Ambiente

Augustin Mouchot: chi è il genio dimenticato dell’energia solare

Un professore francese di matematica ha mostrato l’energia solare all’Esposizione Universale del 1878. Ma il mondo non era ancora pronto
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9 ottobre 2023 Aggiornato alle 19:00

La storia di Augustin Mouchot, pioniere dell’energia solare e del fotovoltaico, viene oggi riscoperta attraverso articoli e libri. Ne scrive Miguel Bonnefoy nel romanzo-biografia L’inventore. Docente di matematica nato in un’officina, con le sue invenzioni durante la seconda metà dell’800 arriva fino all’Esposizione Universale, ma ha una colpa: le sue idee sono troppo avanti per il resto del pianeta.

È il 1861. Mentre nasce il Regno d’Italia unitario, in Francia vige l’impero di Napoleone III.

In quel contesto tra le scuole di Alençon, Rennes e Tours c’è un insegnante di matematica in allarme: teme che, in piena rivoluzione industriale, sia le scorte di carbone sia le miniere possano davvero esaurirsi, nel suo Paese come in tutto il globo.

È proprio Augustin Mouchot e si concentra subito sull’energia solare.

Inventa dapprima uno scaldabagno per la toilette che funziona con i raggi del sole e poi, allo stesso modo, un forno per la cucina.

Cinque anni dopo passa già a un motore capace di convogliare le radiazioni solari su un tubo contenente acqua da trasformare in vapore. Queste intuizioni gli permettono poi di far funzionare un macchinario per la stampa e un sistema d’irrigazione.

Con il passare del tempo, anche grazie a fondi pubblici, il professore arriva quindi a realizzare un grande motore solare, che si guadagna un posto d’onore all’Esposizione Universale di Parigi nel 1878.

È come una grande parabola che raccoglie i riflessi del sole e li incanala verso una caldaia, a sua volta in grado di alimentare un dispositivo refrigerante che genera blocchetti di ghiaccio. È una sorta di frizzer che funziona grazie al sole. Gli avventori restano senza parole.

In quella stessa Esposizione però fanno rumore i motori a combustione interna, in un frangente in cui il carbone e il petrolio risultano economicamente convenienti. La fascinazione per l’energia solare svanisce in un lampo, così com’è nata, e non tornerà se non prima di un secolo abbondante. Da allora Augustin Mouchot rimane un genio dimenticato.

Oggi è chiaro che, grazie alle loro capacità di soddisfare il crescente fabbisogno energetico riducendo le emissioni di gas, gli impianti fotovoltaici ricopriranno sempre più un ruolo fondamentale nella transizione dell’Italia e non solo. Lo sancisce un’analisi previsionale per il 2050 pubblicata su Energies, che ha studiato le potenzialità delle energie pulite entro 30 anni, prendendo in considerazione le installazioni sui tetti degli edifici già esistenti.

Nel frattempo l’ultimo studio Cerved ha individuato 300 chilometri quadrati di tetti su cui installare pannelli fotovoltaici, per poter raggiungere in questo modo la decarbonizzazione del Belpaese entro il 2030. Ma, come ormai sappiamo, un pezzetto di tutta questa storia nasce Oltralpe 150 anni fa.

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