Ambiente

Algeria: Giorgia Meloni lancia il Piano Mattei

La missione in Nord Africa della Premier, accompagnata dai vertici Eni, ha l’obiettivo di assicurare all’Italia il gas da una fonte alternativa alla Russia. Trasformando la Penisola in hub energetico del Mediterraneo
Credit: ANSA/ FILIPPO ATTILI / UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI
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23 gennaio 2023 Aggiornato alle 15:00

In Algeria a caccia di energia.

In questi giorni la premier Giorgia Meloni, insieme ai vertici di Eni, è in missione in Algeria per il bilaterale con il presidente della Repubblica algerina, Abdelmadjid Tebboune. Scopo dell’incontro è rafforzare le opportunità legate soprattutto alla fornitura di gas, ma anche allo sviluppo industriale.

Una sorta di primo passo relativo a quel “Piano Mattei” invocato da Meloni per aumentare la collaborazione italiana con i Paesi africani (anche sui flussi migratori) e trasformare l’Italia in hub energetico del Mediterraneo.

Le strette di mano di questi giorni sono però relative soprattutto a continuare sul cammino tracciato da Mario Draghi per la collaborazione con l’Algeria sul gas.

Fino a metà 2022 l’Italia importava circa il 40% di tutto il gas necessario dalla Russia ma ora, tra guerra e sanzioni, il fornitore principale è diventato l’Algeria (che prima per importazioni era al secondo posto ma ora è salito dal 22% a quasi il 40%).

Gli accordi siglati prevedevano una crescita delle importazioni di 3 miliardi di metri cubi fino ad arrivare a un incremento di 10 miliardi nel 2024. L’Algeria, nel 2024, dovrebbe arrivare così a fornire all’Italia 30 miliardi di metri cubi di gas, trasportati soprattutto grazie a Transmed, gasdotto che passa per la Tunisia e che, in caso di ottimizzazione, potrebbe garantire anche 35 miliardi di metri cubi di gas.

Proprio su questo gasdotto, per renderlo efficiente per estrazione e canalizzazione sul posto, servono però ulteriori investimenti per cui l’Algeria invoca il sostegno italiano.

In questi due giorni ci sarà poi anche il consolidamento di una serie di accordi privati che riguardano la delegazione italiana, composta dall’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi e dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

Dopo i primi incontri nei giardini “Enrico Mattei” ad Algeri, l’ad di Eni ha confermato l’ipotesi di azzeramento dell’uso di gas russo nell’inverno 2024-25. Sull’Algeria Descalzi si è detto soddisfatto: «Bisogna pensare che solo 2 anni fa l’Algeria dava all’Italia circa 21 miliardi di metri cubi, adesso ha dato 25 miliardi, arriveremo a 28 miliardi l’anno prossimo e poi nel 24-25 supereremo ancora. È davvero un partner strategico che sta aiutando molto l’Italia», ha spiegato, mentre Eni sarà coinvolta nel sostegno al paese africano per lo sviluppo delle rinnovabili.

Inoltre il “Piano Mattei” già citato nel suo discorso alla Camera da Giorgia Meloni, dovrà servire anche come “contrasto all’immigrazione illegale”, migliorando le condizioni economiche dei paesi nordafricani, scoraggiando l’emigrazione. Parallelamente, a livello di investimenti italiani ed europei, dovrà fungere da freno per l’espansione degli affari proprio di Russia e Cina in Algeria. Del Piano fanno parte varie future mosse che riguardano per esempio il potenziamento del gasdotto Tap, oppure investimenti in Libia o in Egitto sempre per il gas, mosse che porteranno a un probabile potenziamento e aumento (fino a sette) dei rigassificatori italiani.

Se questi ultimi obiettivi sono ancora futuri e in via di discussione, più concreti e operativi sono invece gli accordi con Algeri. Proprio con l’Algeria si sta ragionando sempre di più su come aumentare le importazioni: una possibilità è il gasdotto Galsi, idea che sta tornando in voga e che punta a collegare Algeria con Sardegna, coste italiane e infine Germania.

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