Ambiente

Missione Ambiente: quando la spinta all’attivismo arriva dalle imprese

Si è svolta questa mattina a Venezia l’ultima tappa del progetto con Erg e Tim che ha portato sui banchi di scuola la sostenibilità
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16 maggio 2024 Aggiornato alle 17:00

I cambiamenti sociali si producono in tanti modi. C’è chi pensa che il più grande gesto culturale sia produrre una legge, perché è vero che i Governi danno un imprinting anche alla vita reale delle persone, e ai loro interessi. C’è chi crede che i cambiamenti possano essere prodotti dall’attivismo politico, e dalle proteste. Chi dai libri che leggiamo, dalle storie che guardiamo, dalle ricerche che effettuiamo. Dalla nostra dieta mediatica.

I cambiamenti sociali sono lenti, i cambiamenti sociali sono veloci. Il telefono ha modificato la vita di intere generazioni con uno schiocco di dita, gli strumenti della transizione ecologica hanno cambiato il nostro modo di intendere l’energia, i tetti delle nostre case, e anche quelli che definiamo i paesaggi. I panorami di oggi non sono più i panorami di ieri, il nostro modo di percepire il tempo, le comunicazioni e l’ecologia è profondamente cambiato, così come il nostro modo di intendere il lavoro, e le relazioni.

All’interno di questi mutamenti le aziende hanno avuto un ruolo di spinta innovatrice, sono state le vere attrici e portatrici della libertà di internet prima, e poi della libertà di movimento anche, oltre che di approvvigionamento energetico. Sono state le braccia, il lavoro, la semina. Noi cittadini, abbiamo raccolto.

In un’epoca in cui però la complessità ecologica e ambientale non è ancora spiegabile con una pubblicità, con uno spot, con una frase veloce, con un’affermazione, abbiamo assistito a un cambiamento sociale vero, anche all’interno delle imprese. Tante si sono sentite chiamate a una relazione più sana, forte, importante, civica. Alcune, hanno proprio deciso di scendere in campo, e di iniziare “al contrario”. Nei luoghi dove la relazione non è tutti verso uno. La relazione è uno verso uno. La relazione è quasi individuale, infatti, nelle scuole.

Ed è proprio qui che Tim e Erg hanno deciso di portare un nuovo paradigma, attraverso Missione Ambiente. Hanno deciso di calpestare il terreno scosceso dell’educazione civica per preparare le nuove generazioni, proprio quelle citate dall’articolo 9 della Costituzione che parla di ambiente e futuro dell’ambiente, a un nuovo patto tra aziende e consumatori. Anzi, non più consumatori, ma cittadini informati. Anzi, non più cittadini solo informati ma cittadini attivi.

Maria Enrica Danese, Direttrice Corporate Communication & Sustainability del Gruppo Tim, ha dichiarato a La Svolta: «Missione ambiente nasce dal bisogno di spiegare che le soluzioni per migliorare il nostro ambiente e raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione ci sono. Si tratta di un profondo processo di cambiamento messo in atto da sempre più aziende, città e organizzazioni. Credo che condividere cosa cambia, per chi cambia e in che tempi aiuterà i ragazzi a fare scelte consapevoli e a dare una importante spinta alla nostra società per crescere in questa direzione».

Ed è per questo che dopo un tour di dieci tappe nelle scuole italiane, scuole superiori, istituti tecnici, dove prima di tutto c’è stato l’ascolto e poi il dialogo circa l’ambiente inteso come il luogo della nostra vita presente e prossima, l’esigenza è di ammettere, seppur con umiltà, che anche le imprese possono avere un ruolo nella creazione di una coscienza civica nei ragazzi. Anzi, che alcune aziende hanno il desiderio di farlo, per stabilire un rapporto reale e sincero, a partire dall’ecologia.

Ed è per questo che oggi, a Venezia, una città sempre più protagonista, suo malgrado, degli effetti del cambiamento climatico, Missione Ambiente è sbarcata all’Istituto tecnico economico Francesco Algarotti per l’ultima tappa di questo lungo viaggio.

