Diritti

Assegno unico: ricordatevi di chiederlo

Per la prima volta, il sussidio per i figli verrà corrisposto a tutti i genitori, con criteri di progressività. Ma per ora solo 3 famiglie su 10 hanno fatto domanda. Il motivo, spiega qui l’economista, è nel meccanismo di accesso al bonus. Da tenere d’occhio
Credit: Olena Sergienko
Tempo di lettura 2 min lettura
22 febbraio 2022 Aggiornato alle 08:00

A partire dal mese di marzo, entrerà in vigore l’assegno unico. Chi ne ha diritto? Tutte le famiglie che abbiano figli a carico, sin dal 7° mese di gravidanza e fino ai 21 anni. Per la prima volta, la misura si rivolge anche a categorie come i lavoratori autonomi o quelli con partita Iva e sarà realmente universale, ovvero verrà corrisposta a tutte le famiglie, a prescindere dal reddito, anche se sono stati previsti (com’è giusto che sia) dei meccanismi di progressività.

In altri termini, alle famiglie che dispongono di un reddito più modesto saranno garantiti sostegni di importo maggiore e viceversa, fino ad arrivare al minimo dei 50 euro al mese per ogni figlio, che saranno destinati alle famiglie con ISEE superiore ai 40.000€ e a quelle che non presenteranno affatto l’ISEE.

Tutto bene, quindi? In realtà, stando ai dati INPS, non proprio. Perché, per ritrovarsi già nella busta paga del mese di marzo l’importo a cui si ha diritto, bisogna presentare la domanda entro il 28 febbraio. E al momento, solo 3 famiglie su 10, tra quelle che potrebbero beneficiarne, ne hanno effettivamente fatto richiesta.

Se, a esempio, si hanno tre figlie di 11, 8 e 5 anni (ogni riferimento è puramente casuale), l’ultima volta che si è presentata la domanda è stato, appunto, circa 5 anni fa. Da allora, ci si è abituati a ricevere l’assegno per il nucleo famigliare direttamente nella busta paga. e ora, se non si presenta la domanda per la nuova misura, non si riceverà più nulla.

E se si manca la prima scadenza del 28 febbraio? Ci saranno due possibilità. Se si fa richiesta entro il mese di giugno, si potranno ottenere gli arretrati a partire dal mese di marzo.

Ma se invece la domanda verrà presentata dal mese di luglio in poi, si perderà anche il diritto a vedersi corrisposti gli arretrati.

E non è finita qui: facciamo attenzione, perché il prossimo anno bisognerà presentare domanda di nuovo.

Leggi anche