Ambiente

Pneumatici fuori uso? Diventano un campo da basket

È il premio ricevuto ieri dall’istituto Marconi (Gorgonzola, MI) nell’ambito del contest promosso da Legambiente ed Ecopneus. Ora gli studenti potranno giocare a pallacanestro grazie alla gomma riciclata
Alcuni pneumatici ricoperti dalla neve, in Germania a
Alcuni pneumatici ricoperti dalla neve, in Germania a Credit: Jens Büttner/dpa
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15 dicembre 2022 Aggiornato alle 14:00

Un campo in gomma riciclata da pneumatici fuori uso (Pfu) per il basket 3x3: è il premio assegnato al Liceo Scientifico Scienze Applicate dell’Istituto Guglielmo Marconi di Gorgonzola (MI) nell’ambito del contest Per un corretto riciclo degli Pneumatici Fuori Uso, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta ieri.

Le studentesse e gli studenti dell’istituto, per meritarsi la vittoria, hanno ideato un video dal titolo Salva Gommo, salva mondo. Ma non è tutto: il Guglielmo Marconi si è aggiudicato anche il premio social, lanciato per questa undicesima edizione da Ecopneus, principale società senza scopo di lucro nella gestione degli pneumatici fuori uso nel nostro Paese.

Secondo e terzo posto sono invece stati attribuiti all’Istituto Statale Istruzione Superiore Valceresio di Bisuschio (VA) e al liceo Artistico Statale Caravaggio di Milano.

Il concorso, promosso da Legambiente ed Ecopneus, in 10 anni di iniziative, ha coinvolto 10 regioni, oltre 11.000 studenti e 4.100 docenti.

L’impegno dell’ente a tutela dell’ambiente si manifesta anche nella partecipazione di ragazze e ragazzi attraverso eventi tematici e attività didattiche. Per esempio, quest’anno gli studenti coinvolti hanno avuto l’opportunità di visitare gli impianti di riciclo degli pneumatici della filiera Ecopneus e conoscere il processo di recupero dei PFU e la loro corretta gestione per la realizzazione di soluzioni all’avanguardia come le superfici sportive.

Federico Dossena, direttore generale di Ecopneus, commenta l’iniziativa: «Parallelamente all’impegno operativo sul territorio, Ecopneus dedica da sempre grande attenzione al tema della formazione, in particolare delle giovani generazioni, per sviluppare un percorso di consapevolezza della sostenibilità, del riciclo e del rispetto dell’ambiente fondamentale per guidare un processo di cambiamento e alimentare comportamenti di etica e legalità tra cittadini e imprese».

Proprio in conclusione delle attività didattiche proposte, le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della Regione hanno avuto la possibilità di realizzare un video che trasmettesse un messaggio positivo legato a un buon riciclo per il corretto recupero degli pneumatici fuori uso. I lavori delle scuole, poi, sono stati valutati da una giuria di esperti, composta dai rappresentanti di Legambiente, Ecopneus, il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Transizione Ecologica.

«Attraverso questo progetto ci poniamo l’ambizioso obiettivo di promuovere iniziative di sensibilizzazione che possano contribuire a contrastare ed eliminare definitivamente i flussi di abbandono illegale che ancora persistono in tutta Italia, garantendo un futuro più sostenibile agli adulti di domani», conclude Dossena.

Il progetto di Ecopneus e Legambiente ha portato i ragazzi e le ragazze a toccare con mano il risultato concreto di una gestione corretta degli Pfu, impiegati nella realizzazione di beni utili da superfici sportive a isolanti acustici, da arredi urbani ad asfalti silenziosi fino ad arrivare a fonti di energia.

«Anche per questa edizione il progetto ha permesso di costruire un legame tra il mondo della scuola e il potenziale dell’economia circolare, testimoniando quanto le giovani generazioni abbiano bisogno di sentirsi parte dei processi di cambiamento in chiave ecologica» commenta Vanessa Pallucchi, vicepresidente nazionale Legambiente.

In conclusione, Pallucchi sottolinea come le giovani generazioni chiedano a gran voce un maggiore impegno da parte di tutti per contrastare i cambiamenti climatici e arginare le disuguaglianze: «Dobbiamo offrire loro un contesto reale nel quale immaginare il futuro. Il progetto è stato per i ragazzi molto stimolante e per i docenti leva per motivare all’apprendimento e all’impegno civico».

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