Futuro

La logistica delle informazioni

Amazon non vuole essere regolamentata dal Digital Services Act europeo. Ma la logistica e i marketplace digitali privati hanno acquisito un grande potere economico. E i regolatori cercano di governarli
Credit: The Halal Design Studio
Tempo di lettura 5 min lettura
13 luglio 2023 Aggiornato alle 06:30

Amazon farà ricorso contro la decisione della Commissione europea di considerarla una delle piattaforme che devono sottostare alle più stringenti norme previste dal Digital Services Act (Dsa).

Indubbiamente, ha molte decine di milioni di utenti, dunque è una grande piattaforma. E il Dsa, dicono a Amazon, si occupa delle grandi piattaforme che hanno un modello di business basato sulla pubblicità, che hanno grandi responsabilità nella diffusione di informazioni, con il rischio di contribuire alla disinformazione e all’insicurezza nella vita quotidiana in rete. Ma Amazon fa notare che il suo servizio non riguarda l’informazione ma il commercio e la logistica.

Non possiamo sapere oggi come finirà questa vicenda. Si può dare il caso che Amazon abbia ragione, naturalmente. La Commissione ha peraltro detto che difenderà le sue decisioni. Di certo, nella spiegazione che la Commissione europea aveva dato del Dsa, fin dall’inizio, i “marketplace”, dunque anche Amazon, erano tra i servizi interessati dalla normativa. Del resto, la pubblicità su Amazon sta crescendo a vista d’occhio. E le informazioni che gli utenti si scambiano, con le recensioni dei prodotti e altro, hanno un valore piuttosto importante nella formazione delle opinioni sui brand e la vita economica. Ma, appunto, la vicenda legale è una questione che si risolverà nelle sedi competenti.

In effetti, è interessante osservare che la digitalizzazione trasforma un po’ tutte le piattaforme di intermediazione in servizi di informazione. La natura della digitalizzazione è la gestione dell’informazione. Probabilmente ci sono diversi livelli di rischio nelle varie forme con le quali la digitalizzazione viene applicata. Ma quando una piattaforma ha centinaia di milioni di utenti e si pone come una infrastruttura fondamentale per una parte importante della vita quotidiana delle persone deve anche collaborare con le autorità per il monitoraggio di ciò che vi succede.

Forse il Dsa non è sufficientemente chiaro su ciò che va monitorato. Ci si arriverà. Ma mentre le piattaforme che vendono l’attenzione degli utenti sul mercato pubblicitario sono state al centro di lunghi dibattiti sulle necessità di migliorare la regolamentazione, le piattaforme di commercio e logistica sono state citate soprattutto nei casi in cui si discuteva del giusto trattamento per il lavoratori oppure quando ci si occupava di norme antitrust.

Ma una discussione sulla logistica di per sé è matura. Amazon in effetti è al punto di congiunzione delle due infrastrutture che hanno conosciuto la maggiore crescita negli ultimi decenni: il digitale e la logistica.

La globalizzazione, l’allungamento delle filiere produttive e commerciali, l’accelerazione dell’innovazione nella vita sociale, la finanziarizzazione dell’economia, la crescita dei consumi sono tutti fenomeni che sono andati di pari passo con la crescita del digitale e della logistica: anzi si può dire che l’insieme di queste infrastrutture è stato fondamentale per la trasformazione dell’economia degli ultimi decenni.

Tra l’altro ormai sappiamo che entrambe queste infrastrutture hanno accresciuto clamorosamente il loro impatto ambientale: non perché non siano efficienti nel consumo di energia, ma perché crescono vertiginosamente. Del digitale sappiamo quello che riporta per esempio Guillaume Pitron, in L’inferno digitale (Luiss 2022): il 4% della CO2 è emesso per far funzionare il digitale e questa percentuale è destinata a raddoppiare nei prossimi anni.

D’altra parte, Cesare Alemanni, autore di La signora delle merci (Luiss 2023) mostra che il solo trasporto per nave delle merci nel mondo è responsabile del 3% delle emissioni di CO2 e a sua volta è in crescita importante.

Di per se, le navi container sono efficientissime. Le emissioni di CO2 che si verificano quando si trasportano merci o persone sulle navi container è 20-25 grammi per tonnellata al chilometro, mentre è 600 grammi sugli aerei e 50-150 per autovetture e camion, spiega Alemanni. Il punto è che il settore del trasporto via mare ha conosciuto una crescita eccezionale: si è quadruplicato negli ultimi quarant’anni.

Le due infrastrutture fondamentali del modello di crescita degli ultimi decenni, il digitale e la logistica, hanno una tendenza a favorire gli oligopoli e a concentrarsi sull’efficienza. Consentono grandi balzi di miglioramento nella produzione e nel consumo. Vivono prevalentemente in spazi regolamentati in modo un po’ meno ineludibile del normale: proprio perché hanno un rapporto speciale con la geografia. E alla fine cambiano la geografia stessa: cambiano le città, cambiano le vie di comunicazione, cambiano le abitudini e le relazioni sociali.

Insomma: le piattaforme digitali e quelle logistiche sono state considerate appartenenti a mondi profondamente diversi in passato. Ma probabilmente in futuro, anche grazie al successo di Amazon, i loro rapporti saranno considerati con maggiore attenzione dei regolatori internazionali.

Leggi anche
Innovazione
di Luca De Biase 4 min lettura
Futuro
di Chiara Manetti 3 min lettura