Ambiente

Il 19 maggio l’Italia ha già consumato tutte le sue risorse naturali

Oggi è l’Overshoot Day per l’Italia: significa che se tutti gli esseri umani vivessero e consumassero come noi servirebbero le risorse di quasi 3 Terre
Credit: Abhi 31 
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19 maggio 2024 Aggiornato alle 09:00

Ogni maledetta domenica come questa, del 19 maggio 2024, gli italiani hanno consumato interamente tutte le risorse rinnovabili che il Pianeta è in grado di rigenerare in un anno. In sostanza, in soli cinque mesi ci siamo giocati tutte le risorse naturali a disposizione.

Il 19 maggio - con una data che cambia da paese a paese (la Spagna è il 20 per esempio) - è l’Overshoot Day per l’Italia. In questa domenica, secondo i calcoli dell’organizzazione internazionale Global Footprint Network, se tutti gli esseri umani vivessero e consumassero come facciamo noi abitanti dello Stivale, allora servirebbero le risorse di quasi 3 Terre (2,7).

Negli anni, per fortuna, la data dell’Overshoot day italiano si è spostata un po’ più in avanti (prima era il 15 maggio) ma bisogna ricordarsi che questo 2024 è bisestile, dunque non siamo avanzati di molto.

L’Overshoot Day si calcola attraverso un’analisi del consumo delle risorse naturali e della loro capacità di rigenerazione sul Pianeta: viene utilizzata una formula che divide la biocapacità della Terra per l’impronta ecologica, poi il risultato viene moltiplicato per il numero di giorni dell’anno. Da qui si arriva sia a una data globale (25 luglio) sia a quelle dei singoli Paesi.

Nella mappa dell’Overshoot 2024 si può scoprire come a esempio il Paese che per primo consuma tutte le risorse è il Qatar (11 febbraio), mentre gli ultimi sono Indonesia ed Ecuador (24 novembre). Noi siamo più o meno in mezzo: prima ci sono Germania (2 maggio) e Francia (7 maggio), poco dopo Grecia (25 maggio) e Cina (1 giugno).

Un’analisi di Unicusano indica però come l’Italia sia da inserire nei paesi “peggiori” perché consuma il 500% delle proprie risorse in un Pianeta che, vale la pena ricordarlo, è in continuo declino ecologico e dove abbiamo perso quasi il 70% della popolazione media delle specie di vertebrati negli ultimi cinquant’anni.

Da lunedì 20 maggio di fatto gli italiani, in questo quadro poco confortante, inizieranno a prosciugare già le risorse previste per il 2025: un’azione difficile da permettersi in un paese dove, per esempio, già sprechiamo per ogni cittadino 67 chili di cibo. Spreco alimentare che nel mondo arriva al 30%.

A forza di utilizzare risorse naturali stiamo alimentando crisi ecologiche e climatiche senza fine. In generale per esempio in Europa tutti i Paesi consumano più di quanto la Terra produce naturalmente in un anno: il Pianeta riesce a produrre e rigenerare diverse risorse, dalla vegetazione ai minerali, ma noi nel Vecchio Continente come altrove li consumiamo prima della fine di questo processo. Peschiamo più di quanto dovremmo, consumiamo più alberi, produciamo più CO2 di quanta possa essere assorbita naturalmente.

Per questo, per tentare di indicarci quando superiamo il limite - anche nel tentativo di chiamare la politica all’azione - il Global Footprint Network dal 1961 realizza questa sorta di bilancio, o calcolo, in modo da darci una idea di quale direzione abbiamo intrapreso, su una strada che nella maggior parte dei casi (soprattutto per il Nord del mondo) va verso un vicolo cieco.

Rispetto all’anno scorso, e questa è una buona notizia, a livello mondiale stiamo leggermente migliorando: prima la data era il 2 agosto, ora è il 25 luglio. Per posticipare davvero l’Overshoot Day però, avvertono per esempio gli scienziati del clima dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici), dovremmo riuscire a ridurre le emissioni di CO2 di almeno il 43% entro il 2030. Oggi ci sono più soluzioni per giocare d’anticipo, ma serve un’azione immediata, ripetono allo sfinimento gli scienziati. Come chiosano gli stessi promotori dell’Earth Overshoot Day, «prima aziende, città e paesi pianificano in anticipo e si preparano per il futuro prevedibile, maggiori sono le loro possibilità di prosperare».

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