Perché Nettuno è “più blu” di Urano
Perché Urano e Nettuno hanno colori diversi? Sembra una domanda oziosa, ma a farsela è stato un team di ricercatori dell’Università di Oxford guidato dal professore di planetologia Patrick Irwin, che martedì ha provato a dare unarispostasulla rivista scientificaJournal of Geophysical Research: Planets. Pur presentando moti orbitali differenti, il settimo e l’ottavo pianeta delsistema solarevengono spesso considerati gemelli per una serie di caratteristiche comuni. Hannomassa simile, rispettivamente 14,5 e 17 volte quella della Terra. Ad avvicinarli sono anche le dimensioni, con un diametro circa 4 volte quello del nostro Pianeta. Entrambi hannocampi magnetici inclinati e asimmetricirispetto al loro asse di rotazione.Urano, in particolare, ha un’inclinazione assiale che sfiora i 98 gradi. Come se invece di trottolare su sé stesso come fa la Terra rotolasse sul piano orbitale su cui giace. Sono entrambipianeti gassosi, ovvero composti in larga parte di gas a differenza dei pianeti terresti – Mercurio, Venere, Terra e Marte – ma con composizioni differenti rispetto agli altri due giganti gassosi Giove eSaturno. Urano eNettuno, infatti, hanno unmantello di ghiaccicomposto da acqua, ammoniaca e metano che fanno registrare ai due pianetirecord di freddo gelido, con una temperatura minima che su Urano può raggiungerei 224,2 °C sotto lo zero. Per questo sono stati ribattezzati “giganti di ghiaccio”. Ad alterare la loro armonia, però, è il colore. Entrambi virano sul blu per la presenza delmetano, che assorbe l’estremità rossa dello spettro visibile e riflette il blu. Urano però rivela unazzurro pallido e compatto, mentre Nettuno sfoggiaun blu intensocontraddistinto da macchie sporadiche e occasionali. La prima di queste macchie venne osservata nel1989dalla sonda spaziale dellaNasa Voyager 2,ed è nota come laGrande Macchia Scura. La stessa sonda osservò anche una seconda macchia più piccola, che prende il nome di Piccola Macchia Scura o, a causa del suo aspetto,Occhio del mago. Ora iltelescopio spaziale Hubbledel Nasa Infrared Telescope Facility(IRTF) e il telescopioGemini North delle Hawaiihanno rivelato che su Urano sarebbe presente uno strato di foschia atmosferica due volte più denso dello strato presente su Nettuno, e questo spiegherebbe la diversità nella gradazione di colore dei due pianeti. SecondoLeigh Fletcher, professore di Scienza planetariaall’Università di Leicester in Inghilterrae coautore della ricerca, tale foschia potrebbe essere il risultato di ungigantesco impattoavvenuto alle origini del pianeta che lo avrebbe fatto cadere su un lato. «Tutta la sua energia interna e le fonti di calore potrebbero averlo abbandonato in quell’enorme collisione», ha dichiarato. «Quindi quello che vediamo oggi èun mondo più stagnante». «Quella foschia ha un aspetto biancastro» ha affermato il dottor Irwin sentito dalNew York Times. «Ecco perché Urano sembra più pallido di Nettuno». Lo studio, inoltre, spiegherebbe anchel’origine delle macchie di Nettuno,dovute forse a un oscuramento delle particelle di foschia causato dall’evaporazione del ghiaccio di idrogeno solforato. Si tratta a tutt’oggi di una frontiera in parte sconosciuta. «C’è ancora molta incertezza» ha concluso Irwin. «Non sappiamo davvero di cosa siano fatte le particelle. L’unico modo per sapere davvero cosa stia succedendo èfar cadere una sondain queste atmosfere profonde».