Dopo i saluti del dirigente scolastico Diego Bottacin, che ha ricordato l’importanza di parlare di questi temi con gli studenti, e di accompagnarli in un percorso che metta al centro una sostenibilità sociale e ambientale che non sia soltanto di facciata, a prendere la parola è Paola Mar, Assessore con deleghe Patrimonio, Toponomastica, Università e Promozione dei territori.

«L’educazione civica sulle questioni ambientali è un passaggio fondamentale per i ragazzi, che manifestano sempre di più una sensibilità su queste tematiche. Siamo particolarmente felici di ospitare un’iniziativa del genere in una città come Venezia, dove ci stiamo adoperando per creare una comunità sostenibile fatta di cittadini e cittadine consapevoli. Non possiamo delegare tutta la responsabilità agli altri. I temi del clima e dell’ambiente riguardano tutti noi e per fare progressi in questo ambito c’è bisogno dell’aiuto di tutti e tutte. È importante rendersi conto che l’ottenimento di risultati concreti dipende anche da noi, dalle nostre piccole azioni giornaliere. Lo dobbiamo fare per proteggere il nostro territorio, per garantire la sopravvivenza della nostra Laguna».

Ad intervenire è poi ⁠Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che si rivolge agli studenti e alle studentesse ribadendo l’entusiasmo di partecipare all’iniziativa di Missione Ambiente e ricordando che le tematiche dell’Agenda 2030 sono già parte integrante del curriculum scolastico delle scuole relativo all’educazione civica, assieme allo studio della Costituzione e all’educazione civica digitale.

«L’Agenda 2030 è il collante di tutte queste 3 tematiche. Le scuole hanno inserito a partire dal 2019 queste tematiche nel curriculum attraverso una legge che ha riformulato e introdotto l’educazione civica così strutturata».

Palumbo sottolinea poi, rivolgendosi direttamente alla classe, quanto sia fondamentale rendersi conto che anche i singoli cittadini e le comunità intermedie possono dare il loro contributo, non solo in termini di consapevolezza e conoscenza, ma anche attraverso buone pratiche e comportamenti individuali.

«Tutti e tutte possono incidere con comportamenti virtuosi. E tuttavia ciò non è ancora sufficiente. L’Agenda 2030 non va vista e affrontata soltanto come un insieme di obiettivi da perseguire in modo superficiale, è molto importante approfondire la conoscenza tecnica delle tematiche che sono collegate ai singoli goals. Conoscere le questioni che attengono alle dinamiche demografiche, allo sviluppo sostenibile e ambientale, all’accesso all’istruzione. Si tratta di temi che richiedono studio, approfondimento. È importante non fermarsi al dialogo e alla promozione di questi valori. L’invito è dunque quello di impegnarsi, soprattutto nelle discipline Stem, che rappresentano l’alleato principale per coloro che vogliono lavorare nel settore della sostenibilità e avere un impatto concreto».

A seguire, l’intervento di Giulio Lo Iacono, Segretario generale ASviS, che racconta agli studenti e alle studentesse di cosa si occupa l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

«ASviS cerca di mettere insieme diversi attori per promuovere gli obiettivi dell’Agenda 2030, aumentando il livello di consapevolezza attraverso l’organizzazione di iniziative culturali, festival, conferenze in tutta Italia».

Lo Iacono ricorda poi ai ragazzi e alle ragazze il fatto che, il prossimo 19 Maggio, ricorrerà in Italia l’Overshoot Day, che indica il giorno in cui noi italiani avremo “prosciugato” le fonti naturali del nostro Paese e inizieremo a “indebitarsi”, consumando le risorse disponibili per il 2025.

«Se dovessimo soddisfare la domanda di risorse nel nostro Paese avremmo bisogno di una superficie grande tre volte il pianeta Terra», commenta Lo Iacono.

