Futuro

Europee: l’Ue indagherà su come Meta contrasta le fake news

La Commissione avvierà un procedimento formale contro il colosso statunitense, accusato di non impegnarsi abbastanza per combattere la disinformazione (specialmente quella russa) in vista delle elezioni di giugno
Credit: Graeme Jennings/CNP via ZUMA Wire 
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30 aprile 2024 Aggiornato alle 18:00

In un anno cruciale per le elezioni a livello mondiale, le istituzioni e le piattaforme si stanno impegnando a combattere la disinformazione. E, dato che la maggior parte delle fake news provengono dai social network, anche Meta è coinvolta in questa sfida. Ma, secondo l’Unione europea, l’azienda non sta facendo abbastanza, soprattutto contro la disinformazione russa; e così vuole avviare un procedimento formale.

Secondo i funzionari di Bruxelles, sembrerebbe che il colosso di casa Zuckerberg abbia sviluppato un meccanismo inadeguato per segnalare i contenuti illegali e non sia capace di contrastare la potenziale proliferazione di notizie false. E, stando a quanto riporta il Financial Times, sembrerebbe che l’Ue sia particolarmente preoccupata dai tentativi russi di indebolire le elezioni Europee, ormai alle porte.

In particolare, la tensione è cresciuta dopo l’annuncio di Meta della possibile interruzione del servizio di CrowdTangle, strumento fondamentale per monitorare la diffusione di fake news e la manipolazione digitale in Ue: una mossa che si scontra con le nuove leggi europee che impongono alle aziende tecnologiche di regolamentare i propri contenuti al fine di conformarsi alla legislazione Ue per proteggere le elezioni da interferenze esterne.

«Abbiamo un processo ben consolidato per identificare e mitigare i rischi sulle nostre piattaforme – ha dichiarato un portavoce di Meta – Non vediamo l’ora di continuare la nostra collaborazione con la Commissione europea e di fornire loro ulteriori dettagli su questo lavoro». Nessun commento, però, in merito al futuro di CrowdTangle.

La risposta del colosso dei social network è arrivata in un momento critico, pochi giorni dopo che la Commissione ha condotto uno “stress test” su diverse piattaforme social per valutare la loro capacità di affrontare interferenze esterne, simulando scenari realistici di manipolazione delle elezioni e diffusione di contenuti disinformativi, inclusi deepfake e attacchi online mirati.

“L’obiettivo era testare la capacità delle piattaforme di affrontare i comportamenti manipolativi che potrebbero verificarsi nel periodo precedente alle elezioni, in particolare le diverse tattiche, tecniche e procedure manipolative” ha commentato la Commissione. E l’incertezza sul futuro di CrowdTangle solleva dubbi sulle reali intenzioni di Meta nel garantire un ambiente online sicuro e trasparente in questo periodo elettorale.

La lotta alla disinformazione è diventata una priorità, anche per le istituzioni. Ma, se da una parte è chiaro che l’Ue si preoccupa sempre più della diffusione delle fake news che circolano online, dall’altra è anche evidente che la strada sia ancora tutta in salita.

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