Economia

Auto, compagnie assicurative Rca in perdita: -300 milioni

Nel 2022 è esplosa la spesa per i sinistri stradali (colpa dell’inflazione e della difficoltà nel reperire i ricambi per le macchine); di conseguenza, sono aumentati i costi delle polizze. I dati della relazione Ania
Credit: Raban Haaijk
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26 settembre 2023 Aggiornato alle 13:00

La relazione annuale Ania ha evidenziato un 2022 in perdita per le compagnie assicurative del ramo RC auto (contratto assicurativo che tutela il proprietario di un veicolo dai rischi che derivano dalla circolazione stradale). Se tra il 2016 e il 2019 i guadagni sono rimasti stabili, seppur leggermente in calo (da 196 a 144 milioni di euro), l’arrivo della pandemia, il crollo della circolazione e, conseguentemente, degli incidenti, ha generato importanti guadagni per il settore, che ha registrato un saldo positivo di quasi 1,3 miliardi nel 2020 e di 389 milioni nel 2021.

Nel 2022, il ritorno alla normale circolazione ha portato a un aumento del numero di incidenti ed è esploso il costo dei sinistri, a causa del contesto macroeconomico caratterizzato da un’elevata inflazione, dalla difficoltà nel reperire i ricambi e dai maggiori costi per il risarcimento delle lesioni personali, generando una perdita per gli operatori di oltre 300 milioni di euro. La conseguenza di questa perdita è stato un progressivo aumento dei prezzi da parte delle compagnie.

Come osserva l’Osservatorio Assicurativo di Segugio.it (il portale leader nel mercato italiano nella comparazione tramite internet di prodotti assicurativi, utilities e prodotti di credito) il premio assicurativo medio è salito a 437,60€, in crescita del 21% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, e del 4% rispetto al giugno 2023. Gli aumenti superano il 20% su tutto il territorio, con picchi del 24,7% al Nord e del 24,5% al Centro, con l’eccezione del Sud che in media registra un +11,7%.

Tuttavia, nella relazione dell’assemblea dell’associazione, si è osservato anche un calo della differenza tra premi assicurativi italiani e stranieri. «In dodici anni si è ridotto drasticamente il divario dei prezzi rispetto alla media europea: da 213 euro nel periodo 2008-2012 a 40 euro nel 2022», ha sottolineato la presidente Ania Maria Bianca Farina. Ridotto anche il divario tra le diverse aree del Paese grazie agli «sviluppi estremamente positivi, di cui hanno beneficiato tutti gli assicurati».

«Dobbiamo però essere consapevoli che stiamo entrando in una nuova fase», ha aggiunto la presidente, che ha insistito sull’assicurazione da danni dovuti alla crisi climatica. «Il cambiamento climatico non è più semplicemente un rischio, ma una realtà. Se si includono anche i terremoti, la quota di danni assicurati in Italia non supera oggi il 14% del totale: è di gran lunga il dato più basso fra i principali Paesi europei». Da qui «chiara la strada da intraprendere»: un sistema pubblico-privato basato sulla mutualizzazione dei rischi e prevenzione.

In Italia, le province in cui risulta più caro il costo dell’Rca sono Napoli e Prato (rispettivamente 540 e 527 euro); seguono Caserta (480 euro) e Pistoia (461 euro). Si spende di meno invece a Enna (269 euro), Oristano (282 euro), Potenza (283 euro) e Pordenone (288 euro). Tuttavia, il capoluogo partenopeo ha registrato un aumento del costo assicurativo sotto la media (+15% contro una media nazionale del +21%), così come Caserta ha registrato solo un incremento del +4,8%.

Le città dove si sono registrate le più alte variazioni dei costi sono Aosta (+42,5%), Siena (+41,2%) e Campobasso (+40,7%). A livello regionale, Lazio, Sardegna e Piemonte fanno segnare gli aumenti maggiori, rispettivamente +6,7%, +5,4% e +4,9%, mentre tra le varie aree del Paese, chi stipula la polizza nell’Italia meridionale paga un premio medio più elevato di oltre il 14% rispetto ai contraenti del Nord-Ovest.

A questo proposito, il Governo ha recepito la Direttiva UE 2021/2118 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 novembre 2021, il cui obiettivo è garantire la parità di tutela minima delle persone lese a seguito di incidenti stradali, assicurare la loro protezione in caso di insolvenza delle imprese di assicurazione e fornire una parità di trattamento da parte degli assicuratori delle attestazioni di sinistrosità pregressa dei potenziali assicurati che attraversano le frontiere interne dell’Unione.

Il provvedimento del Governo prevede un obbligo assicurativo per i veicoli elettrici leggeri e apporta alcune modifiche al codice stradale, definendo i casi di obbligo assicurativo. Inoltre, viene rafforzato il “preventivatore”, cioè un meccanismo di confronto gratuito delle polizze assicurative.

Ma l’Italia deve armonizzarsi con il resto d’Europa su alcuni punti critici, tra cui la tutela delle persone lese, l’aumento dei massimali, il rafforzamento dei controlli sui veicoli europei e riconoscimento transfrontaliero degli attestati di rischio.

Infine, le nuove norme europee rendono obbligatorio e omogeneo, in tutti i Paesi Ue, l’intervento risarcitorio del Fondo di garanzia in caso d’insolvenza di un assicuratore Rca; inoltre, bisogna garantire, in caso di fallimento d’imprese estere operanti in regime di libera prestazione di servizi (Lps) o di stabilimento, il diritto di rivalsa del Fondo che ha risarcito il danneggiato, nei confronti del Fondo del Paese di origine dell’impresa insolvente.

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