Nella seconda metà dell’evento, a prendere la parola è Andrea Ferrazzi, già senatore della Repubblica. Ferrazzi ha partecipato alla redazione degli emendamenti degli articoli 9 e 41 della Costituzione, e ha iniziato il suo intervento richiamando all’attenzione degli studenti e delle studentesse l’importanza di conoscere e leggere il testo più importante dell’ordinamento giuridico italiano.

Racconta poi alla classe la portata straordinaria della riforma costituzionale del 2022, cominciando dalle modifiche apportate all’articolo 9.

«Prima della riforma, l’articolo 9 stabiliva che la Repubblica italiana protegge la cultura e la ricerca scientifica. Grazie all’emendamento, sono stati aggiunti anche la tutela dell’ambiente e della biodiversità. In altre parole, quello che è cambiato è che a oggi, nella Costituzione, è stato esplicitato il principio dello sviluppo sostenibile. Si tratta di un principio di solidarietà intergenerazionale, che si pone l’obiettivo di garantire anche alle future generazioni l’accesso alle risorse».

Prosegue poi soffermandosi sull’articolo 41, che sancisce la libertà di iniziativa economica privata.

«Anche la modifica dell’articolo 41 rappresenta un cambiamento storico, con chiare conseguenze per le imprese. Con il nostro emendamento abbiamo rafforzato l’idea che la libertà di iniziativa economica costituisca un diritto relativo, ma non assoluto, esplicitando come, per quanto questa libertà debba essere tutelata, non possa danneggiare l’ambiente o la salute degli individui».

La parola passa poi a Maria Enrica Danese. «Quando affrontiamo questo tema, troppo spesso facciamo finta che il problema ambientale non esista, lo sottovalutiamo. È importante cambiare il modo di comunicare su questo tema».

E si rivolge poi agli studenti e alle studentesse, ricordando loro che è cruciale rendersi conto che anche il consumo ha un valore, una ricchezza. «Ogni vostra azione, anche l’utilizzo dei vostri smartphone, la cui produzione comporta l’emissione di molta CO2, richiede un dispendio considerevole di energia elettrica. È importante per questo, anche sul piano individuale, scegliere cosa consumare e come farlo, e effettuare delle scelte consapevoli che tengano conto degli obiettivi di sostenibilità in materia energetica».

A chiudere, Gianluca Gramegna, responsabile sostenibilità di Erg, che apre il suo intervento chiedendo ai ragazzi e alle ragazze cosa sia, per loro la sostenibilità.

«La sostenibilità non è qualcosa di distante da noi. Riguarda tutti gli ambiti della nostra vita, tocca mille aspetti della nostra società, dalla gender equality al diritto all’istruzione, passando per la tutela dell’ambiente e per il diritto alla salute. È un termine ombrello, che tiene insieme aspetti sociali ed economici, oltreché ambientali».

Gramegna ha raccontato poi ai ragazzi il percorso di profonda trasformazione aziendale che la società ha attraversato negli ultimi anni. Il Gruppo Erg, uno dei principali attori del mercato petrolifero fino al 2008, ha trasformato in maniera radicale il proprio portafoglio di attività. Negli ultimi anni, è diventato un operatore di rilievo nel settore delle energie rinnovabili in tutta Europa, e ha reso le proprie operazioni industriali completamente neutrali dal punto di vista climatico.

«Come Erg ci occupiamo attivamente di finanziare progetti di energia rinnovabile ad alto impatto sociale, offrendo supporto a organizzazioni no-profit interessate a ridurre la propria dipendenza dai combustibili fossili e a orientarsi verso un futuro più sostenibile».

Per oggi, dall’Istituto Algarotti di Venezia è tutto.

Il percorso di Missione Ambiente finisce qui, ma la strada verso la promozione di una nuova cultura della sostenibilità è tutt’altro che conclusa. La Svolta continuerà a raccontare l’importanza di parlare di questi temi, coinvolgendo le giovani generazioni e mettendo al centro le aziende innovatrici nel settore, che sono già ora (e saranno sempre più) le protagoniste di un percorso virtuoso verso una società più attenta all’ambiente.

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