Ambiente

Life Turtlenest: dalla parte delle Caretta caretta

Il progetto, cofinanziato dal programma Life dell’UE e coordinato da Legambiente, mira a migliorare la protezione dei siti di nidificazione di questi animali nelle spiagge del Mediterraneo
Credit: Jeremy Bishop
Tempo di lettura 4 min lettura
10 aprile 2023 Aggiornato alle 17:00

Le grandi spiagge dei Paesi del Mediterraneo occidentale stanno sorprendentemente diventando, sempre di più, luoghi di nidificazione delle tartarughe Caretta caretta. Si tratta però di aree che allo stesso tempo sono sotto la costante minaccia antropica, legata ad attività umane che ora rischiano di mettere a repentaglio la schiusa delle uova e la sopravvivenza delle neonate tartarughe.

Basti pensare che solo lo anno sono stati registrati circa 100 tentativi di nidificazione da parte di femmine di Caretta caretta che poi hanno abbandonato le spiagge anche a causa dell’inquinamento luminoso.

È a partire da queste importanti constatazioni che nasce il progetto Life Turtlenest, cofinanziato dal programma Life dell’Unione europea e coordinato da Legambiente, che mira a migliorare la conservazione delle tartarughe Caretta caretta, implementando la protezione dei siti di nidificazione attraverso la sensibilizzazione degli enti gestori delle aree protette e di amministrazioni, gestori balneari, turisti e bagnanti.

L’obiettivo del progetto europeo è quello di tentare un’analisi di tempi e luoghi delle nidificazioni e delle schiuse per stabilire quanto e come i cambiamenti climatici possano aver inciso sull’espansione dell’areale delle femmine di Caretta caretta verso le zone del Mediterraneo, che negli ultimi anni sono divenute dei luoghi sempre più idonei all’ ovodeposizione.

Per farlo, Life Turtlenest, che coinvolge Paesi come Italia, Francia e Spagna con l’obiettivo proteggere gli habitat riproduttivi delle tartarughe comuni, prevede l’adozione di una serie di misure. Verranno monitorati circa 8.000 km di coste, che includono 64 aree protette delle Rete Natura 2000, per 4 stagioni di nidificazione consecutive e un totale di 500 nidi. Questi verranno osservati e studiati tenendo conto di come l’impatto dei cambiamenti climatici incida sulla scelta del sito di nidificazione da parte delle tartarughe, sulla temperatura di incubazione e sul successo dell’ovodeposizione.

Durante tutto il periodo di azione del progetto europeo, decine di volontari saranno formati sul campo per diventare tecnici esperti nell’identificazione, protezione e gestione dei nidi di tartaruga, mentre enti gestori delle aree protette, gestori balneari, turisti, bagnanti e amministrazioni locali saranno obiettivi primari di una corrente di informazione per la diffusione di buone pratiche per la tutela dei nidi e della specie.

Pratiche fondamentali, ma che non tutti sembrano comprendere né conoscere: complice anche una scarsa informazione, oltre che sensibilizzazione sul tema, in occasione di schiuse avvenute sulle spiagge italiane la scorsa estate, sono stati tantissimi i curiosi che si sono avvicinati ai cuccioli di tartaruga per una ripresa in primo piano, una carezza o una spinta verso il mare. Gesti compiuti ingenuamente e dettati dall’inconsapevolezza, che possono trasformarsi, però, in un serio pericolo per la sopravvivenza dei piccoli di Caretta caretta.

«È per questo che il team di Life Turtlenest darà significativa importanza alle azioni di sensibilizzazione e informazione dirette a tutti coloro che frequentano le spiagge e agli addetti ai lavori. - ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente.- Grazie a questo progetto tuteleremo il patrimonio di biodiversità del mar Mediterraneo, proteggendo le tartarughe marine sin dalla loro nascita e soprattutto daremo un contribuito a una migliore gestione e governance delle aree Natura 2000 che coinvolgeremo».

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