Ambiente

New York: migliorare la qualità dell’aria partendo dagli edifici

La proposta, avanzata dai democratici Keith Powers e Mark Levine, mira a introdurre nuovi standard per misurare e monitorare la salubrità atmosferica “interna”
Credit: Vanessa Carvalho/ZUMA Press Wire
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26 luglio 2023 Aggiornato alle 11:00

Che aria tira a New York? Non buona, e sono d’accordo anche i funzionari della città, pronti a proporre regolamenti sulla qualità dell’aria interna. La legislazione, già in lavorazione da quasi 12 mesi, ha però di recente trovato una nuova urgenza: il fumo nei cieli proveniente dagli incendi scoppiati in Canada.

Se adottati, i due progetti di legge imporrebbero alla Grande Mela di creare degli standard ad hoc per misurare, monitorare, segnalare e far rispettare la qualità dell’aria all’interno di edifici municipali e scuole. Questi standard, qualora venisse approvato il provvedimento, andrebbero elaborati in 18 mesi e dovranno essere più dettagliati rispetto agli attuali codici edilizi e sanitari della città.

Ad affiancare le nuove linee guida entrerebbero anche due leggi, che entrerebbero in vigore 4 mesi dopo l’approvazione della proposta, volte alla creazione di programmi pilota della durata di 5 anni per analizzare la qualità dell’aria, questa volta, di edifici residenziali e commerciali.

In questa fase sperimentale, però, nessun obbligo di adattamento: solo i volontari si sottoporranno alla sperimentazione dei nuovi programmi. Dovranno invece adeguarsi quei costruttori, pubblici o privati, che riceveranno sostegni finanziari da parte della città dopo l’entrata in vigore della legislazione.

I democratici Keith Powers, membro del consiglio comunale, e Mark Levine, presidente del distretto di Manhattan, hanno guidato la stesura di questa proposta insieme ai leader locali.

Sulla scia del miglioramento della qualità dell’aria interna in qualche modo imposto dalla pandemia, le proposte sono state infatti modificate per far comprendere a tutto l’emergenza della lotta al cambiamento climatico, soprattutto quando i cieli newyorkesi si sono riempiti del fumo canadese.

«Il modo in cui ha avuto un impatto su New York ha ricordato che la qualità dell’aria è un problema di salute», spiega Levine in merito ai fumi provenienti dal Canada.

Più nello specifico, queste nuove proposte seguono le linee guida aggiornate sulla ventilazione negli edifici dei Center for Disease Control and Prevention, che a maggio hanno raccomandato il ricambio dell’aria in uno spazio 5 volte ogni ora.

Powers ha affermato che la legislazione fornirà una base per la creazione di norme e regolamenti riguardanti la raccolta e la divulgazione di informazioni sulla qualità dell’aria interna. Lui e Levine sperano che tali standard possano servire come modello per altre città. Ma al momento la coppia non ha ancora una stima dei costi finali necessari per stabilire tali standard per la qualità dell’aria interna.

L’influenza della pandemia

Durante la pandemia, il miglioramento della qualità dell’aria interna è stato una preoccupazione particolare per le scuole. Tuttavia, un sondaggio federale condotto su distretti scolastici pubblici K-12, pubblicato ad aprile, ha rivelato che molti di essi non hanno intrapreso misure per migliorare la ventilazione negli edifici scolastici.

Dei più di 8.400 distretti scolastici che hanno partecipato al sondaggio, meno del 34% ha dichiarato di aver completato o essere in corso di lavori per sostituire o aggiornare i sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria (Hvac). Allo stesso tempo, solo il 28% ha riferito di aver installato o stava per farlo sistemi di filtraggio Hepa nelle aule o nelle mense degli studenti.

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