Ambiente

Arriva il nuovo Registro elettronico dei rifiuti

Il Rentri, entrato in vigore ieri, sostituisce il Sistri - Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Ecco le principali novità e i termini di iscrizione
Credit: Tom Fisk
Tempo di lettura 4 min lettura
16 giugno 2023 Aggiornato alle 12:00

Ieri, giovedì 15 giugno, è entrato in vigore il nuovo Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (Rentri); prenderà il posto del Sistri ma il vecchio registro e formulario continueranno a essere utilizzati fino al 15 dicembre 2024.

Il decreto attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ad aprile, arriva dopo un periodo di sperimentazione condotto da diversi enti interessati: dall’Albo nazionale dei gestori ambientali al Ministero dell’Ambiente, fino a Unioncamere, insieme ad associazioni di categoria e imprese.

Le principali novità

Un importante cambiamento è il ridotto costo dei diritti di segreteria e dei contributi annuali, così come la valorizzazione del ruolo dell’Albo dei gestori.

Il Rentri, poi, introduce un nuovo modello di gestione, tutto digitale, che consente alle imprese di adempiere agli obblighi di tracciabilità, previsti per i rifiuti dal Codice ambientale. Si tratta di una novità che permetterà di ridurre gli oneri burocratici e una compilazione più veloce, oltre a garantire omogeneità e fruibilità dei dati. Tutte queste informazioni, poi, confluiscono in un unico registro centrale.

Il Registro, gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, utilizza la piattaforma telematica dell’Albo gestori, interconnessa con la rete elle Camere di commercio. Ci sono 2 sezioni: la prima è quella anagrafica degli iscritti che contiene, tra le altre cose, anche le varie autorizzazioni; la seconda è quella della tracciabilità, che contiene i dati di registri e formulari.

Nel complesso, dunque, il nuovo decreto ministeriale, riguarda modelli e formati del registro cronologico e del formulario e le modalità di compilazione, vidimazione e tenuta; le modalità di iscrizione e relativi adempimenti, per obbligati e volontari; le nuove regole sul funzionamento, che riguardano anche le modalità di trasmissione dei dati e la loro condivisione tra Registro e Ispra, affinché siano inseriti nel Catasto rifiuti. Infine, riguarda anche le modalità di coordinamento tra il Mud – Modello unico di dichiarazione ambientale e quanto trasmesso al Rentri.

I termini per l’iscrizione

Entro quando i soggetti obbligati saranno tenuti a iscriversi al nuovo Registro? La risposta si rintraccia nell’articolo 13, che indica i termini per l’iscrizione suddivisi per classi di utenti.

Dal 15 dicembre 2024 ed entro i 60 giorni successivi è il termine di scadenza per enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, con più di 50 dipendenti, e per tutti i soggetti diversi da produttori iniziali, inclusi i delegati delle associazioni imprenditoriali rappresentative sul piano nazionale. Ancora, in questa prima fascia rientrano le società di servizi di diretta emanazione e i produttori iniziali di rifiuti iscritti all’Albo in categoria 2-bis e che trasportano esclusivamente i propri rifiuti speciali quando obbligati come produttori.

Dal 15 giugno 2025 ed entro i 60 giorni successivi è il termine per enti o imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di 10 dipendenti. Infine, dal 15 dicembre 2025 ed entro i 60 giorni successivi è la data che riguarda i restanti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi obbligati ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legge 135/2018. Potranno iscriversi volontariamente anche i soggetti non obbligati.

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