Buone intenzioni, che siano solide, per il 2023
Entrare nelnuovo annocon intenzioni qualitativamente ottimali può essere utile, a patto però di non cadere nella solitatrappola della prestazione. Anzi, forse è proprio da questo aspetto che si potrebbe e dovrebbe partire. Liberati dall’obbligo di eccellere Di noi, il più delle volte viene considerato solo ciò che è quantificabile.La società vuole misure e numeri, conteggi precisi in grado di restituire un valore comparabile e riconducibile a uno standard agilmente riconoscibile.Se 10 è meglio di 2, chi produce 10 sarà migliore di chi produce 2. Cosa si concentri in questi numeri smette di importare e svanisce cosa comporti. Se per raggiungere quella soglia si perdonosalutee qualità della vita, il dieci non lo specifica ma se per mettere una tacca a tutti i propositi della performance 2023 non si considerano i come, i perché e i percorsi, si rischia di lasciare qualcosa. Solitamente, ilvalore. Quindi prima di qualsiasi lista sarebbe opportunoimparare l’importanza di non rincorrere obiettivi di quantità, non intraprendere corse a premi contro se stessi e non seguire lo stile competitivo di questa nostra società. Dopo aver esaltato per decenni gli eccessi imprenditoriali, la conversazione si è spostata sullelauree conseguire in tempi compressie con voti straordinariamente alti. Sono eccezioni, tendenzialmente geolocalizzate in atenei privati, che nascondo la regola: l’universitàrichiede tempo e spesso parte del processo è proprio trovare unincastro tra studio e vita, o addirittura abbandonarlo quando non è possibile alcuna conciliazione. Che sia questo il primo proposito, smettere di rincorrere la stima dell’eccellenza, la morale dell’apice. Che tanto, il più delle volte, è solo una storiella di meriti immaginari resi possibili dalladiseguaglianza. Consuma e consumati meno Società della performance significa società del consumoperché a inseguire l’irraggiungibile si consuma e si produce affinché tanti consumino e pochi guadagnino. Quindi, come secondo proposito, sarà opportuno consumare meno. Ridurre glisprechie lespese, riflettendo sui propri bisogni. Uno tra i tanti, sopravvivere enon essere la prossima generazione a cui i giovani di domani dovranno venire a chiedere il contoper un’aggiunta di danni al loro futuro. E nel ripensarsi, riscoprirsi è quasi inevitabile. Nel percorso controvento al sistema, ci si ritrova con gioia in parole e realtà che nemmeno si consideravano.Consumarsi e consumare gli altri sembra la prassi, basta pensare alle relazioni, così meccaniche e continue, inserite in uno smartphone perché siano di più. Non lasciare che il lavoro, l’università, le aspettative o la loro somma continuino a mangiarsi la tua vita. Per quanto possibile, non tutti purtroppo hanno accesso alle stesse possibilità, conserva un centimetro di te stesso. Che niente vale abbastanza da perderlo, nemmeno la scarica di dopamina dopo l’ennesimo acquisto da poche decine di euro da Zara. Cifre piccole, cifre che stimolano un comportamento irrazionale e continuo, rese possibili dalla schiavitù dislocata, fanno parte di una quotidianità distruttiva e ossessiva.Consuma meno, e resisti a quello che ti vuole un consumatore consumato. Recupera del tempo offline Quale modo migliore percominciare il 2023se nona cellulare spento? Lo so, pare impossibile. Ci sarebbero gli auguri da fare, le foto da caricare e i parenti stretti da chiamare, ma si potrebbe fare tutto ciò anche il giorno dopo, quello dopo ancora o non farlo per nulla. Il tempo offline sta diventando così raroda essere ascrivibile ai beni di lusso. Quello dei social e dei giochi, delle app e delle piattaforme, sta guadagnando terreno e non in positivo come aggiunta, ma come sottrazione. Una ruberia agli attimi della nostra vita ma anche alla capacità di viverla, perché nessuna conversazione può reggere il confronto con lo stimolo costante e diversificato dell’infinto scroll su TikTok