Ambiente

Lo Sri Lanka restituisce i rifiuti al Regno Unito

Sull’isola asiatica i primi container, carichi anche di spazzatura pericolosa importata illegalmente, arrivarono nel 2017 toccando quota 263. Ma ora sono stati tutti riconsegnati
Valeria Pantani
Valeria Pantani giornalista
Tempo di lettura 3 min lettura
23 febbraio 2022 Aggiornato alle 13:55

Il 21 febbraio lo Sri Lanka ha restituito al Regno Unito gli ultimi container pieni di rifiuti, importati illegalmente nel Paese.

Tutto era iniziato tra settembre 2017 e marzo 2018, con il carico inglese in arrivo sull’isola. L’obiettivo di questa esportazione era il recupero di alcuni materiali, come molle di materassi e tappeti usati, da spedire a produttori esteri. Tuttavia, come hanno precisato alcuni funzionari locali all’agenzia di stampa AFP, nel mucchio furono trovati anche rifiuti ospedalieri, compresi resti umani provenienti dagli obitori. Così, in un paio d’anni, si arrivò a 263 container totali.

Nel settembre del 2020, la svolta: le prime 260 tonnellate di rifiuti tornano nel Regno Unito. «La dogana sosteneva che tutti i container erano stati portati nel Paese violando il diritto internazionale che regola il trasporto dei rifiuti pericolosi», ha scritto Al Jazeera.

Nel 2020 la Corte d’Appello dello Sri Lanka ha accolto la petizione per la restituzione dei container rimanenti: gli ultimi 45 hanno lasciato il porto di Colombo lo scorso 21 febbraio. «Potrebbero esserci nuovi tentativi di importare carichi pericolosi, ma saremo vigili e faremo in modo che ciò non accada», ha dichiarato il responsabile della dogana Vijitha Ravipriya.

Lo Sri Lanka non è stato l’unico Paese asiatico ad attivarsi contro l’importazione di rifiuti esteri: negli ultimi anni anche le Filippine, l’Indonesia e la Malesia si sono impegnate a riconsegnare enormi quantità di scarti ai mittenti. «Le nazioni del Sud-Est asiatico assicurano che rispediranno la spazzatura da dove è partita», ha scritto nel 2019 il Guardian.

Nel 2019, le Filippine minacciarono il Canada di interrompere i loro rapporti diplomatici qualora il Paese non si fosse ripreso i 69 container esportati tra il 2013 e il 2014.

Un’indagine del governo della Malesia, invece, rivelò che nella nazione venivano riversati illegalmente rifiuti provenienti dal Regno Unito, Australia, Stati Uniti e Germania «falsamente dichiarati come altre importazioni», scrisse sempre il quotidiano inglese.

Questo massiccio traffico verso il Sud-Est asiatico iniziò nel 2018, quando la Cina smise di accettare i rifiuti riciclabili esteri. Ma ora, dopo quasi 5 anni dal primo arrivo, le circa 3.000 tonnellate di rifiuti inglesi giunte in Sri Lanka sono state finalmente restituite al mittente.

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