Diritti

Kenya: nuove vittime nella piantagione di ananas Del Monte

Secondo il rapporto inedito di Partner Africa, visionato dal Guardian e dal Bureau of Investigative Journalism, una fattoria di proprietà della multinazionale alimentare è teatro di cinque morti e numerose violenze
Credit: Annie Spratt
Chiara Manetti
Chiara Manetti giornalista
Tempo di lettura 4 min lettura
17 gennaio 2024 Aggiornato alle 09:00

Morti per aver rubato ananas in una fattoria di proprietà della multinazionale Del Monte: secondo i risultati di un’indagine inedita condotta da Partner Africa, un’organizzazione che verifica l’impatto sociale delle imprese, la piantagione che sorge a Thika, nella zona centrale del Paese, sarebbe teatro di gravi violazioni dei diritti umani. Le vittime, stavolta, sarebbero 5: la piantagione è già nota per episodi simili, ma un nuovo rapporto visionato dal Guardian e dal Bureau of Investigative Journalism ha portato alla luce nuovi casi.

La Del Monte Foods Inc., che in Kenya opera nella coltivazione, produzione e inscatolamento di prodotti a base di ananas in vari formati, ha iniziato la sua attività nel Paese nel 1965, subentrando all’azienda locale Kenya Canners Ltd: l’azienda vi fondò una fabbrica quando l’area, negli anni ‘20, venne identificata idonea alla piantagione del frutto esotico. Da allora, Del Monte ha registrato una notevole crescita nell’esportazione di ananas: secondo lo studio legale britannico Leigh Day i prodotti preparati all’ananas provengono principalmente dal Kenya e le vendite nette del frutto del marchio nel 2022 sono state di 584,6 milioni di dollari, cioè il 13% delle vendite nette totali del gruppo. Il 21% si concentra in Europa.

La maggior parte degli ananas coltivati da Del Monte, quindi, viene spedita all’estero, cosa che ha portato a un mercato nero di frutta rubata nell’impoverita area di Thika. Secondo i dati diffusi da Statista lo scorso anno, circa il 18% della popolazione del Kenya viveva con meno di 1,90 dollari al giorno nel 2022 e l’incidenza della povertà contrasta con lo sviluppo economico del Paese: nel 2021, il Kenya si è classificato tra i dieci Pil più alti dell’Africa, con 106 miliardi di dollari.

Secondo il rapporto di Partner Africa, richiesto da Del Monte dopo le accuse mosse la scorsa estate dal Guardian e dal Bureau of Investigative Journalism, i dipendenti dell’azienda agricola, che avrebbe seri problemi con i furti organizzati di ananas, stanno lavorando con una banda di ladri per fornire loro informazioni. Del Monte non ha risposto a una richiesta di commento. Ancora prima della pubblicazione, la polizia stava già indagando sulla morte di 4 uomini avvenuta durante il periodo natalizio: i loro corpi sono stati ritrovati in un fiume vicino al luogo del presunto delitto, all’interno della fattoria di Thika, dove si erano recati per rubare degli ananas.

Oltre che su questo caso, la polizia ha indagato anche sul decesso del 25enne Peter Mutuku Mutisya, il cui cadavere è stato trovato il 17 novembre in una diga all’interno della fattoria di ananas. Due rapporti visionati dal Guardian e dal Bureau of Investigative Journalism hanno stabilito che la causa della morte sia stata l’annegamento e che non ci siano prove di lesioni esterne, ma, spiega Tbij, “sono state sollevate domande sulla legittimità del processo”. Uno dei rapporti, quello che escludeva il “coinvolgimento di una persona (terza) nella morte di questa poiché non sono state viste ferite durante l’esame post mortem”, sarebbe stato pagato dalla Del Monte.

La fattoria era già stata al centro di un’indagine sui diritti umani dopo che Tbij e Guardian, la scorsa estate, avevano scoperto numerose accuse di violenza perpetrata dalle guardie di sicurezza dell’azienda nei confronti di persone che tentavano di rubare la frutta. Tra i casi esaminati, anche 6 omicidi per cui non c’è mai stata alcuna condanna. Leigh Day rappresenta 134 persone che vivono in comunità povere intorno alla piantagione di Thika e che sarebbero state vittime di 146 episodi di gravi violazioni dei diritti umani.

Le guardie sono accusate di cinque morti, cinque stupri e lesioni gravi, spesso fatali, causate da comportamenti costantemente brutali e degradanti senza alcun riguardo per la vita, il benessere o la dignità umana delle loro vittime”, spiega lo studio legale. I residenti hanno riferito di essere stati “picchiati, presi a calci, e lasciati privi di senso dopo l’uso di fruste o sbarre di metallo, manganelli e machete, apparentemente come punizione o deterrente contro il furto di ananas”. Diverse donne hanno raccontato di aver subito umiliazioni sessuali e stupri.

L’anno scorso due catene di supermercati del Regno Unito che vengono rifornite da Del Monte, Tesco e Waitrose, hanno detto di aver ritirato dai propri scaffali i prodotti a base di ananas provenienti da Thika. Tbij e Guardian hanno detto ai 2 marchi di invitare Del Monte a condurre un’indagine approfondita sulle ultime morti emerse.

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