Le afghane non potranno più accedere a parchi e palestre
Da quandoi talebanihanno ripreso il poterein Afghanistan, più di un anno fa, hanno sistematicamente escluso donne e ragazze dalla vita pubblica. Stavolta, dopo scuole e università, politica e lavoro, le afghane non potranno più accedere neanche ai parchi, ai luna park e alle palestre. Lo stesso giorno in cui le donne sono state bandite dall’ennesimo spazio pubblico,l’Assemblea generale delle Nazioni Uniteha adottatouna risoluzionein cui accusai talebanidi aver violato i diritti umani delle donne e delle ragazze afgane, di non aver stabilito un governo rappresentativo e di far precipitare il Paese in “condizioni economiche, umanitarie e sociali disastrose”. Non si tratta di norme giuridicamente vincolanti, a differenza delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ma riflettono l’opinione pubblica mondiale: tra i 193 membri dell’Assemblea Generale, 67 Paesi non hanno votato e in 10 si sono astenuti. Si tratta diRussia, Cina, Bielorussia, Burundi, Corea del Nord, Etiopia, Guinea, Nicaragua, Pakistan e Zimbabwe. «La risoluzione è un chiaro appello a rispettare, proteggere e realizzare i diritti umani, sviluppare una governance inclusiva e combattere il terrorismo», ha dettol’ambasciatrice tedesca delle Nazioni Unite, Antje Leendertse. «Contiene un chiaro messaggio: senza queste condizioni non ci potranno essere il normale business né alcun percorso verso il riconoscimento». Ma la nuova stretta annunciata dai talebani su parchi, giardini e palestre non fa presagire nulla di buono, considerando che le attività delle donne sono già fortemente limitate. Attualmente gli è anche impedito di viaggiare da sole fuori città. I giornalisti dell’agenzia franceseAfphanno riferito chefinora erano stati introdotti orari e giorni differenziatiper non far incrociare uomini e donne all’interno di questi spazi, ma all’inizio della settimana i talebani hanno invitato in funzionari a sbarrare le porte alle donne. Il portavoce del Ministero per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio,Mohammad Akif Sadeq Mohajir, ha spiegato all’Afpche «In molti luoghi, le regole sono state violate: nella maggior parte dei casi, abbiamo visto uomini e donne insieme nei parchi e, sfortunatamente, l’hijab non è stato osservato. Quindi, abbiamo dovuto prendere un’altra decisione e per ora abbiamo ordinato la chiusura di tutti i parchi e le palestre per le donne». Per assicurarsi che le nuove regole siano rispettate, i talebani hanno iniziato monitorare questi spazi. AllaBbcha spiegato che «la restrizione è per tutte le donne, con o senza unmahram(la scorta maschile,ndr)». Negare l’accesso ai parchi porta con sé ancheil divieto di accompagnare i propri figli ai giardinetti: Wahida, racconta l’Afp, è una delle madri che da qui in avanti potranno osservarli giocare solo attraverso le finestre: «Non c’è scuola, non c’è lavoro, dovremmo almeno avere un posto dove divertirci», ha raccontato delusa. «Ne va della nostra salute mentale. Siamo stanche di stare a casa tutto il giorno, siamo stanche di tutto questo», dice la donna, disoccupata come suo marito. Raihana, invece, è una ragazza di 21 anni, studentessa di diritto islamico. Ha spiegato che «nell’Islam, ovviamente, è permesso uscire e visitare i parchi». Ma i talebani stanno adottando una stretta simile a quella di più di vent’anni fa: quando controllarono il Paese tra il 1996 e il 2001, interpretarono rigorosamente la Sharia, obbligando le donne a indossare il burqa, vietando loro la scuola dai 10 anni in su, negando l’accesso al lavoro e il diritto di parlare in pubblico, punendole con fustigazioni pubbliche ed esecuzioni a causa per aver violato le norme talebane. Nella prima conferenza stampa che i talebani hanno organizzato nel 2021, dopo la presa del potere, un portavoce disse chei diritti delle donne sarebbero stati rispettati “nell’ambito della legge islamica”.Zabihullah Mujahid disse che gli sarebbe stato consentito di «lavorare e studiare all’interno delle nostre strutture: saranno molto attive nella nostra società». Già allora la comunità internazionale accolse con sospetto quelle promesse, ma 15 mesi dopo, è sempre più chiaro che si sia trattato di parole al vento.