Culture

Audiolibri: piccola eco-guida ai cosmetici, al pinkwashing e storie di tribunali “artificiali”

Una preziosa opera per capire quali sono i prodotti beauty che (non) fanno male. Quando marketing e femminismo si incontrano. In un futuro lontano, una società distopica vuole sostituire i giudici con l’AI
Immagine tratta dal libro "Il femminismo non è un brand" di Jennifer Guerra
Immagine tratta dal libro "Il femminismo non è un brand" di Jennifer Guerra

La scienza nascosta dei cosmetici di Beatrice Mautino, letto dall’autrice (Edizioni Chiarelettere, Audiolibri Salani)

Anche chi non sceglie ogni mattina la sfumatura di blush che più si addice al proprio incarnato, troverà davvero illuminante il lavoro di Beatrice Mautino. Divulgatrice famosa su YouTube, in questo piacevole e istruttivo audiolibro ha approfondito fino ai limiti del possibile la scienza nei cosmetici.

Ma perché La scienza nascosta dei cosmetici è un ascolto consigliato a tuttə? Perché racconta la distinzione tra alcuni termini tipici dell’eco-marketing come “ecobio” o perché Mautino è andata fin nel cuore delle montagne della Val Germanasca per capire meglio cosa si intende quando parliamo di Talco. L’autrice ha anche incontrato coloriste, avvocati e si è recata in laboratori per risolvere questioni fondamentali visto che molte delle sostanze di cui si parla si applicano direttamente sulla pelle.

In questo fuoco di informazioni Mautino riesce a sfatare alcuni miti, per esempio che l’henné per i capelli sia così naturale che non possa far male in nessun caso (occhio ai tempi di posa e agli additivi); oppure che di integratori di vitamina D ne abbiamo sempre bisogno…

Ci sono poi alcuni prodotti che dovrebbero essere tenuti sott’occhi dal punto di vista ambientale, come i rossetti che impiegano cocciniglie sminuzzate per ottenere il rosso carminio (servono milioni di insetti innocenti) e i famigerati (irresistibili) glitter che sono nel mirino dei “cacciatori” di microplastiche.

Il femminismo non è un brand di Jennifer Guerra, letto dall’autrice (Einaudi edizioni, Einaudi audiolibri, esclusiva Storytel)

Il femminismo è un’ideale oppure un lavoro?

Il femminismo non è un brand di Jennifer Guerra (letto dall’autrice stessa) non approfondisce solo le 4 ondate storiche del femminismo e cosa si intende per “capitalismo”, ma individua anche le relazioni (non sempre cristalline) tra i due.

Se la Ceo di Nasty Gal (Sophia Amoruso, autrice del libro Girl Boss, poi diventato una serie Netflix) predicava la via per diventare self made woman e poi faceva mobbing alle dipendenti incinte, vuol dire che esiste un (grave) problema. E poi, il caso degli Usa dove, qualche anno dopo il #metoo e la candidatura “femminista” di Hillary Clinton, è stata ribaltata la sentenza Roe vs Wade: l’aborto, oggi, non è più garantito in tutti gli Stati.

Ma se le lusinghe del mercato e del denaro devono “far alzare le antenne” alle attiviste (pensando alle contropartite), Guerra non consiglia la via di un femminismo ascetico: le cose che le donne conquistano a caro prezzo se le devono poter godere, altrimenti si sostituisce miseria a miseria.

Sentenza Artificiale di Barbara Baraldi, letto da Elisabetta Spinelli (Edizioni Chiarelettere, Storyside editore)

Chiudiamo con un audiolibro carico di adrenalina: Sentenza Artificiale di Barbara Baraldi. Ci troviamo in un futuro in cui si sta mettendo a punto un’AI che sostituisca giudici e tribunali e in cui le manifestazioni di dissenso vengono messe a tacere accusando i manifestanti di aver fatto fuori il responsabile del software-giudice.

Si marcia quindi spediti verso la messa a regime di nuovo metodo. In questa corsa contro il tempo Cassia Niro, programmatrice “figlia d’arte” con un passato da hacker, scopre un’anomalia nel codice di LEX AI, il famigerato giudice digitale. Quando il suo appartamento esplode a causa della manomissione del programma di domotica, Cassia capisce che chiunque sia il suo nemico sta facendo sul serio. Ad aiutarla arriveranno sia una sgangherata banda di hackers, Naucrates, che un professore universitario amico della coinquilina, ferita gravemente durante l’esplosione.

Tra droni assassini, coding prodigioso e fughe precipitose, questo libro trova il modo di porsi l’interrogativo etico sulla possibilità di automatizzare il giudizio sugli esseri umani. Se le macchine diventassero troppo simili “a noi” potrebbero replicare semplicemente i nostri difetti e quindi non essere dei giudici imparziali. Un esempio di fantascienza sociale che per tematiche può essere affiancato a Minority Report di Philiph K. Dick.

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