Ambiente

Moda circolare: nasce il consorzio Retex Green per la gestione dei rifiuti tessili in Italia

L’annuncio arriva dopo che lo scorso 1° gennaio è entrato in vigore l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili
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14 gennaio 2022 Aggiornato alle 17:00

Il 2022 si apre con una buona notizia per la transizione circolare del settore moda in Italia. A fronte del nuovo obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, entrato in vigore il 1° gennaio, è stata annunciata la nascita del consorzio Retex Green formato dai produttori italiani del comparto moda. La presentazione ufficiale si è tenuta martedì 11 gennaio, in occasione dell’inaugurazione di Pitti Immagine Uomo.

Mettersi al passo con il nuovo obbligo di raccolta differenziata del tessile

La nascita del consorzio Retex Green, patrocinato da SMI – Sistema Moda Italia e da Fondazione del Tessile Italiano, era in realtà già stata anticipata lo scorso novembre nel corso di un’audizione della Commissione Ecomafie dedicata appunto alla gestione e al riciclo dei rifiuti tessili della filiera italiana. Il presidente di SMI Sergio Tamborini ne aveva allora delineate le linee generali, specificate poi anche in un position paper inviato al Ministero della Transizione Ecologica.La mission di Retex Green è la “gestione ottimizzata dei rifiuti provenienti dal mondo della moda” e il suo lancio arriva insieme all’entrata in vigore del nuovo obbligo di raccolta differenziata del tessile. Con il decreto legislativo 116/2020, l’Italia ha infatti anticipato di tre anni l’attuazione di uno dei decreti contenuti nel “Pacchetto di direttive sull’economia circolare” adottato dall’Unione europea, scegliendo così di dare una spinta all’economia circolare del settore moda.In questo senso lavorerà dunque il nuovo consorzio, che si propone di creare un sistema collettivo volontario di responsabilità estesa del produttore (EPR – Extended producer responsibility) per gestire i rifiuti post consumo, anticipando gli obblighi normativi che deriveranno dalla futura introduzione di un regime EPR in Italia.“In pratica – spiega Tamborini a Materia Rinnovabile - cercheremo di favorire il meccanismo per cui il consorzio si occupa del riutilizzo e riciclo del prodotto e sviluppa attività di ricerca e innovazione, informazione e formazione sulla prevenzione e l’ecodesign, mentre le aziende che immettono sul mercato pagano un contributo ambientale per coprire i costi di tali attività. Per quanto riguarda la raccolta, cercheremo di coinvolgere i commercianti e i negozi retail, mentre abbiamo la disponibilità alla collaborazione con altri operatori, come a esempio Federdistribuzione. Sicuramente sarà di primaria importanza operare una raccolta differenziata, che passa sì attraverso i punti vendita, ma che vuole estendersi anche attraverso una ripresa dei cosiddetti cassonetti gialli nelle piazzole comunali.„

Come funzionerà il consorzio Retex Green

Il nuovo consorzio nasce con obiettivi programmatici ambiziosi e diversificati. Si propone innanzitutto di migliorare e massimizzare la raccolta differenziata di rifiuti provenienti non solo dal tessile e dall’abbigliamento, ma anche da calzature e pelletteria, promuovendo inoltre pratiche di prevenzione dei rifiuti, di simbiosi industriale e di utilizzo di materiali riciclati.Oltre all’attività “sul campo”, il consorzio svolgerà anche funzioni di supporto amministrativo per gli associati e si occuperà di iniziative di comunicazione, educazione ambientale, ricerca e sviluppo, ecodesign.Come primo passo, Retex Green creerà un network di operatori selezionati che si occuperanno, sotto la supervisione di un “general contractor per il waste management”, di tutte le fasi della raccolta, selezione, cernita, avvio al riutilizzo, riciclo e valorizzazione dei rifiuti.Un grande lavoro di sinergia che mira a mettere in rete tutti gli operatori del Made in Italy per rendere la filiera della moda sempre più circolare.

A cura della redazione di Materia Rinnovabile