi: la stessa ambasciata riporta gli esempi diSaipem, società di ingegneria informatica nel settore energetico, o dell’azienda di trasportiAtlantia, legata alla creazione di autostrade e aeroporti. Tra gli investimenti italiani del 2021 e 2022 sono riportate 3 operazioni di non acquisizione: 60 milioni di euro conIveco, 273 milioni di euro conTrenitaliae 20 milioni conZambon,oltre a numerosi partenariati tra i 2 Paesi, comeEssilorluxottica,StellantiseAtr. Eppure qualcosa sembra sfuggire tra le pagine del report:come si muove laFranciain Italia? Si parla spesso e volentieri dello shopping di aziende come l’hobby preferito dei francesi.Nel 2021 la Francia ha effettuato in Italia 62 operazione di M&A(Merger & Acquisition) per un valore che sfiora i 3 miliardi di euro,raddoppiando le acquisizioni rispetto al 2020,seconda solamente agli Stati Uniti, che nello stesso anno hanno raggiunto 95 operazioni. Diversi i casi che non sono passati in sordina a partire dal settore bancario, dove nel 2021, per 840 milioni di euro,Credit Agricoleha acquisitoCreval(credito valtellinese), dopo aver acquistato nel 2007 ancheCariparma,Cassa di Risparmio della Spezia, di Rimini, di San Miniatoedi Cesena,o ancoraBnl,inglobata nel 2006 daBNP-Paribas. La situazione è pero analoga in altri settori. Sempre nel 2021, in ambito farmaceutico,Cerba Healthcareha acquisitoLife brainper 1,2 miliardi di euro; 10 anni prima l’italianaParmalatè passata sotto al controllo della franceseLactalise i noti supermercatiGssi sono trasformati inCarrefour. È proprio la risonanza di queste notizie a rendere dubbioso il silenzio in merito da parte del report francese. In fondo, se si parla di rapporti economici tra i 2 Paesi, la finanza non dovrebbe essere inglobata? Il report continua evidenziando ilgrande potenziale delle start up hightech:27 le aziende unicorno francesi (ovvero che hanno un valore di mercato superiore a 1 miliardo di euro) e che potrebbero portare entro il 2025 a una crescita potenziale del Pil del 6% e alla creazione di oltre 224.000 posti di lavoro. Nella penisola il numero di start up innovative è inferiore ma, rispetto al 2019, gli investimenti totali in equity sono triplicati, passando da 694 milioni a oltre 2 miliardi nel 2022 con notevoli prospettive di crescita. Settore di grande interesse è sicuramente ilturismo, come sottolinea lo stesso report.Nel 2021 i francesi in visita nelle città italiane sono stati 6,8 milionie hanno contribuito alla creazione diquasi 3 miliardi di euro.Altrettanto attraenti gli scenari francesi per i nostri connazionali e non solo per trascorrere le vacanze ma anche per lo studio.La Francia è il secondo Paese scelto dagli universitariper la mobilità Erasmus a cui si aggiungono oltre 15.000 studenti che hanno prediletto corsi di post-diploma in Francia. Dulcis in fundo il rapporto segnala anche alcuni deinomi italiani di spicco nelle società francesicon la qualifica dimanager: da Francesca Bellettini, presidente e amministratrice delegata diYves Saint Laurent,a John Elkann, indicato come presidente esecutivo diStellantis(anche sé in realtà è il primo azionista singolo del gruppo automobilistico tramiteExor), fino a Andrea Giani della nazionale maschile di pallavolo francese e ai ben 33calciatorifrancesi che vivono in Italia. Tuttavia, il report rimane vago su aspetti essenziali: è necessaria un’analisi relativa anche all’ambito industriale e commerciale della relazione e all’aspetto finanziario. In fin dei conti ad avere rilievo sono sì i numeri, ma non certo quelli della maglietta dei calciatori di serie A.