Ambiente

Nord America, orche: macchie per danni al sistema immunitario

Nel Pacifico di Canada e Usa, su alcuni esemplari di cetacei sono state trovate lesioni cutanee nere, grigie e bianche che indicherebbero problemi di salute. Nell’area sono rimasti meno di 75 esemplari
Credit: Thomas Lipke
Tempo di lettura 3 min lettura
3 luglio 2023 Aggiornato alle 10:00

A largo della costa Nord-Occidentale del Pacifico del Canada e degli Stati Uniti c’è una popolazione di orche in via di estinzione. E i recenti studi condotti hanno registrato un forte aumento delle lesioni cutanee dei loro corpi, indice di un sistema immunitario indebolito che non sembrerebbe in grado di affrontare la malattia.

Queste lesioni, che si manifestano come macchie nere, grigie o bianche, secondo l’autore principale della ricerca, il dottor Joseph K Gaydos della SeaDoc Society della scuola veterinaria della California University, starebbero aumentando drammaticamente.

«Le condizioni di salute delle orche non sono chiare – spiega – ma la presenza di lesioni che non mostrano segno di guarigione ci preoccupano». Le macchie, infatti, sembrano essere sintomo di gravi condizioni che incidono sulla salute dei cetacei, dal forte indebolimento immunitario all’infertilità. E la loro presenza è un segnale di avvertimento che non va sottovalutato; questi animali sono già a rischio: in quell’area del Pacifico, oggi si contano meno di 75 esemplari. Secondo Gaydos è fondamentale cercare di isolare il potenziale agente infettivo.

Quali siano le cause, però, non si ha risposta certa. Il coautore dello studio cerca di individuarne alcune possibili, ma l’infezione misteriosa sarà di urgente preoccupazione per molti scienziati e ambientalisti a livello globale che studiano le orche.

Questi animali sono stati studiati a lungo, a partire dal 1976, dal Center for Whale Research che ha identificato le singole balene dai segni caratteristici bianchi e neri presenti sui loro corpi e dalle forme e cicatrici sulle loro pinne. E proprio questo dataset così dettagliato che ha permesso a Gaydos e collaboratori di valutare il rapido declino della salute degli animali dalle immagini tratte da quasi 18.700 avvistamenti.

L’influenza umana sulla salute delle orche

Tra le cause dell’infezione non sono da escludere le conseguenze delle attività umane. Per esempio, una diminuzione del numero di salmoni chinook, che rappresentano la principale dieta delle orche durante la stagione estiva, sta riducendo la loro fertilità. E i cuccioli che nascono, molto spesso, non superano i 3 mesi di vita. Ma in circostanze ideali, le orche femmine vivono almeno 90 anni, e forse anche 100, mentre gli esemplari maschi raggiungono i 60.

Gli studiosi del Center for Whale Research ritengono inoltre che l’impatto dei nuovi progetti di gasdotti in Canada e il conseguente inquinamento acustico potrebbero avvicinare le balene all’estinzione ancora più velocemente.

Gli agenti inquinanti arrivano ai cetacei anche per mezzo dei pesci di cui si nutrono, in quanto le acque costiere sono suscettibili al deflusso di sostanze chimiche agricole e industriali. Inoltre, gli antibiotici somministrati ai salmoni di allevamento rischiano di finire nei corpi di quelli selvatici e poi, mangiandoli, in quelli delle orche. Anche se, per ora, Gaydos afferma che il suo studio non ha trovato alcuna prova che la crescita di queste lesioni cutanee sia associata all’uso di antibiotici o a qualsiasi altra azione di digestione associata agli allevamenti di salmone.

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