Culture

3 Podcast imperdibili

Format apparentemente differenti, accomunati dall’obiettivo della costruzione di un futuro migliore. Dalle lotte femministe, a quelle ambientaliste, fino alla battaglia contro gli stereotipi sulla disabilità
Credit: Ron Lac

Ora chiudi gli occhi e immagina il futuro.

Cosa vedi? Forse è proprio da questa fotografia mentale che le autrici dei podcast che sveliamo oggi sono partite per costruire i loro format. Così (apparentemente) diversi e al tempo stesso così simili, accomunati tutti da un unico obiettivo: lottare per un futuro migliore.

Se anche tu credi ancora alla possibilità di costruire insieme un mondo più sano, se ti chiedi fino a che punto l’essere umano sia pronto a spingersi prima di accorgersi dei danni che sta facendo e credi in un avvenire privo di stereotipi sociali, allora questi 3 podcast fanno per te.

Ignifughe, Le streghe del XXI secolo, Giorgia Soleri e Federica Fabrizio, Storytel

Cos’è realmente il femminismo? E soprattutto, femministe si nasce o si diventa? Quand’è che capisci di esserlo? Ancora, come si fa a essere femministe? C’è un manuale? Regole da seguire? O il femminismo è proprio l’assenza di regole imposte? Cioè, non è che metti una spilla sul blazer con scritto Io sono Femminista” e sei a posto, no? Certo, lo puoi fare, ma non è proprio così.

A dare risposte a tutte queste domande ci pensano due delle attiviste più note degli ultimi anni: Giorgia Soleri e Federica Fabrizio, con il nuovo podcast inedito Ignifughe, le streghe del XXI secolo, che uscirà su Storytel mercoledì 27 settembre e racconta il percorso che le ha portate a vedere loro stesse e il mondo con occhi differenti, raggiungendo la consapevolezza di volerlo cambiare.

«Un viaggio attraverso la complessità e il privilegio, fra le istanze delle nuove generazioni, la grassofobia, il razzismo, l’aborto, il capitalismo e la società delle performance», sottolineano le autrici delle puntate, nate dalla voglia e il bisogno di dar voce a storie ed esperienze.

E che avesse ragione Giorgio Gaber, quando con fare provocatorio 50 anni fa intonava: «Ad una conferenza di donne femministe si parlava di prender coscienza e di liberazione. Tutte cose giuste, per un’altra generazione». Era il 1973. Oggi, la nuova generazione è più attiva che mai.

Tempi Sbagliati, Gruppo CAP

Torna il podcast dei giovani per i giovani e anche in questa stagione viene data voce ai pensieri di ragazzi e ragazzi in mezzo al caos del mondo, in preda all’ansia e alla preoccupazione di ciò che sta accadendo quotidianamente attorno a loro. La voce di chi si chiede se siamo ancora in tempo per cambiare rotta e di chi, di fronte alla paura, reagisce e si impegna perché un domani possa ancora esistere.

A condurre queste 6 nuove puntate (più una speciale in chiusura), disponibili su tutte le piattaforme dal 12 settembre con cadenza settimanale, è Sofia Pasotto, divulgatrice ambientale di 23 anni. Ed è proprio qui che Sofia incontra Gaia che a 14 anni ha già le idee chiare: vive in maniera sostenibile, studia, si informa sugli eventi che coinvolgono il Pianeta e spesso si scontra anche con gli amici e i coetanei che non sembra abbiano raggiunto la sua stessa coscienza. E poi Camilla, 17 anni, impegnata a invertire la rotta dei cambiamenti globali con piccole azioni quotidiane. Oppure, Simone, che racconta a Sofia del suo attivismo, dei motivi che muovono le sue idee e anche delle difficoltà.

Fuori Norma, Emanuela Masia

Rispettosi, uguali, comprensivi e, poi, la più bella di tutte: empatici. Quante volte pronunciamo queste parole senza sapere esattamente cosa significano e che portata hanno? E poi, alla fine, chi lo è davvero? Con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema della disabilità e di far davvero luce sul concetto di inclusione, Emanuela Masia attrice e insegnante, dà voce alla sua forma di autismo con una naturalezza tale da farti perdere la concezione del tempo fra le sue parole.

Fuori Norma, disponibile con cadenza mensile su tutte le piattaforme streaming, è un podcast che mira a far chiarezza sui preconcetti che ruotano attorno al tema della disabilità. Dal significato di convivere con una malattia cronica, alla genitorialità, all’educazione rispettosa. Dai paradigmi che si trasformano in stigma, fino ai suoi significati più intrinsechi. Ed è in questo modo che con i suoi ospiti non dà solo voce al suo di autismo, ma parla di tutte (e a tutte) quelle persone che provano a capirsi, e attraverso dottori, ricercatori e specialisti, tocca le corde necessarie affinché arrivare alla consapevolezza sia un passo più semplice.

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