Ambiente

Italia, liberati dal carbone

L’Electricity Market Report 2022 riporta un quadro di luci e ombre sulla transizione energetica. Bene gli sforzi sulle rinnovabili ma gli obiettivi di decarbonizzazione sono ancora lontani
Credit: Tom Fisk/Pexels  
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25 novembre 2022 Aggiornato alle 07:00

In Italia l’elettricità prodotta da fonti rinnovabili sta aumentando, ma siamo ancora troppo dipendenti dal carbone e lontani dagli obiettivi climatici del 2030 e 2050.

A raccontare il cambiamento energetico dell’Italia in piena transizione ecologica è il rapporto Electricity Market Report 2022 della School of Management del Politecnico di Milano. Gli esperti spiegano come la potenza installata di impianti fotovoltaici ed eolici nel nostro Paese (circa 22,5 GW e 11,3 GW) sia passata di fatto da meno di 5 GW nel 2008 a più di 33 GW nel 2021. Un salto in avanti importante, ancora lontano dal percorso che ambisce a nuovi 70GW entro il 2030 per i piani italiani, ma che permette di sfruttare buoni volumi di energie pulite.

Tra i dati diffusi dal rapporto c’è anche un quadro sulla situazione della domanda elettrica (circa 310-320 TW/h all’anno nell’ultimo decennio) coperta finora dagli impianti termoelettrici tradizionali e che si è ridotta dal 74% nel 2005 al 51% nel 2021.

Nello stesso periodo le relative emissioni di anidride carbonica sono calate di quasi il 50% e la quota di domanda soddisfatta tramite fonti rinnovabili è cresciuta dal 14% al 36%.

Il rapporto certifica però anche che siamo ancora lontani dagli obiettivi di decarbonizzazione necessari nella complessa battaglia alla crisi del clima. Per esempio nel 2021 quasi il 17% delle emissioni di anidride carbonica sono legate alla produzione di energia elettrica (che pesano per oltre un quinto su quelle complessive) derivata dall’uso di combustibili fossili, soprattutto il carbone.

«L’evoluzione delle tecnologie abilitanti, migliorate in maniera significativa negli ultimi anni, ci consente di essere ottimisti riguardo alla effettiva possibilità di raggiungere gli obiettivi di policy – spiega Simone Franzò, fra i responsabili del report– ma allo stesso tempo non sarà facile per i diversi stakeholder disegnare un settore elettrico che al 2030 dovrà necessariamente essere molto diverso da oggi, anche provvedendo a ultimare un quadro normativo che risulta ancora incompleto sotto diversi aspetti», sostiene con riferimento anche alla complessità legata all’installazione delle rinnovabili in Italia.

Se fondamentali secondo il Politecnico saranno avanzamenti decisivi sui sistemi di storage, l’apertura del Mercato dei Servizi di Dispacciamento e le Comunità energetiche, che però ancora vanno a rilento, va annotata però come questione positiva “lo spirito collaborativo e proattivo che si respira in questi mesi nonostante le difficoltà. Bisogna agire rapidamente, ma a mente fredda: le misure d’urgenza intraprese quando ormai non c’è altra scelta portano spesso a soluzioni non efficienti, mentre una corretta pianificazione per tempo darà senz’altro risultati migliori”, chiosano gli esperti.

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