oInstagram. A tavola, in famiglia, con gli amicio da soli in una stanza affittata a 400 euro al mese in periferia, le nostre mani custodiscono gli schermi deglismartphonecome fossero parte di loro, e più tempo stiamo lì dentro, più questi nugoli di codici e interazioni cambiano il nostro modo di stare al mondo. Perciò in questo 2023, facciamo resistenza, stiamo nell’analogico, assumiamoci l’impegno di accettare la noia e il vuoto, ma soprattutto carichiamoci di coraggio per guardare questo nostro mondo. Riconosci la politica e attivati Vedere il mondo per com’è non è semplice, motivo per cui ci ingozziamo di cose, riempiendo il vuoto cosmico di un futuro rubato. Fermandoci e provando a ragionarci sopra però ci renderemo conto chel’attivazione politica può essere una soluzione, e ciò non significa necessariamente diventare elettorato attivo o passivo ma anche iniziare a riconoscere le forme di politica dal basso in cui potersi inserire.Assemblee, gruppi di attivismo, centri sociali, spazi occupati, collettivi, persino i dannati social – ma sempre con le pinze – sono luoghi della politica. La politica dal basso è uno strumento potente e pervasivo, basta dare un’occhiatina alla storia per capirlo. Il mondo l’hanno sempre cambiato i gruppi dal basso e questa volta non sarà diverso. Go vegan Una delle azioni più radicali e pervasive per iniziare a fare politica quotidianamente è propriodiventare vegani. Essere vegani antispecisti (che si oppongono alla discriminazione di specie) significa mettere in discussione tutta la piramide di abuso e sfruttamento su cui si erge la nostra società, vedere chi sta in fondo alla catena di consumo e smettere di abusarne. Per questo 2023, vorrei esaudire un desiderio e metterlo come buon proposito: che chiunque abbia una scelta in merito decida di essere vegan. Guarda bene nel mondo Agisci, ma non senza vedere quanto è grande il mondo.Fare il proprio interesse non solo è insufficiente, ma anche sbagliato perché il più delle volta porta a usufruire di un vantaggio strutturale reso possibile dai danni inflitti a un gruppo umano e non umano decisamente ampio. Per guardare bene nel mondo però è necessario sapere dove guardare. L’eccesso di informazioni che riceviamo su base quotidiana è il frutto della trasmutazione che ha reso l’informazione intrattenimento. Imparare a filtrare e preferire canali validi, in grado di approfondire e dare strumenti affinché lo si possa fare in autonomia, fa parte della sfida di questo millennio. Meno e meglio, globale e per tutti. Tieniti per mano Ricordati di te,non perderti. Tieniti forte e ricercati se tutto il resto ti ha sommerso. Per questo2023tieni per mano te stesso, accompagnati, perdonati e spronati. Proteggersi dal turbine di consumo, stimolo ed eccesso è qualcosa che dobbiamo a noi stessi. A telefono spento, con la giusta mole di azioni nella testa e la volontà di fare la differenza, scopriremo di avere davvero recuperato del tempo da rendere nostro, collettivo e personale. Ribellati, che il futuro sta svanendo Per questo 2023ci serve una rivoluzione. Mettere in cantiere di prendere parte al cambiamento non significa fare il minimo indispensabile ma il massimo possibile. Se insieme provassimo a farlo scopriremmo che là dove non arrivano le nostre risorse sopperiscono quelle degli altri. Ribellarsi, in questa era di atomizzazione, significa anche fare collettivo e non rimanere inzaccherati nell’individualismo sfrenato. Ribellarsi davvero implica proprio lo sforzo di trovarsi nell’altro, ovvero smettere di pensarsi come singoli ma essere plurali. Per recuperare il futuro,il diritto al futuro, dobbiamo imparare a garantircelo reciprocamente. Buoni propositi a parte, quel che ci serve è un manifesto programmatico per il nuovo mondo. Certe cose però non vanno mai fatte in solitudine e le liste iper performanti sono lesive. Meglio ritrovarsi tutti insieme, senza wi-fi a scoperchiare vasi di Pandora e nicchie di potere.