Diritti

Guerra Ucraina: l’Ue vuole inviare 1 milione di munizioni

Gli europarlamentari hanno approvato l’Act in Support of Ammunition Production per fornire nuovi aiuti militari a Kyiv e finanziare l’industria della difesa europea. Voto di Commissione e Consiglio entro fine mese
Credit: Marek Studzinski
Tempo di lettura 4 min lettura
14 luglio 2023 Aggiornato alle 21:00

Ieri il Parlamento europeo ha approvato ad ampia maggioranza l’Act in Support of Ammunition Production (Asap), regolamento con cui prevede di aumentare la produzione di munizioni nell’Unione a favore dell’Ucraina. Con 505 voti di europarlamentari favorevoli, 56 contrari e 21 astenuti, l’accordo stanzia per cominciare 500 milioni di euro per lo sviluppo dell’industria della difesa comune. Ora dovrà essere votato da Commissione e Consiglio Ue entro fine di luglio per entrare ufficialmente in vigore.

La nuova tranche si aggiunge ai 3,5 miliardi di euro versati a fine giugno per la Peace Facility, il meccanismo di finanziamento fuori bilancio che l’Ue utilizza per la difesa e la sicurezza internazionale, tuttavia ritenuto insufficiente per far fronte a un altro anno di guerra ad alta intensità.

Dall’inizio del conflitto, l’Ucraina ha ripetutamente chiesto all’Europa supporto militare per affrontare l’invasione russa. Dopo mesi di negoziati, l’Asap permetterà all’Ue di fornire proiettili di artiglieria calibro 155 millimetri e raccogliere scorte tra i vari Stati membri per consegnare 1 milione di munizioni a Kyiv entro marzo 2024. Se l’Ucraina avanzerà la richiesta, inoltre, l’Ue sarà autorizzata a inviarle anche dei missili.

Con l’Asap l’Unione europea finanzia per la prima volta in modo diretto la produzione di armi. Di fronte alla possibilità di dirottare i fondi per la ripresa post-Covid all’industria militare, non sono mancate le critiche. L’eurodeputato Marc Botenga, del partito Sinistra al Parlamento europeo (Gue/Ngl), per esempio, ha detto: «La proposta va oltre il sostegno all’Ucraina e contribuisce alla creazione di una rete europea di produttori di armi, un vero e proprio complesso militare-industriale dell’Ue».

D’altra parte, ad accordo raggiunto, il commissario per il mercato interno Thierry Breton ha esultato con un tweet: “In soli due mesi, l’Europa ha concordato uno storico programma per finanziare il potenziamento della sua base industriale di difesa a sostegno dell’Ucraina e della sicurezza europea”. Dopo poco più di 500 giorni dall’invasione della Russia, Volodymyr Zelenskyj riesce così a ottenere una nuova quota di aiuti bellici per sostenere un conflitto che, secondo l’inchiesta condotta da Kyiv Independent e altri partner, è ancora impari.

Fonti militari e governative ucraine ascoltate dai giornalisti riferiscono che la Russia può sparare fino a 10 volte più munizioni dell’Ucraina durante i combattimenti, circa 60.000 ogni giorno, mentre l’Ucraina raggiunge le 20.000. Questo significa che Kyiv utilizza da 3 a 10 volte meno munizioni rispetto a Mosca, a seconda dell’intensità dei combattimenti.

Secondo gli autori dell’inchiesta, la ripartizione delle responsabilità in questo caso è chiara: “Il protezionismo nazionale degli Stati membri e la burocrazia dell’Ue hanno impedito un rapido processo decisionale per affrontare la carenza di munizioni della’Ucraina”.

Kyiv ha espresso finora in più di un’occasione le proprie critiche nei confronti della prudenza e dell’indecisione dell’Unione, ma è la prima volta che un’inchiesta giornalistica rivela gli effetti di questa attesa: secondo il giornale ucraino, il mancato invio di munizioni dall’Europa costringe infatti i soldati in prima linea a adattare le armi a seconda dei proiettili a disposizione, una dinamica che rischia di ritardare o compromettere le operazioni militari contro la Russia.

Leggi anche
esteri
di Maria Michela D'Alessandro 4 min lettura
Guerra
di Cristina Sivieri Tagliabue 3 min lettura