Ambiente

L’Adriatic Link prende vita

L’elettrodotto sottomarino tra Abruzzo e Marche incrementerà di 1.000 Mw la capacità di scambio energetico tra Centro-Nord e Centro-Sud. Arrivato l’ok per la realizzazione: operativo entro il 2028
Credit: radiolaquila1.it
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9 febbraio 2023 Aggiornato alle 21:00

Dopo anni di progettazione e discussioni con le varie comunità locali, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato il via libera all’autorizzazione per la realizzazione del nuovo elettrodotto sottomarino in corrente continua, che collegherà l’Abruzzo e le Marche.

La nuova opera, ribattezzata Adriatic Link, ha l’obiettivo di rafforzare il flusso di energia nella parte centrale della Penisola italiana in modo da garantire sicurezza e flessibilità al sistema elettrico nazionale, soprattutto in un contesto di accelerazione verso le fonti rinnovabili all’interno del quadro di transizione sostenibile.

Il progetto è uno dei perni del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (Pniec) per la decarbonizzazione del sistema energetico entro il 2030.

L’elettrodotto sottomarino si estenderà per un totale di 250 km in un progetto complessivo da oltre 1 miliardo di euro con circa 120 imprese coinvolte. Sarà costituito da 2 cavi sottomarini di 210 km e due cavi terrestri di 40 km, mentre le 2 stazioni di conversione verranno situate a Fano nelle Marche e a Cepagatti in Abruzzo. Una volta completata l’infrastruttura, sarà possibile incrementare di 1.000 Mw la capacità di scambio tra le aree del Centro-Nord e Centro-Sud del Paese.

Per il dirigente Stefano Donnarumma, amministratore delegato della società Terna, «l’avvio dell’iter autorizzativo dell’Adriatic Link da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è un altro passo fondamentale per il processo di transizione energetica in atto. Grazie al lavoro di tutte le persone di Terna e al contributo fattivo dei Ministeri, delle Regioni e di tutti gli Enti coinvolti, è stato possibile accelerare il percorso di autorizzazione dell’opera, che è previsto entri in piena operatività nel 2028».

Inoltre, la stessa società ha ribadito che «l’Autorità di Regolazione (Arera) ha chiesto l’entrata in esercizio 2 anni in anticipo rispetto alle previsioni iniziali: l’Adriatic Link avrà un ruolo di primo piano nello sviluppo e nell’integrazione delle fonti rinnovabili, contribuendo alla decarbonizzazione del sistema energetico italiano».

Data l’importanza dell’opera e il possibile impatto sull’ecosistema, le autorità hanno deciso di ricorrere alla trivellazione orizzontale controllata (Toc) per diminuire le esternalità negative nelle fasi di costruzione dell’elettrodotto. Inoltre è stata effettuata un’esplorazione e analisi di circa 700 km² del mar Adriatico per valutare l’idoneità del fondale.

La nuova infrastruttura si affianca a livello nazionale al progetto Tyrrhenian Link - Ramo Ovest, un elettrodotto di circa 480 km che collegherà la Sicilia con la Sardegna, sempre nell’ottica di accelerazione della transizione energetica italiana.

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