Le inventrici? Ancora troppo poche
La parola “invenzione” è femminile, ma ancora oggi evoca ununiverso quasi completamente maschile. Anche se guardiamo al passato, l’ingegno femminile è stato spesso oscurato dalle ingombranti figure di uomini che si sono intitolati i meriti della loro creatività e del loro lavoro. Ad esempio, sapete chi ha inventato il filtro per il caffè? O la lavastoviglie automatica? O, ancora, gli occhiali da vista leggeri?Melitta Bentz, Josephine CochraneeJosephine Cochranesono solo alcune delledonne che hanno contribuito al progresso scientificoe tecnologico ma il cui nome è rimasto sconosciuto tra le pieghe della storia. Oggi, la situazione è diversa (per fortuna) ma quello dei brevetti è un campo in cui siamo ancora benlontani dalla parità di genere. Un nuovostudiopubblicato dall’Ufficio europeo dei brevetti(EPO) ha registrato cheil 13,2% degli inventori in Europa sono donne. Lo studio, il primo nel suo genere a essere pubblicato dall’EPO, si basa sulla percentuale di inventrici nominate in tutte le domande di brevetto dell’EPOdal 1978 al 2019. I dati mostrano che, nonostante il tasso di “inventori donne” in Europa è in aumento negli ultimi decenni (dasolo il 2% alla fine degli anni ‘70al 13,2% nel 2019), quello dell’inventore rimane un lavoro da#tuttimaschi.Non solo: il tasso di inventrici è molto più basso rispetto alla percentuale femminile tra ricercatori e laureati in scienze eingegneria. Lettonia(30,6%), Portogallo (26,8%), Croazia (25,8%), Spagna (23,2%) e Lituania (21,4%) sono i paesi che registrano la percentuale più alta di inventrici;Germania(10,0%), Lussemburgo (10,0%), Liechtenstein (9,6%) e Austria (8,0%) hanno invece i tassi più bassi.L’Italia, con il 14,3%, si colloca a metà della classifica: non tra i migliori ma, per una volta, non tra i peggiori. Per quanto riguarda i settori tecnologici in cui il ruolo delle inventrici è più rilevante, spiccalachimica, con una percentuale di donne del 22,4% nel periodo 2010-19. Andando più nel dettaglio,biotecnologie e prodotti farmaceuticisono quelli con la componente femminile più elevata: più di un’invenzione su tre in questo campo è infatti registrata da donne.Male, invece, l’ingegneria meccanica: solo il 5,2%. Università e organismi di ricerca sembrano favorire l’inventiva femminile in maniera decisamente maggiore, con una percentuale quasi doppia(19,4%)rispetto a quella delleimprese private (10%). Per riflettere sugli ostacoli che ancora si frappongono sulla strada verso il superamento del divario di genere nel mondoSTEMe generare dibattito sulle misure per migliorare il contributo delle donne all’innovazione, l’EPO ha organizzato3 panel virtualiche riuniranno donne inventrici di spicco, capi di uffici brevetti internazionali, consulenti in brevetti e rappresentanti del mondo accademico.