Ambiente

Splash! Vassoi, lenti a contatto, panni in microfibra: dove si buttano?

Ci sono materiali e prodotti davanti ai quali la raccolta differenziata a volte sembra una lotteria. Ecco la rubrica per non sbagliare bidone
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29 agosto 2023 Aggiornato alle 16:00

L’insegnamento della raccolta differenziata nelle scuole dovrebbe essere una materia obbligatoria. “A cosa serve, il suo significato e i suoi simboli” potrebbe essere il titolo della prima lezione, a cui tutti gli studenti italiani dovrebbero assistere. Gli allievi dovrebbero imparare come dividere i rifiuti nei contenitori e le regole per farlo in modo corretto, oltre al funzionamento di riciclo e smaltimento. D’altra parte, i Comuni potrebbero tenere corsi ad hoc, visto che le indicazioni variano in base alla località.

In fondo siamo tutti studenti e apprendisti della vita, pieni di dubbi, confusi e sempre di fretta. Soprattutto quando si parla di differenziare. Dove si butta questo? E quello? Si tramandano leggende di persone sopraffatte dall’incertezza davanti ai cassonetti tra plastica, vetro, carta, umido e indifferenziata. E i rifiuti ingombranti? Ah, già.

Scherzi a parte, qui si fa sul serio. Se ti è capitato di restare di fronte a un bidone insicuro ed esitante sul da farsi con un oggetto in mano, per qualche istante o per ore, sei nel posto giusto. Questa rubrica cerca di dissipare la nebbia della raccolta differenziata che avvolge alcuni oggetti e materiali, per evitare errori e fare “Splash” nel contenitore giusto.

I vassoi

C’è una tradizione che sa di Italia popolare, di pranzo della domenica, di riunioni familiari attorno a un tavolo. È quella di portare un vassoio di pasticcini a casa di qualcuno che ci ospita.

È uno dei primi pensieri al mattino. Bisogna passare in pasticceria, restare incantati davanti alla vetrina dei dolci e scegliere con cura una pasta dopo l’altra. Quasi subito arriva la fatidica domanda: “Quanto dev’essere grande il vassoio?”.

C’è chi inventa fantasiose unità di misura sul momento - dai centimetri ai cannoli e cannoncini, direttamente -, chi ipotizza un “piccolo-medio-grande” piuttosto generico e chi invece punta tutto sul numero totale delle persone che saranno presenti, sperando che chi sta servendo possa fare un rapido calcolo, una stima, una statistica, un censimento…

Con i numeri sparati nel negozio si potrebbe organizzare una bella tombolata o almeno una giocata al Lotto. E non abbiamo ancora analizzato quanti diversi tipi di vassoi esistono ai fini della raccolta differenziata.

Dunque quello classico da pasticceria, bianco o dorato, va nella carta. Il vassoio rigido in plastica che di solito fa da base per torte e semifreddi finisce nell’indifferenziata. Naturalmente, al di fuori delle pasticcerie, il vassoio di alluminio va insieme ai metalli.

Le lenti a contatto

Siamo sempre più ciechi. Entro il 2050 metà delle persone nel mondo sarà miope: lo ha detto la rivista accademica Ophthalmology. Anche per questi motivi le lenti a contatto sono dispositivi medici sempre più indossati. Secondo alcune stime, oltre 120 milioni di persone nel mondo le utilizzano.

Più di qualcuno purtroppo ha il vizio di buttarle nel lavandino o negli altri scarichi di casa, da dove arrivano facilmente fino al mare, tra i pesci, trasformandosi in micro-plastiche. Così si dà una bella mano all’inquinamento.

Le lenti a contatto, quindi, richiedono un certo grado di attenzione nel loro smaltimento. La confezione esterna solitamente va nella carta. Il blister e la linguetta che fa da sigillo sono destinati invece alla plastica.

I modelli più diffusi di lenti sono in silicone idrogel, un polimero plastico. Vanno gettate nel bidone dell’indifferenziata.

I panni in microfibra

Tra i materiali che in questi anni si sono affermati nell’immaginario collettivo c’è tutto ciò che è in microfibra. Le sue caratteristiche lo rendono adatto a diversi utilizzi.

Dai teli mare agli asciugamani, dalla biancheria intima alle spugne per pulire, questo curioso tessuto composto da poliestere e poliammide si è rivelato utile, efficace e adatto a tanti frangenti della quotidianità.

Nelle faccende domestiche, in particolare, risulta essere un alleato parecchio potente contro lo sporco, grazie alla sua capacità di assorbire. Non solo, i panni in microfibra possono essere lavati e riutilizzati moltissime volte.

La loro destinazione finale, quando proprio non possono più essere d’aiuto nella terribile battaglia giornaliera contro gli aloni, sarà il bidone dell’indifferenziata.

Negli ultimi tempi, però, si sono anche moltiplicate le iniziative di riciclo: è opportuno informarsi bene, ma in alcuni casi gli accessori in microfibra possono essere lasciati nei contenitori per la raccolta dei tessuti a questo scopo.

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