Ambiente

I nostri ghiacciai sono sempre più fragili

Dal Rutor (Valle d’Aosta) riparte la Carovana dei ghiacciai di Legambiente per misurare la salute delle preziose riserve d’acqua. Tra temperature elevate, zero termico altissimo ed eliturismo, i segnali positivi sono pochi
Credit: Legambiente
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23 agosto 2023 Aggiornato alle 16:00

Anno dopo anno, gli oltre seicento ghiacciai italiani mostrano purtroppo sempre più segnali di declino.

Mentre restano ancora negli occhi le terribili immagini della Marmolada e i crolli dell’estate 2022, e mentre durante questa ondata di calore lo zero termico si sposta sempre più verso i 5.000 metri, anche nel 2023 tra distacchi, scioglimento, annerimento della superficie e perdite i ghiacciai nostrani non se la passano affatto bene.

A ricordarcelo è ancora una volta la Carovana dei ghiacciai di Legambiente che è appena ripartita dalla Valle d’Aosta. Se ci sono deboli segnali positivi rispetto all’estate 2022 (quando il caldo fu incessante da maggio in poi a differenza di piccoli break registrati quest’anno), in generale il “trend dei ghiacciai si conferma negativo” fanno sapere dall’associazione.

Nel nuovo viaggio-racconto per comprendere le condizioni delle nostre preziosissime riserve idriche la Carovana dei ghiacciai si svolgerà dal 20 agosto al 10 settembre 2023 e sarà guidata da Legambiente e Cipra (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) con la partnership scientifica del Comitato Glaciologico Italiano (Cgi).

Sei tappe previste tra l’Italia, l’Austria e la Svizzera per “accendere i riflettori sul drammatico arretramento dei ghiacciai”.

La prima tappa si è svolta in Val d’Aosta e osservato speciale è stato il Ghiacciaio del Rutor che purtroppo ha mostrato, dai dati diffusi dalla Carovana, “una perdita di superficie di circa 4 km2 dal 1865 a oggi, di cui 1,5 km2 persi solo negli ultimi cinquant’anni”.

In confronto agli anni Settanta, la fronte del lobo destro si è ritirata di 650 metri mentre quella del lobo sinistro di 750 metri: il Rutor è il terzo ghiacciaio valdostano per estensione (dopo Miage e Lys) ma, come gli altri, è sempre più minacciato dall’innalzamento delle temperature e gli effetti della crisi del clima.

Arpa Valle d’Aosta ha sottolineato però un piccolo dettaglio di speranza, vista la neve caduta. “Nonostante l’accumulo invernale 2023 del ghiacciaio risulti sorprendentemente tra i migliori degli ultimi vent’anni, quest’estate ci si aspetta un bilancio di massa negativo anche se meno severo rispetto agli ultimi anni” fanno sapere gli esperti.

Nel frattempo, nonostante ci siano ancora incertezze sui dati relativi allo zero termico, Vanda Bonardo responsabile nazionale Alpi di Legambiente e Presidente Cipra Italia ha spiegato che «la notizia del nuovo record italiano dello zero termico raggiunto alla stazione di radiosondaggio Novara Cameri a 5.328 metri, testimonia l’aumento senza precedenti delle temperature e l’inesorabile destino dei nostri ghiacciai alpini, in piena emorragia, per effetto della crisi climatica. Neanche il Rutor è fuori pericolo: non sono bastate le nevicate dello scorso maggio a scongiurare il probabile bilancio di massa negativo».

A minacciare le già fragili condizioni dei ghiacciai può essere, secondo l’associazione ambientalista, anche un certo tipo di turismo, come per esempio quello di chi raggiunge in vetta i ghiacciai in elicottero. Per questo un gruppo di attivisti, di volontari ed esponenti del mondo scientifico, in occasione della Carovana dei ghiacciai ha tenuto un piccolo flash mob per dire “no all’eliturismo”.

“Considerare la montagna come una sorta di luna park costituisce un fattore di rischio aggiuntivo per l’ambiente alpino, sempre più fragile e sotto scacco degli effetti della crisi climatica e delle temperature record”, ha ricordato Legambiente.

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