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Splash! Libri rovinati, carta insaccati e formaggi e capelli: dove si buttano?

Ci sono materiali e prodotti davanti ai quali la raccolta differenziata a volte sembra una lotteria. Ecco la rubrica per non sbagliare bidone
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12 settembre 2023 Aggiornato alle 14:00

L’insegnamento della raccolta differenziata nelle scuole dovrebbe essere una materia obbligatoria. “A cosa serve, il suo significato e i suoi simboli” potrebbe essere il titolo della prima lezione, a cui tutti gli studenti italiani dovrebbero assistere. Gli allievi dovrebbero imparare come dividere i rifiuti nei contenitori e le regole per farlo in modo corretto, oltre al funzionamento di riciclo e smaltimento. D’altra parte, i Comuni potrebbero tenere corsi ad hoc, visto che le indicazioni variano in base alla località.

In fondo siamo tutti studenti e apprendisti della vita, pieni di dubbi, confusi e sempre di fretta. Soprattutto quando si parla di differenziare. Dove si butta questo? E quello? Si tramandano leggende di persone sopraffatte dall’incertezza davanti ai cassonetti tra plastica, vetro, carta, umido e indifferenziata. E i rifiuti ingombranti? Ah, già.

Scherzi a parte, qui si fa sul serio. Se ti è capitato di restare di fronte a un bidone insicuro ed esitante sul da farsi con un oggetto in mano, per qualche istante o per ore, sei nel posto giusto. Questa rubrica cerca di dissipare la nebbia della raccolta differenziata che avvolge alcuni oggetti e materiali, per evitare errori e fare “Splash” nel contenitore giusto.

I libri rovinati

Una volta, nell’ambito di una manifestazione culturale, agli scrittori ospiti veniva fatta una domanda generica più o meno come questa, da inserire in un format radiofonico: “I libri aiutano a creare barriere o le abbattono?”. “Dipende da come li disponi in casa”, aveva risposto con la sua consueta ironia il compianto Andrea Pinketts, autore milanese scomparso cinque anni fa.

In effetti, anche se i collezionisti di volumi non saranno d’accordo, accumulare grandi quantità di tomi tra le quattro mura domestiche può diventare un problema. Non manca inoltre chi conserva i vecchi testi di scuola con affetto: poi a un certo punto arriva il momento di fare spazio.

I libri contribuiscono alla raccolta della carta. Se occorre smaltirne una grande quantità, conviene rivolgersi all’eco-centro più vicino. Se sono in buone condizioni, soprattutto nel caso dei volumi scolastici, si può valutare il ricorso al mercato dell’usato, sempre più in voga negli ultimi anni anche grazie ai vertiginosi aumenti di prezzi. Resta poi aperta la strada del riciclo creativo: con un po’ di fantasia, un bel tomo può diventare un’ottima mensolina o un oggetto di arredo.

Che sia cartacea o digitale, a ogni modo è il momento giusto per cominciare una nuova lettura, immergerti in nuovi mondi e condividere i tuoi pensieri con l’hashtag #readabookday: scegli un libro e inizia a leggere.

La carta di insaccati e formaggi

L’esportazione del made in Italy nel 2022 è aumentata in tutto il mondo, per un valore pari a 61 miliardi. Tra i prodotti italiani più amati ci sono il vino, i pomodori, la pasta, i formaggi e i salumi.

Proprio il foglio che avvolge i salumi e i formaggi rischia di generare dubbi sul piano della raccolta differenziata. Spesso molte persone possono essere portate a pensare di avere tra le mani qualcosa di plasticoso.

Il primo suggerimento è controllare bene l’etichetta: le confezioni, a esempio acquistate al supermercato, riporteranno le indicazioni sui materiali e sulle parti che compongono il prodotto.

Il secondo consiglio è sempre verificare le disposizioni del proprio Comune, perché queste possono variare da zona a zona.

Se quella degli insaccati non è pura carta riciclabile, andrà a finire nella raccolta indifferenziata. Se invece è composta da una parte in plastica separabile, quest’ultima andrà nel bidone apposito.

I capelli

C’è un flagello che tormenta gli esseri umani dalla notte dei tempi: è la perdita dei capelli. Qualcuno dà la colpa all’avvicendarsi delle stagioni, altri accusano lo stress, altri ancora si rassegnano all’inevitabile scorrere del tempo. E così ogni giorno ciocche si smarriscono di qua e di là.

Caduti, tagliati o dispersi lavandoli: dove devono andare a finire i capelli? Sicuramente occorre evitare che intasino le tubature della propria casa, dal lavandino al wc. Questa è la prima regola. Per lo scarico della doccia, tra l’altro, dovrebbero esistere delle retine ad hoc.

In generale i capelli, ma anche i peli della barba e quelli degli animali domestici, sono rifiuti naturali e biodegradabili: vanno quindi raccolti e gettati nel bidone dell’umido/organico, a meno che le regole del proprio Comune o del relativo gestore non prevedano diversamente.

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